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Quando arriva una idea (Le parole di ieri)

Dodici anni fa – novembre 1999
Le idee nuove non vengono approvate subito, occorre un certo tempo per farle maturare. Dico questo per mettere in luce un fenomeno che vediamo in tante occasioni. Per esempio ci si chiede come mai tra i politici, che si sparano addosso accuse ed ingiurie, alcune proposte, che sembrano così lontane tra di loro, alla fine vengono accolte. Tanti riconoscono in questo comportamento un voltare le cose per convenienza o per incoerenza. Credo invece nella potenza dell’incontro e del dialogo.

Le idee infatti hanno bisogno di tempo perché, quando entrano nella testa altrui, creano un certo scombussolamento. Infatti devono entrare in luoghi già occupati, in cervelli già pieni e quindi non disposti ad essere contestati. Spesso si è davanti a persone che hanno già cementato le loro idee e sembra quasi impossibile smuoverne una sola. L’idea nuova coglie di sorpresa perché è come l’ingresso di una persona in una casa: agita tutta la famiglia. Se poi l’idea viene accolta non viene immediatamente accettata, a causa di un certo orgoglio.

Deve inoltre fare i conti con le idee sorelle presenti nella testa che, come falchi, rimangono sempre in agguato. Piano piano però nasce una convivenza pacifica e la piccola idea nuova viene facilmente integrata con il resto del patrimonio mentale. E così da una difficoltà iniziale si arriva a vedere le giuste motivazioni che l’altro propone. Da un rifiuto  preconcetto si giunge ad una maturazione,  grazie alle opinioni altrui.

Può succedere, invece, che in qualche persona avvenga il contrario. Magari qualcuno possiede un patrimonio di idee ricco e positivo, ma viene cambiato con l’arrivo di idee apparentemente più belle, più attraenti e più comode. Ci si trova così con un blocco di opinioni “strane” che sono entrate e hanno fatto da padrone, eliminando quelle cose buone che preesistevano e che potevano dare fastidio.

Immagino anche tutto quel patrimonio di idee che sorgono davanti alla religione. Non è facile dare spazio a pensieri divini che fanno a pugni con i nostri pensieri umani! Succede allora che si tengano debitamente a distanza simili parole. Se invece queste idee evangeliche trovano un po’ di spazio, aiutano a modificare il resto dei pensieri, creando un certo rimescolamento. Con il tempo questa operazione fa sedimentare tutto quello che è entrato nella testa, produce un cambio di mentalità, anche perché vengono “cacciate” idee negative che non si integrano con l’arrivo di idee “divine”.

Credo che vada riconosciuta in ogni ambito, da quello politico a quello parrocchiale, da quello associativo a quello mentale, la stessa caratteristica indispensabile: l’apertura alle idee degli altri. Così facendo ci cresce, ci si arricchisce  grazie a cose che entrano “dall’alto o dagli altri”. Possiamo dire che quello che abbiamo in testa, è il prodotto dell’incontro tra idee, dove le più deboli, le più negative vengono giustamente eliminate. Quando abbiamo la fortuna di incontrare persone che ci comunicano idee nuove e giuste, possiamo essere contenti.

Certo, occorre selezionare l’ingresso di idee nuove, attraverso un filtro che impedisca l’arrivo di virus o idee nocive. A proposito del  buon Dio (lo sappiamo per esperienza), è bello sapere che non entra nella testa degli uomini per rovinare o distruggere, ma entra “affinché l’uomo abbia la vita e l’abbia in abbondanza”. Don Norberto

 

Dodici anni dopo – agosto 2011
Un po’ lungo e poco sciolto l’articolo in questione, riletto oggi. Normalmente lo spunto per un articolo me lo dava l’incontro con qualche persona: in questo caso non ricordo l’origine.  Alla luce degli anni che passano, scriverei poche righe, poche parole per comunicare meglio la bella sensazione quando nella testa passano … idee divine.

Già le idee pulite, nuove e originali danno una bella sensazione. Quando avverti poi che sono idee “dell’altro mondo”, la cosa è ancora più bella. Mi accorgo che ciò capita quando apro la Bibbia ma anche quando leggo “libri vivi” o mi imbatto in persone che aprono gli orizzonti delle cose divine. Certamente si affina l’udito per ascoltare idee che non fanno parte dell’uso comune, anche se poi le stesse idee arricchiscono i pensieri normali. L’orecchio segnala così la presenza di idee che fanno male non solo alla mente ma anche al corpo e alla sensibilità e si impara a prenderne le distanze. Da questo punto di vista, grazie anche ad un modo più consapevole di essere prete nel sacramento della riconciliazione, percepisco la gravità di idee cattive che rovinano le persone, svuotandole. L’idea buona che posso portare è supportata dalla forza stessa di Dio che è capace di interrompere il circolo vizioso e aprire una fase nuova. Il prodigio di una idea divina che è lo Spirito di Gesù: il massimo. Don Norberto

 

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