Loading…

La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

Approfondimento

Festa di Tutti i Santi e Commemorazione dei Fedeli defunti

Orari e programma delle celebrazioni e delle funzioni

Programma

Calendario mensile

Calendario delle proposte del mese di ottobre 2018

Vai al calendario

... sulla Tua parola

Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

Programma

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Il profumo del caffe’ (le parole di ieri)

Undici anni fa – gennaio 2005
Cosa c’è in una casa di più familiare che una caffettiera? Alla mattina, chi si alza per primo, compie i meccanici gesti che vanno dall’aprirla al riempirla d’acqua, dal prendere il caffè al metterlo nel filtro: tutto stretto bene prima di accendere la fiamma del gas.Mi sono accorto che questa abitudine possiede una serie di pensieri che si fanno quando si è assonnati, alle prime ore del giorno. Per esempio mi capita di pensare alle case in cui, mentre io preparo il caffè, si compie lo stesso rito. Penso a quanti sono di fretta per le incombenze di lavoro o per i problemi che dovranno affrontare nella giornata: una persona malata da accudire, un esame da sostenere, la visita in ospedale per accertamenti, l’apprensione per la lettera che avvisa della mobilità, l’appuntamento dall’avvocato per questioni familiari … Tutto nella velocità di quei momenti, aiutati dal rumore di una caffettiera pronta, quando si riprende a vivere dopo il sonno.

Niente a che vedere con le mie preoccupazioni personali! A confronto con quello che avviene tra le villette o gli appartamenti non è nulla!  Poi dalle 7.10 circa del mattino si nota, già dalla piazza, il rumore di macchine e di scooter  che mostrano i segni di una città in movimento per arrivare a scuola o al lavoro.

Mentre nascono dentro di me questi e altri pensieri, mi accorgo di come questo oggetto casalingo ha accompagnato il passare degli anni. Tra l’altro la caffettiera è uno di quegli oggetti da cucina che durano, che non si cambiano anche perché si dice: “Il caffè è più buono in una caffettiera vecchia!”. Infatti, fin quando non è distrutta, continua la sua attività. La caffettiera ha visto, nei primi anni di sacerdozio, la fatica dell’alzarsi alla mattina perché si faceva molto tardi alla sera, vuoi per qualche riunione ma soprattutto per le chiacchierate sui gradini della chiesa. Ora invece il desiderio è quello di non perdere il valore delle prime ore della giornata a cui il sapore del caffè dona la sua compagnia.

Altra cosa è il rito del caffè quando viene un ospite perché il gesto diventa più simpatico. Direi che il grado di piacevolezza è proporzionato al tempo trascorso senza vedersi. Più non vedi una persona e più il ritrovarla fa venire la voglia di caffè. In questo caso si usano le tazzine del servizio bello, anche se la familiarità con le persone prevede magari lo stare in cucina e l’uso delle tazzine feriali. Come se questa bevanda, molto cara a noi italiani, riuscisse ad esprimere la bellezza dello stare insieme. Un aspetto della ospitalità che troviamo forte anche in culture molto diverse da noi.

L’inizio della giornata con il caffè è accompagnato, almeno per chi crede, dalla preghiera a quel Dio a cui “si offrono le azioni della giornata per la sua maggior gloria”: così si dice nella antica preghiera del “Ti adoro, o mio Dio”. Nelle giornate che iniziano male per i problemi da affrontare e che il sonno aveva in parte annullato, il pensiero a Dio sostiene la ripresa come un caffè aiuta a rimettere in sesto la testa. La giornata che si presenta luminosa, perché carica di aspettative, diventa un modo per render partecipe anche il Padreterno della stessa ansia gioiosa.

Mi rendo conto di rischiare con questi ragionamenti di paragonare il buon Dio ad una … tazzina di caffè o ad una caffettiera che profuma in una casa. Credo che Dio non me ne voglia! Piuttosto l’avvertenza è quella di sapere che nei giorni belli o brutti della vita, inizia con noi la giornata quel Dio della resurrezione che tra poco celebreremo. Quando invece ci si vede tra amici, l’avvertenza sta nel riconoscere lui che un giorno disse: ”Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”.

            Che Dio sia all’inizio del nostro giorno come presenza viva, tanto da portare su di noi il suo sguardo buono e amico. Che Dio sia tra i profumi belli della vita come sono quelli dell’amicizia, che tanto assomigliano all’aroma che invade al mattino le nostre case.

Don Norberto


Undici anni dopo – Ottobre 2011
Dal punto di vista dei gesti non è cambiato nulla con il passare del tempo anche perché, da che mondo  e mondo, al mattino si continua a preparare il caffè con gli stessi riti e gli stessi modi. Anche il caffè deve essere lo stesso, guai a cambiarlo dal momento che il palato si abitua al gusto! Riascolto il medesimo pensiero circa il movimento che esiste in ogni casa alla mattina mentre parte il suono della caffettiera: quanto movimento, quanta corsa, quanti pensieri pesanti o leggeri, talvolta!

Anche la relazione della “bevanda nera” con gli amici non si è fermata. Infatti passando qualche amico o amica  da queste parti è spontaneo  dire la famosa frase: “Metto su il caffè?”. Normalmente la risposta è positiva e così il caffè diventa il momento in cui si rallenta, si sta a parlare, si ascolta, si discute. Ecco perchè in una casa, anche nella casa di un prete, ci deve essere una buona scorta di caffè!

Rispetto ad anni fa si è solo innalzata l’ora in cui si traffica con la macchinetta. Se da giovane era verso le 7.30 del mattino (non avevo da prendere treni o mezzi per recarmi al lavoro e si faceva notte sugli scalini della chiesa di Milano …), adesso si anticipa di una buona ora. Si cerca il silenzio del mattino per iniziare il giorno con  Dio, prima che la giornata richieda una firma, una telefonata o lo spostarsi di qua e di là. Mi capita di pensare ai monasteri che stanno in preghiera mentre il buio lascia spazio alla luce.

Mi piacerebbe che la preghiera che faccio al mattino, resa sveglia da una tazzina di caffè, diventasse il posto in cui ogni situazione di buio si muova verso la luce, quella luce divina che finalmente permette di vedere bene ogni cosa!

Don Norberto

Tagged under: