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La teoria dei puntini (le parole di ieri)

Cinque anni fa – aprile 2006
Tutti da piccoli abbiamo giocato al gioco dei numeri presente in un piccolo quadro della Settimana enigmistica. Bisognava unire i vari punti numerati per vedere l’immagine nascosta. Un gioco facile che permette anche ai piccoli di usare una rivista che i grandi comperano per divertirsi, per passare il tempo e per misurare le capacità intellettuali.

Memore di questo gioco ho così sviluppato la teoria dei puntini. Chiamo con questo nome la scoperta che faccio di tante persone “ricche di umanità” che esistono anche se sono solamente dei puntini, rispetto a ciò che riporta un giornale o che si vede in televisione. Capita cioè, per vari motivi, di venire in contatto con persone di tutti i tipi e di essere colpiti da ciò che fanno o che dicono. Questa scoperta avviene tramite incontri fortuiti e allora scopri la forza di una persona che vive una situazione dolorosa, noti la chiarezza di un’altra nel comunicare le proprie convinzioni oppure il disagio di sentirsi fuori posto in un mondo che corre troppo e che non presta attenzione “ai particolari”; registri la limpidezza di chi coltiva la fede in Dio o la dedizione di chi ama anche se non corrisposto. E si potrebbe continuare nell’esemplificare uomini e donne capaci di umanità, con precisi volti e fisionomie.

Proprio un anno fa  ero sulle strade verso Santiago, in quello straordinario viaggio espressione di un regalo incomparabile avuto dalla parrocchia per il venticinquesimo di sacerdozio e anche lì, grazie all’incontro con alcune persone di varie nazionalità, ho allargato oltre la mia ristretta sfera questa teoria: quanti puntini esistono!

Viene così spontaneo collegare, nella mia mente e nel mio ricordo, tutti questi punti che non sono indicati con numeri progressivi come capita nel gioco sopra citato, perché le persone le incontri in un modo improvviso e imprevedibile. Molte di queste persone non hanno nulla in comune tra di loro se non la fortuna di essere da me incontrate, eppure sono punti di un misterioso disegno che con il passare del tempo si svela.

Da una persona all’altra è compito di un prete, ma non solo, collegare questi incontri, trovandosi davanti un grande numero di fili che si incrociano e che permettono di respirare un’aria di fiducia nella vita al di là di tanti pessimismi. Esiste proprio una rete di persone unite tra di loro che cercano così di imbrigliare il male presente nel mondo e che agisce sotto i riflettori della nostra società. Sono fili invisibili agli occhi umani ma sono solidi perché costituiti da persone in carne ed ossa con i loro pensieri e i loro comportamenti.

Mi ritengo fortunato quando mi capita di fare tali scoperte aggiungendo un volto in più a questa originale collezione. Non sempre tengo a mente tutti, ma riesco a percepire un mondo nascosto e reale che non è quello della fantasia ma è quello che  tiene in piedi il mondo! Diamo così il giusto riconoscimento ai vari puntini che sono diffusi per tutti i continenti, quelli di oggi e quelli dei tempi passati.

Mi sembra però centrale fissare lo sguardo sul crocifisso in questo periodo di Pasqua, per ritrovare “il punto forza” di questa teoria perché forse tutto è iniziato da lì e tutto ritornerà lì. Come se su quel legno ci fosse la garanzia che esiste veramente il disegno nascosto! Che molti possano entrare in questo gioco dove ogni singola persona è importante pur essendo un semplice puntino.

Don Norberto

Cinque anni dopo – novembre 2011
Ricordo chiaramente il periodo in cui scrissi questo articolo. Stavo girando per le benedizioni delle case che allora, come adesso, facevo in due momenti dell’anno. Fu dopo un preciso incontro molto intenso che nacque questo testo e quell’immagine che poi mi è sempre rimasta cara: quella del gioco dei puntini. Ricordo che quella sera, dialogando con quel signore, feci tardi e dovetti poi scusarmi con alcune famiglie per non essere arrivato da loro.

Mentre sto iniziando le benedizioni natalizie mi è venuto alla mente l’immagine dei puntini che ripropongo ora anche perché i puntini sono nel frattempo … aumentati! Altri si sono rafforzati e aiutano meglio a vedere la presenza del divino nel mondo, a precisare la figura nascosta. So che il gesto di suonare il campanello delle case mi permetterà di fare interessanti incontri e allora li voglio pensare dentro questa teoria che porta a riconoscere l’esistenza di altri puntini. Certo un puntino non è nulla eppure ognuno di essi con il suo numero è essenziale perché si veda meglio la figura misteriosa. Ringrazio ancora il buon Dio che, facendo il prete, mi permette di vedere spesso questa ricchezza nascosta: domando la sapienza del cuore che permette di riconoscere e poi unire tutto ciò che incontro.

Don Norberto

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