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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Sulla fine del mondo, forse (le parole di ieri)

Riprendo un testo scritto 10 anni fa perchè collegato con il tempo di Avvento da poco iniziato. Non ci sarà una ripresa della riflessione al termine, dal momento che non è una vera e propria riflessione: è solo una ipotesi! Nasce come predica in una domenica di avvento, l’unica che scrissi con il computer, l’unica che mi è rimasta, dal momento che i fogli delle prediche non li trattengo. E una ipotesi, solo una ipotesi: ma se fosse così rispetto ad una idea tragica della fine del mondo?

Don Norberto

Preludio
Spesso la fine del mondo è collegato con un senso di distruzione, di catastrofe… odore di cadaveri..urla e grida… sofferenze atroci… E’ un effetto dato da immagini, film e anche testi della Bibbia. C’è un aria di paura che tocca tutti, credenti e non: nessuno vuole vedere la fine del mondo!!
Eppure in chiesa si invoca il ritorno del Signore “alla fine dei tempi” (si dice), espressione che nel volgo viene compresa “alla fine del mondo”. Ma, se il ritorno del Signore coincide con la fine del mondo… meglio che Gesù non venga!!! Ciò che si dice così nella liturgia (“Vieni Signore Gesù”) rischia di essere un falso perché con la bocca si canta ma con la testa si pensa: “Speriamo che non succeda adesso!”.
Con queste incongruenze mi sono detto: “Come potrebbe essere la fine del mondo?”. Nessuno mi ha spiegato come avverrà e allora si può immaginare… immaginare… Ecco come penso io la fine del mondo… forse… E se fosse più o meno così??

Proviamo a raccontare
Ci sarà un evento luminoso perché la luce è ciò che riporta i colori giusti alle cose, alla natura e permette di vedere bene il volto delle persone. Era così anche la prima parola che il libro della Genesi ci ha lasciato: “Sia la luce e la luce fu”. E’ sempre la luce che ricorre nella Bibbia per raccontare l’ingresso del divino nel mondo: c’era luce a Betlemme, sul monte della trasfigurazione, al mattino di Pasqua, per non parlare dell’esperienza di luce che hanno fatto Mosè o altri personaggi dell’antico Testamento.

Oltre alla irruenza della luce, l’evento sarà pieno di sorpresa, sarà una cosa mai vista, totalmente nuova, inimmaginabile. Un evento che non possiamo prevedere e che avrà una sola caratteristica a noi nota: la sorpresa!  In quel evento pieno di luce e di sorpresa ci sarà Gesù! Non vedremo lui ma i suoi occhi. Quegli occhi che avevano visto i bambini, i fiori dei campi; gli occhi che avevano visto sua madre, i malati che arrivavano a lui, i discepoli che chiamava guardandoli… Non vedremo perciò il corpo di Cristo, la sua persona, ma solo i suoi occhi! E’ stato lui a dire che “gli occhi sono la lucerna del corpo e se il tuo occhio è chiaro tutto il tuo corpo è nella luce”. Non riusciremo cioè a vedere altro perché saremo attratti da quello sguardo, uno sguardo lucido e chiaro, che solo lui possiede, gli occhi di chi da sempre sa amare.

Chi nella vita quotidiana avrà intravisto il Signore negli altri o nelle azioni buone, ora lo potrà riconoscere. Chi invece avrà cercato altrove o non avrà cercato per nulla, si sentirà a disagio con un grande rimorso perché non riuscirà a guardare e a farsi guardare.

Bene, mentre noi guarderemo lui e lui guarderà noi, ci eleveremo da terra con calma ma sempre di più. Ci alzeremo insieme, noi presenti e pian piano incontreremo coloro che non sono con noi in quel preciso momento. Vedremo le persone care: i figli, i genitori, il marito, la moglie, la persona amata, tutti coloro che incrociamo ogni giorno, gli amici, i parenti. Salendo sempre più in alto cominceremo a perdere quello che abbiamo in tasca: i documenti, i soldi, le chiavi di casa o della macchina, il vestito; poi la nostra pelle, le nostre vene, i nostri nervi, i nostri muscoli, il nostro corpo. Non sentiremo nessun dolore elevandoci in alto, se non quella particolare sensazione presente nell’ebbrezza del volo.

Gli occhi del Signore ci faranno da guida perché lui continuerà a guardarci mentre noi guarderemo lui. Non saremo soli ma insieme, vicini, stretti gli uni gli altri. Saremo vivi, finalmente vivi! Non passeremo la morte, non entreremo nelle casse da morto, non potremo avere il funerale, non avremo nessuna sofferenza, non potranno seppellirci in un camposanto, perché sentiremo di vivere, continueremo a vivere!

Si allontaneranno da noi le cose di qui: la nostra casa, le nostre banche, i nostri lavori, le nostre città, i nostri giardini e i nostri orti. Tutto si allontanerà sempre di più mentre noi saliremo… saliremo. Chi avrà fatto della sua vita la ricerca dei beni terreni, dell’apparire, dell’avere, allontanandosi sentirà un senso di vuoto perché nulla per cui ha speso la vita, salirà con lui. Chi avrà fatto della cattiveria e del male una ragione di vita si sentirà strappare dentro, quasi bruciare nel cuore per quella zavorra che non potrà eliminare. Non si potrà correre a casa per chiudere la porta o per prendere i bagagli perché per allontanarci da terra basterà avere ciò che siamo, ciò che avremo in quel momento.

Tutto sarà sotto di noi mentre continueremo a salire, fino a ritrovarci anima, a ritrovare noi stessi. Ci verrà dato un abito nuovo altrettanto pieno di luce, un vestito che farà tutt’uno con la nostra anima! Essendo gli occhi la parte di bella di noi, vedremo bene, riconosceremo molti volti, molti amici, molti di cui abbiamo letto la vita o le vicende: Francesco e Chiara, Teresina e Papa Giovanni, Maria di Magdala e Paolo di Tarso, Agostino e Caterina da Siena, Etty Hillesum e Edith Stein.

Nel frattempo, nella nostra lontana terra, nulla sarà distrutto o rovinato, mancheranno solo gli uomini. Senza la loro presenza il mondo apparirà per quello che è: per molti versi bello e ricco per altri versi pieno di armi, del vizio, delle malvagità. Nulla però verrà distrutto, il mondo apparirà come sono le piazze delle città alle prime luce del giorno, dopo una notte di baldoria. La terra sarà desolata per la grande sporcizia che rimarrà in essa.

Arriveranno a questo punto gli angeli a ripulire ogni cosa: verranno messi a posto i giardini, la natura, le strade saranno raddrizzate, le acque ritorneranno trasparenti, i monti, le nuvole il sole… tutto riprenderà lo splendore dell’origine. Sarà cancellata ogni scritta di odio, ogni azione malvagia sarà estirpata come si toglie una spina conficcata nella mano e che dà dolore. Gli angeli dovranno ripulire tutto per rendere la terra come era “in principio”, prima che la libertà dell’uomo si mettesse a coltivare il male e la cattiveria. Daranno grande importanza e lustro a ciò che l’uomo ha lasciato di bello e di grande nel corso della storia: opere d’arte, invenzioni, poesie, opere di bene, grandi trasformazioni…

In un enorme cassonetto dei rifiuti verranno gettate le false bellezze, le cose effimere, le cose stupide e banali, come rotti giocattoli che avevano la pretesa di darci la gioia, senza riuscirvi. Gesti, parole, invidie, cattiverie, tutto sarà nel pattume, tutto sarà ripulito dalla grande schiera di angeli “spazzini”. Noi vedremo solo da lontano l’opera “faticosa” degli angeli di Dio.

Conclusione
E finalmente il mondo così rinnovato si richiuderà come un fiore che alla notte, senza luce, si avvolge in sé. La terra ormai viva, sarà trapassata dalla luce affinché tutto rimanga, nulla vada perduto. Così tutto passerà, dal di qui al di là… senza la morte. Tutto sarà trapassato dalla luce e rimarrà solo ciò che è eterno. Con gli occhi fissi su Gesù avremo voglia di bellezza e di gioia, ritrovandoci finalmente insieme, umanità purificata e libera.

E poi…vedremo, mio Dio come vedremo!

Don Norberto