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Incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo (Natale)

I potenti hanno sempre abitato la storia: tendono ad imporre il loro “punto di vista” e non accettano di guardare qualsiasi cosa da un altro “punto di vista” … A costoro non interessa neanche il “punto di vista” di Dio, che invece sceglie di “farsi uomo”, di “venire ad abitare in mezzo a noi”, di essere “Emmanuele” (= Dio con noi).
Oggi non vogliamo guardare ai potenti dei nostri giorni, vogliamo dismettere i panni di chi non riconosce il “punto di vista” degli altri e far posto al “punto di vista” di Dio.

L’incarnazione di Gesù, il suo farsi “uomo”, non possono essere ignorati o liquidati come una notizia del passato: lo “stile” di Dio, oggi come allora, rimane invariato. Così il suo annuncio, la comunicazione della sua gioia, va in primo luogo ai pastori, agli esclusi di ieri e di oggi, ai lontani di sempre, ai “poveri del Signore” … e ci ricorda che Dio “vede” la storia dal “punto di vista” dei poveri, degli smarriti, dei lontani e ci invita a costruire una realtà che faccia nostro il suo “punto di vista”.

Il “punto di vista” di Dio é “perdente” secondo la logica dei potenti e del mondo; ma l’ “uomo” che Dio rivela al mondo nel suo “figlio” ci dicono che il suo “punto di vista” va oltre, guarda alla “comunione” con Dio come orizzonte a cui siamo chiamati. E questa realtà ci rende uomini diversi, uomini secondo il “cuore” di Dio, uomini “nuovi”.

Con questo sguardo accogliamo la scelta di Dio di farsi “uomo” e siamo sollecitati a “farci prossimo” nei confronti degli altri, a sostenerci l’un l’altro nel cammino dei giorni.

Crediamo che sia ancora “attuale” guardare al domani dal “punto di vista” di Dio: non garantisce i potenti, ma é fonte di gioia e di pace per quanti lo accolgono e sono disposti a seguirlo.

Buon Natale quindi, a noi e al mondo intero, a quanti sono nella gioia e a quanti sono nel dolore, perché Dio é venuto ad “abitare in mezzo a noi” e continua a farlo.