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Settimana Santa e Pasqua 2020

Indicazioni per vivere la Settimana Santa e la S. Pasqua insieme da casa

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Quaresima 2020

In questo tempo particolare, vogliamo aiutarci a custodire un clima comunitario anche se non ci si può incontrare come comunità. In allegato alcuni spunti per vivere la Quaresima. la pagina sarà aggiornata ogni sabato

Spunti

In cammino con l'amico Gesù

In questi giorni un po’ strani, senza scuola, senza attività sportive, senza la possibilità di trovarsi e stare insieme, i bambini possono vivere la Quaresima e avvicinarsi alla Pasqua attraverso alcune attività e alcune brevi letture

Insieme verso la Pasqua

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Le persone
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Circoncisione e Nome di Gesù (Ottava del Natale)

Il “farsi uomo” di Gesù si esprime anche attraverso i “segni” che contraddistinguono la vita di ogni ebreo ed in particolare del primogenito: la “circoncisione” (che segna il legame, anche fisico, fra Dio e l’uomo) e il “nome”, che ne indica l’identità (Gesù = “YHWH è salvezza”).

Ci viene così ricordato che il “farsi uomo” di Dio apre a tutti la possibilità di stabilire un rapporto, di allargare i nostri orizzonti e di estendere le nostre “relazioni” fino a Dio. Il problema non é quello di poter annoverare Dio fra “i nostri amici” (sul modello di Facebook o dei “social network”), ma quello di riconoscere nel nostro nome, nel nostro legame con Dio, l’invito ad essere come Gesù, così da rendere visibile a tutti che “Dio é salvezza”.

Così, nella festa di oggi, la breve narrazione del fatto, che Luca ci riporta, é accompagnata dalla tipica “benedizione” ebraica e dalla sottolineatura di Paolo relativa al “nome” di Gesù. La “benedizione” ebraica, che leggiamo all’inizio del nuovo anno, NON E’ un generico augurio di “buon anno” (da rivolgere a tutti) ma l’augurio che si fa ai figli del “benedetto” e della benedizione, perché si riconoscano in questo “dire bene”, in cui non é importante la gloria, il denaro, il potere o la salute ma la “relazione” (il volto), la “gratuità” (la grazia) e la “pace” (che non é solo l’assenza di guerra).

Nel brano di Paolo ci viene ricordata la centralità di Gesù per quanti desiderano incontrare Dio: é Lui che ci rivela il “volto” del Padre e la conoscenza di Dio non può prescindere da quanto Gesù ci ha fatto conoscere, anche se questo é fonte di “scandalo” per taluni. La Chiesa, nel corso dei secoli, ha sempre sostenuto la piena divinità e la piena umanità di Gesù, ma non mancano, anche ai nostri giorni, persone che non si riconoscono in un Dio che si fa uomo (considerato troppo vicino) o considerano finzione l’umanità di Gesù …

Il problema ci interpella ancora oggi e si esprime nei nostri atteggiamenti religiosi (inchini, genuflessioni, “baci”, “benedizioni”, …). Un segno per tutti: che fine ha fatto il “Dio ti benedica” dei nostri nonni? L’espressione, ormai in disuso presso di noi, non era riservata a vescovi e preti, diceva la “relazione” fondamentale della vita e diventava occasione di augurio; era un modo con cui la divinità incontrava l’umanità dei nostri sentieri.

Auguri quindi: “che Dio ci benedica!”.

Domenica Ottava del Natale del Signore – 31 dicembre/1 gennaio 2012 – “Circoncisione e Nome di Gesù”
1.a lettura Numeri 6, 22-27: Ti benedica il Signore e ti custodisca
2.a lettura Filippesi 2,5-11: Ogni lingua proclami: “Gesù Cristo é Signore”
Vangelo Luca 2, 18-21: Gli fu messo nome “Gesù”, come era stato chiamato dall’angelo