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La lettera del Vescovo:

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Il libro e gli amici (le parole di ieri)

Nove anni fa – ottobre 2003
Il mio amore per i libri è recente. Mi sono accostato a loro circa 10 anni fa: era il 1992, l’anno del mio trasferimento da Milano a Legnano. Prima di quella data il mio rapporto con i libri era di tipo “professionale”, in funzione cioè del ministero sacerdotale: erano libri di teologia, di Sacra Scrittura, di catechesi, tranne rari casi di narrativa.

Tutto iniziò con un piccolo libro regalatomi da una amica di Milano. Fu lui ad accompagnarmi nei giorni del distacco da un oratorio in cui avevo vissuto per dodici anni. Quasi una folgorazione! Quella storia, ambientata nei paesi del Nord Europa, mi allargò il cuore(ndr.”L’imperatore di Portugallia”). Fu così che, piano piano, ho iniziato a scoprire autori, entusiasmandomi per alcune loro pagine, entrando nei loro racconti. A causa di questa lunga lontananza dai libri, riesco a capire coloro che non leggono e non sono attratti dai volumi!
Un grande aiuto per amare la lettura lo fornisce la persona che te lo porge. La bellezza di una storia viene esaltata proprio dalla persona che ti fa un regalo o ti suggerisce il titolo dicendoti: “Devi leggere questo libro per forza!”.

A qualcuno ho già raccontato quello che mi capitò un giorno stando a pranzo con il cardinal Martini, insieme ad altri quattro preti. Per alleggerire il momento conviviale e non discutere sempre di cose impegnate, chiesi al vescovo che libro stesse leggendo. Mi disse che aveva scoperto da poco il diario di una giovane donna olandese di nome Etty Hillesum, giudicandolo estremamente bello.
A quelle parole ebbi un sussulto: “Anch’io ho quel libro” – dissi. Mi era stato regalato da un amico prete e si trovava sul mio comodino. Lo leggevo prima di addormentarmi ma, ahimè, ero sempre sulle stesse pagine. Per me era un libro pesante, non a causa dei contenuti ma perchè forse non era adeguato il momento della lettura: ma questo non glielo rivelai. Tornato a casa ricordo di aver bruciato il libro in due giorni, rubando sul serio il tempo al sonno e ritagliando, per la lettura, tutti i piccoli spazi liberi.

Un libro che ritieni bello vorresti che anche altri tuoi amici lo leggessero. Mi capita così di prestare dei libri senza ricordare il nome di chi li riceve e senza aver il piacere di un ritorno. Dico che se dovessero farmi santo, molti potranno conservare un mio libro… come reliquia. Ecco perché ritengo essenziale la figura di chi ti consegna un libro perché lo si legga. In questo modo ogni libro possederà sempre l’immagine viva dell’amico o dell’amica. Mi è capitato lo stesso anche per autori di carattere spirituale. Grazie alla segnalazione di alcune persone ho conosciuto autori che sono diventati importanti per la mia crescita e credo di aver fatto altrettanto con altri.

Se poi vogliamo dire qualcosa sul libro per eccellenza che racconta la vicenda di Dio fatto uomo, se vogliamo cioè parlare di Bibbia e di Vangeli, essenziale è la mano di chi mi dispiega questo tesoro. Credo che questo testo “antico” abbia bisogno di persone in grado di segnalarlo grazie alle proprie convinzioni e alla gioia che esprimono. Non solo il prete ha questa funzione, ma ogni credente, per il fatto di amare il Signore, invita ad andare verso quel libro per trovare la novità di una vicenda divina.

E’ bello poi entrare in una libreria e uscire con un libro che ci ispira, un libro che quasi… aspettava proprio noi perché, come diceva qualcuno, è il libro che sceglie te e ti cade quasi nelle mani. Esistono tanti libri che non mi prenderanno mai, tanti libri forse inutili: come del resto per tutte le cose della vita. Importante è saper individuare il libro prezioso.

Mentre si legge riaffiorano emozioni, immagini e circostanze; si scoprono personaggi che poi diventeranno tuoi amici e che non ti lasceranno mai. Molti di questi uomini e di queste donne stanno ormai nella mia “strana” libreria, riposano lì, pronti a mandarmi messaggi nuovi ogni qualvolta mi capita di riprenderli in mano, risvegliando nello stesso tempo il ricordo di coloro che mi hanno fatto conoscere quelle pagine.

E’ sempre una questione di relazioni: tra noi e i personaggi delle storie e, per un altro verso, tra noi e coloro che ci hanno suggerito quel titolo o quell’autore. Non interessa se i personaggi sono fittizi o sono reali, se esistono nella fantasia o sono ormai morti, perché tutti coloro che ti parlano fanno parte dell’eternità, vivono al di là del tempo. E che dire di un libro “santo” che è la presenza vicina di un Dio eterno?

Don Norberto

Nove anni dopo – febbraio 2012
Con l’ultimo trasloco la mia libreria si è alleggerita un po’, avendo regalato parecchi libri di quelli che mi avevano accompagnato da una parrocchia all’altra. So che ora sono nelle case di amici che conservano di me un piccolo ricordo.

Nel frattempo continua l’abitudine di segnalare autori e ricevere titoli di libri interessanti. Non è facile infatti districarsi nelle librerie che sfornano tante novità: ma quali libri leggere, quali possono  far sussultare il cuore? La mano di chi ti segnala un titolo rimane ancora fondamentale. Solo il contatto fisico riesce a mettere in circolo parole ricche o autori che vedono ciò che tu non vedi.

Continua così la ricerca di tesori nascosti in autori spirituali. Dire autori spirituali non significa indicare autori “da nicchia o da sacrestia”, quanto piuttosto autori che leggono la vicenda della vita, della Chiesa e nel mondo, alla luce dello Spirito Santo. Sono uomini e donne molto preziosi di cui sento un grande bisogno  anche se sono molto rari!  Non disdegno  autori, così detti “laici”, quando hanno la capacità di dare un sussulto interiore: questi ultimi ,come i precedenti, arricchiscono un patrimonio che non ha valore.

Ci sono poi libri che devono essere letti al momento giusto. E’ stata la vicenda di qualche mese fa. Una amica mi segnala un libro di 800 pagine (“La messa dell’uomo disarmato”). La mole non sempre è un bel auspicio alla lettura! Non è un libro recente: altri me ne avevano parlato positivamente ma, anche per la mole, non l’avevo mai preso in considerazione. Sarà stata la mano di chi me suggeriva, sarà stato  il momento giusto, sta di fatto che in un tempo relativamente breve l’ho letto con passione mentre ricevevo da quelle pagine pensieri ed emozioni rare.  Ho regalato qualche copia del libro con questa indicazione: ”Non è detto che tu lo debba leggere subito, però è una vicenda in cui vale la pena immergersi”. 

Aiutare ed essere aiutati a vedere il mondo con occhio divino, con il taglio spirituale, diventa sempre più necessario e credo che sia una bella opportunità che ognuno ha in mano.

 Don Norberto