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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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La sorpresa dell'uovo (le parole di ieri)

Nove anni fa – Aprile 2003
Il tradizionale uovo di Pasqua ha il suo fascino non solo per la bontà del cioccolato, ma per la sorpresa che si trova dentro. Credo che il costo di mercato di un uovo pasquale tenga proprio conto del regalo più che non del cioccolato. Tra le molte uova ecco qualche sorpresa che trovo e che possiamo tutti trovare.    E’ sorpresa sapere che esiste un arsenale di bontà e di pace in noi stessi, quando ascoltiamo la voce della non violenza che molti uomini hanno seguito, cominciando da Cristo.
    E’ sorpresa notare negli innamorati qualcosa di divino, quando, rispecchiandosi negli occhi dell’altro, si intravede quello che si è.
    E’ sorpresa piena di amarezza la vicenda di chi si toglie la vita con una corda, nel mistero della mente umana.
    E’ sorpresa conoscere uomini ricchi di sogni come medici che, senza alcuna frontiera, vanno dove non esistono cure o dove bisogna circoscrivere un nuovo virus, morendo.
    E’ sorpresa vedere la risalita dopo una relazione amorosa bloccata e ferma, dopo scelte di peccato e di piacere.
    E’ sorpresa ritrovarsi in ginocchio con il desiderio di mettersi ancora di più nel grande cuore della Trinità, che batte il ritmo dell’Amore in cui siamo immersi, anche quando dormiamo.
    E’ sorpresa piena di tristezza riconoscere che la storia si ripete nei suoi segni di morte, di distruzione e di dolore, pur chiamandola spesso “maestra di vita”.
    E’ sorpresa riconoscere nel peccato, che molti fratelli confessano, quei peccati e quelle debolezze che sono anche in te.
    E’ sorpresa vedere la sfortuna accanirsi su persone già colpite, ma che sanno stringere i denti, continuando a lottare.
    E’ sorpresa sentire l’arrivo della primavera che rinnova il circolo delle stagioni, anche se la mancanza dell’acqua (arrivata tardi) non produce la bellezza sperata.
    E’ sorpresa bere l’acqua, realtà così semplice, sapendo che è ricchezza cercata dai poveri e sperperata dai paesi ricchi.
    E’ sorpresa avvicinarsi alla Pasqua e riconoscere qualche passo fatto grazie a tutti i suggerimenti proposti in quaresima.
    E’ sorpresa trovare tanti amici tra le righe dei libri, autori che sanno esprimere al meglio quello che anche tu senti.
    E’ sorpresa vedere tanti fiocchi, azzurri e rosa, che annunciano la nascita di bambini pronti per essere immersi nel fonte battesimale.
    E’ sorpresa gioire con qualche confratello che sta realizzando delle iniziative interessanti ed azzeccate, così che la parola del Regno continui il suo corso.

E’ sorpresa “scartare” tante “uova” (belle o faticose) presenti ogni giorno con quel carico di novità che ci impediscono di vedere tutto buio e ci ridanno lo sguardo dei bambini.

don Norberto

Nove anni dopo – Marzo 2012
Dovrei soltanto aumentare i casi in cui si notano le sorprese: questo è il dono che si ha quando passano gli anni! Allora, mentre scrivevo, mi riferivo a Carlo Urbani il medico morto di Sars in Cambogia, al suicidio del marito di una donna affranta, alla vicenda di una coppia che … si riunisce dopo qualche anno di separazione; mi riferivo ad una esperienza forte di Dio in un momento di esercizi spirituali, alla sensazione, durante una confessione,  di confessarmi anch’io con il penitente, al caso di una famiglia colpita da continue tragedie, al periodo della scoperta di Christian Bobin autore particolarmente amato.

Ora ci sarebbe solo da continuare l’elenco! E’ sorpresa allora il risveglio alla vita divina di diverse persone incontrate. E’ sorpresa vedere che gli affetti con le persone diventano sempre più belli: chissà quando tutto sarà nella luce dopo l’esperienza terrena! E’ sorpresa notare che la Chiesa non va verso la fine, meglio va sì verso la fine ma solo di un certo modo di essere presente nel mondo, segnato da molto tempo da una certa supplenza. E’ sorpresa vedere come stia cambiando il modo di essere preti e di ciò che si è chiamati ad essere: non “tuttologi” ma semplicemente “uomini di Dio”. Quanto ancora c’è da scartare, quante uova ci sono ancora da aprire!

don Norberto