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06/06/2018 - Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale

Programma

QUATTRO MARTEDI' nel tempo di pasqua

PRIMO INCONTRO -Martedì 10 aprile 2018 ore 21.00 - Guida don Giuseppe -Oratorio di Luvinate

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Pellegrinaggio a Lourdes con i malati UNITALSI

IN PULMAN 23 - 29 maggio 2018 / IN AEREO 24 - 28 maggio 2018

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Vivere (5.a domenica di Quaresima)

Il “fatto” eccezionale di “riportare in vita” (non risorgere!) Lazzaro rischia di oscurare il “segno” che Giovanni pone alla nostra attenzione e che ci ricorda: “io sono la resurrezione e la vita”.

La liturgia di questa domenica ci offre l’occasione di interrogarci sul senso del “vivere” e ci offre alcune indicazioni molto concrete. Ci mostra, su tutti, tre criteri fondamentali: la “memoria” (Deuteronomio), il “modo di vivere” (Paolo ai Romani), le “relazioni” (Giovanni).

“Vivere” nasce, così, dal “dono si sé”: esso non guarda all’opportunità e alle apparenze, non ragiona secondo la “furbizia” del mondo, non si nasconde, “ricorda” (e quindi ringrazia …), “vede” (e quindi fa luce all’intorno), é “sapienza” (e quindi fugge la stoltezza), é “consapevolezza” (“tu mi hai mandato”), é “vita” (“chi crede in me, anche se muore, vivrà”).

Questa quinta domenica di Quaresima, “domenica di Lazzaro”, non apre quindi una riflessione sulla morte e sulla prospettiva della resurrezione, ma ci sollecita a dirci che cosa significa “vivere”: solo se ci rinosciamo nella strada percorsa dal Figlio dell’Uomo ci sarà posto per la “resurrezione”; solo se saremo disposti a fare della nostra vita un dono sarà possibile affermare che la vita vince sulla morte.

Da questo “modo di vivere” di Gesù scaturisce la decisione di eliminarlo; ci può sembrare “strano”, ma questa è la medesima logica con cui si cerca si emarginare chi mette al centro la “memoria”, il “modo di vivere” e le “relazioni”. Ecco perché non è secondario decidere da che parte stare, scegliere se questa strada può essere anche la nostra: Gesù non è morto “per caso”! … ed “è risorto il terzo giorno”.

La citazione: “Impegno con Cristo” (Primo Mazzolari – 1943, pag. 10-12)
C’è qualcuno o qualche cosa in noi – un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia – più forte di noi stessi.
Nei momenti più gravi ci si orienta dietro richiami che non si sa di preciso donde vengano, ma che costituiscono la più sicura certezza, l’unica certezza nel disorientamento generale.
Lo spirito può aprirci un varco attraverso le resistenze del nostro egoismo anche in questa maniera, disponendoci a quelle nuove continuate obbedienze che possono venire disposte in ognuno dalla coscienza, dalla ragione, dalla fede.Ci impegnamo
per trovare un senso alla vita, a questa vita, alla nostra vita,
una ragione che non sia una delle tante ragioni che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore, un utile che non sia una delle solite trappole generosamente offerte ai nostri giovani dalla gente pratica.
Si vive una sola volta e non vogliamo essere «giocati» in nome di nessun piccolo interesse.

Non ci interessa la carriera
non ci interessa il denaro
non ci interessa la donna se ce la presentate come femmina soltanto
non ci interessa il successo né di noi né delle nostre idee
non ci interessa passare alla storia. Abbiamo il cuore giovane e ci fa paura il freddo della carta e dei marmi
non ci interessa né l’essere eroi né l’essere traditori davanti agli uomini se ci costasse la fedeltà a noi stessi.

Ci interessa
di perderci per qualche cosa o per Qualcuno che rimarrà anche dopo che noi saremo passati e che costituisce la ragione del nostro ritrovarci.

Ci interessa
di portare un destino eterno nel tempo
si sentirci responsabili di tutto e di tutti
di avviarci, sia pure attraverso lunghi erramenti, verso l’Amore, che ha diffuso un sorriso di poesia sovra ogni creatura, dal fiore al bimbo, dalla stella alla fanciulla, che ci fa pensosi davanti a una culla e in attesa davanti a una bara.

Ci impegnamo
non per riordinare il mondo
non per rifarlo su misura
ma per amarlo

per amare
anche quello che non possiamo accettare
anche quello che non è amabile
anche quello che pare rifiutarsi all’amore
poiché dietro ogni volto e sotto ogni cuore c’è,
insieme a una grande sete d’amore, il volto e il cuore dell’Amore.

Ci impegnamo
perché noi crediamo all’Amore,
la sola certezza che non teme confronti,
la sola che basta per impegnarci perdutamente.

Domenica di Lazzaro, 5.a di Quaresima – 24-25 marzo
1.a lettura Deuteronomio 6, 4a e 20 – 25: La giustizia consisterà per noi nel mettere in pratica tutti questi comandi.
2.a lettura Efesini 5, 15 – 20: Fate molta attenzione al vostro modo di vivere, comportandovi non da stolti ma da saggi.
Vangelo Giovanni 11, 1 – 53: Io sono la resurrezione e la vita