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Rosario di Maggio

Recita del S. Rosario - ore 20.45

Terza settimana Morosolo

CHIUSURA MESE DI MAGGIO

CAMMINO serale AL SACRO MONTE con i “giovani” - venerdì 25 maggio

Programma

Festa del Corpus Domini 2018

30 e 31 maggio 2018

Programma

Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

Programma

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Inizio della «Settimana autentica» (Domenica delle palme)

Nella tradizione ambrosiana questa settimana non è detta semplicemente “santa”, ma “autentica”. Essa infatti ci “dice tutto” di Gesù: ci svela perché si è “fatto uomo”, perché é venuto ad “abitare in mezzo a noi”, “dove” e “come” ci vuole condurre e, non ultimo, ci mostra il “Padre”.

Non siamo quindi semplicemente invitati a “ricordare” le vicende degli ultimi giorni di vita di Gesù, ma a fare “nostra” la “via” scelta da Gesù: nella fedeltà al Padre e alla propria “missione”.

Il cammino della settimana autentica non é quindi fatto per “ricordare” la “pasqua” di Gesù (ovvero il suo “passaggio” attraverso la morte) ma per condurre noi, oggi a “fare pasqua” … ovvero a fare “nostra” la sua “missione”, a fare “nostra” la sua “strada”. Per questo il cammino di questa settimana trova il suo compimento nella “veglia pasquale” (che non è una “messa”!), quando ogni credente è chiamato a “rinnovare” le proprie promesse battesimali.

“Rinnovare” le promesse del nostro Battesimo significa riconoscere che la “strada” scelta e percorsa da Gesù é “buona” anche per noi, oggi! Non è importante sapere dove siamo, a che punto siamo arrivati o quanto siamo distanti, ma dove “vogliamo andare” …

Non ci sfugga, in questa settimana “autentica”, la “consapevolezza” di Gesù e di tutte le persone che segnano la sua vicenda storica; le sue vicende svelano, in profondità, gli atteggiamenti degli uomini di allora e di sempre, che nel loro agire determinano le vicende proprie e altrui. “Lavarsi le mani”, inneggiare a “Barabba”, “tradire”, “fare memoria”, “baciare”, essere “opportunisti” … a cui si contrappone il “dare la vita” di Gesù, dicono di noi e parlano di oggi. Per questo occorre “scegliere la strada” … e “fare nostra” la strada di Gesù.
Buon cammino.

La citazione: “La Pasqua” (Primo Mazzolari – 1964, pag. 21-23)
Nel descrivere l’ingresso di Cristo in Gerusalemme, nessuno dei quattro evangelisti fa posto ai fanciulli.
Parlano soltando dei «discepoli», del «popolo», della «moltitudine».
Invece, la liturgia, nei canti processionali e nelle preghiere, li mette davanti.
I fanciulli danno «decoro» e «voce» ai canti dell’accoglienza: distendono sulle strade, per dove passa il Signore, i loro manti: portano in mano rami d’ulivo.
L’anima, e forse anche l’iniziativa, dello spontaneo e confidenziale trionfo, che fa da prologo alla grande settimana del Signore, la dobbiamo a loro.
La gente seria, se non è comandata o in rivolta, non dà dimostrazioni di giubilo disinteressato e pericoloso. Ha una sua compostezza, un suo decoro, da tutelare.
Vedete che neanche in chiesa si accomuna al canto e alla preghiea. Lo spirito liturgico urta contro questa ostentazione di superiorità, che per paura d’impegnarsi, diventa subito assenza.
Ci vuole sempre un fanciullo che incominci o qualcuno che lo è diventato per grazia. Un fanciullo non ha niente da perdere: non ha dietro di sé né una tradizione né un nome, né una dignità. Può far brutta figura senza doversi vergognare. Non sa neanche cosa voglia dire far brutta figura …
[…]
La sua passione, che è il poema della nostra salvezza, non poteva essere introdotta sulle strade e le piazze di quaggiù che con questa scena di purissima follia, perché dove uno si dispone a dare la vita per tutti, ogni gesto, ogni parola, conviene che sia divinamente folle.
In alto, gli angeli fanno coro ai fanciulli, e la Chiesa, mentre custodisce gelosamente l’una e l’altra voce, prega per la gente troppo saggia e troppo prudente, che ha le mani incollate alle tasche, e non sa più cantare nessun osanna onesto.
Domenica Domenica delle Palme – 31 marzo – 1 aprile
1.a lettura Zaccaria 9, 9 – 20: Ecco, a te viene il tuo re.
2.a lettura Colossesi 1, 15 – 20: Cristo è immagine del Dio invisibile
Vangelo Giovanni 12, 12 – 16: I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose.