Loading…

Iniziamo... insieme!

Anno oratoriano 2018-2019 - Festa della Comunità dal 27 al 30 settembre 2018

Programma

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina
  • 0
  • 1

La musica in sette note (le parole di ieri)

Dodici anni fa – Aprile 2000
Come fanno certi musicisti a comporre le loro musiche con solo sette notte? Come fa uno scrittore a comunicare i suoi sentimenti con una tastiere del computer che è identica a tante altre? Sono cose che ci chiediamo quando siamo davanti ad una opera d’arte: ma come avrà fatto l’artista? Eppure bastava mettere le note in una certa sequenza e il pezzo sarebbe venuto alla luce.

Lo capiamo dopo, a lavoro finito. Era qualcosa di fortemente interiore a generare cose belle con… solo sette note. Questo qualcosa di grande che abbiamo dentro ha bisogno di fuoruscire perché vi veda, si riconosca. Tutti desideriamo compiere qualche cosa di grande e originale, che sia “nostro”. Nulla di strano, nulla di strepitoso, ma opere che abbiano dentro la singolarità di ognuno. Gli esempi, pronti a dire che esistono tra ragazzi, grandi, giovani, anziani un numero elevato di artisti, capaci di produrre delle bellezze pur nei limiti… di sette note, sono molti. Limiti che sono dati dall’età, dalla salute, dalle doti umane, dalle condizioni economiche.

Anche il famoso falegname di Nazareth sapeva fare il suo lavoro da artigiano. Ancor più sapeva tirare fuori cose profonde guardando un campo di grano o un pescatore che riassettava le reti; sapeva raccontare cose mentre con i suoi amici era in una casa a mangiare o mentre tanta gente lo stava ad ascoltare sulle rive di un lago. Ma come faceva a dire cose che poi sono hanno passato i secoli? Anche lui, da buon musicista, possedeva una carica interiore (qualcuno diceva “divina”), capace di produrre gesti e parole eterne. Uscire poi da un tomba, il terzo giorno, è stato un gesto di alto livello artistico, forse perché una carica di amore così divina, non poteva che produrre una cosa così grande e bella.
E’ vero che l’intuizione artistica è naturale, ma è anche vero che ci vogliono delle condizioni perché la genialità di ognuno venga custodita. Purtroppo molti artisti nella storia hanno annegato nell’alcool o nella droga la loro ricchezza, lasciando incompiuta una vita promettente. Anche la vita spirituale va curata, proprio perché la dignità divina che abbiamo non venga dispersa: sarebbe un peccato! Questo mese di aprile, con la Pasqua, è un esempio pratico per imparare da un esperto di vita divina, come si possa mettere a frutto il proprio talento. E quando il talento che abbiamo è divino, l’opera d’arte che potrà nascere sarà… originale e divina.

Don Norberto

Dodici anni dopo aprile 2012
Mi ritrovo a scoprire con più chiarezza la bravura del Maestro che, quando passa nell’animo di fratelli e sorelle, produce suoni o parole originali. Noto come una semplice nota, una semplice persona, sfiorata dalle dita divine, esprime un suono nuovo e originale. Essere un tasto bianco o un tasto nero importa meno, se si lascia che il buon Dio ci metta le mani.

Sono colpito quando sento una melodia nuova nascosta tra le sette note e che esperti musicisti sanno trovare. Lo stesso succede quando, da situazioni di peccato, metto la mia mano e lascio che Dio tocchi con il perdono l’animo di un fratello o di una sorella. Sacramento della Confessione, luogo dove la vocazione sacerdotale si esprime meglio perché c’è solo da predisporre quel minino cosicché il perdono di Dio faccia il miracolo.

Credo quindi che sia proprio quel gesto della mano, così come il gesto di benedire e di spezzare il pane ad esprimere la particolarità del prete. Forse troppo mangiato da ciò che conta di meno, da ciò che ci impegna dal punto di vista umano, non si dà sufficiente splendore al fatto di stare nelle mani di Dio e contribuire a nuove armonie. Riconosco il continuo rischio di collocarsi su ciò che è soprattutto umano, dove è facile mettere in luce il proprio fare e la propria intraprendenza. Succede che precisi messaggi vengano poi dall’alto o attraverso intuizioni per ricordare solamente dove sta il particolare posto del sacerdote: là dove il musicista divino compone musica usando le diverse note.

Don Norberto