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Iniziamo... insieme!

Anno oratoriano 2018-2019 - Festa della Comunità dal 27 al 30 settembre 2018

Programma

Proiezione film: Maria Maddalena

Giovedì 27 settembre 2018 ore 21.00 - Oratorio di Casciago

Locandina

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina
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Una caccia al tesoro (le parole di ieri)

Dodici anni fa – Gennaio 2001
Quando viaggio nella metropolitana di Milano mi capita di guardare le persone che sono sulla mia stessa carrozza o che si muovono velocemente sulle scale. Vedo persone che si spostano per lavoro, per lo studio e per mille altre necessità. I volti esprimono, il più delle volte, stanchezza e preoccupazione. Mi chiedo cosa pensano, cosa hanno in mente. Immagino le loro case, le loro famiglie, i loro affetti, il loro tempo libero.

Subito penso a quello che si è detto del giubileo a proposito dei numeri: milioni e milioni di persone andate a Roma; la grande affluenza di giovani alla Giornata Mondiale della Gioventù. Mi viene allora da chiedere: “Ma dove sono tutti?”. Tra i volti che corrono faccio fatica a vedere gente che attraversa la porta santa, che si confessa, che ascolta il Papa. Faccio fatica a veder giovani accaldati che pregano o sventolano le loro bandiere. Sembra proprio che tutto sia scomparso, dissolto nella massa; sembra che i numeri, così esaltati dalla grande stampa come evento dell’anno, non abbiano alcun valore.

Immagino, contemporaneamente, anche un giovane che, guardandomi con la mia giacca a vento e con il cappello, si chieda la stessa cosa, senza sapere di stare davanti ad un sacerdote. E poi immagino un altro che, poco più in là, pensi la stessa cosa del giovane e di me, e così via. Strani ragionamenti che si possano fare in metropolitana prima di arrivare alla stazione di san Babila!

Non si riesce a notare tutto il  mondo di bene nella grande massa di persone che si muove, ogni ora, in una grande città. Questa sensazione lascia un po’ la bocca amara, insinuando la tentazione: “Se non cambia nulla; cosa serve?”. Come associazione di idee ricordo quando si giocava alla caccia al tesoro e dovevi stare attento a tutti gli indizi per trovare quel foglio che ti portava alla tappa successiva. Non sapevi dov’era il tesoro e neppure di che cosa si trattava. Ancora adesso quando si gioca con i ragazzi, subito ti dicono: “Ma non c’è nulla, abbiamo guardato bene”, mentre si infilano nei posti più impensati. Eppure il biglietto c’è, l’indizio parla chiaro, non bisogna stancarsi di guardare attorno e prestare attenzione.

E difficile in metropolitana vedere l’indizio dei figli di Dio tra la folla. Certi comportamenti e certe facce ti fanno ripetere: “Ma qui non c’è proprio nulla!”. Ti vengono tanti dubbi circa il fatto che Dio possa voler bene a quei capelli rasati, a quella donna truccata, a quel tale appena uscito dalla boutique, a quei ragazzi attaccati al telefonino o a quei due che continuano a baciarsi. Mistero di quel Dio che si nasconde bene tra la gente, tra le storie delle persone, come quel biglietto del gioco che non si trova mai. E mentre questo pensiero mi rincuora, tengo conto di quel disagio e di quei dubbi che segnalavo prima. Provo a dirlo, la mattina dopo, quando mi ritrovo da solo in chiesa e immagino il buon Dio che, oltre a ricordarmi le regole di una buona caccia al tesoro, continua a nascondere gli indizi tra la folla.

Don Norberto

Dodici anni dopo – aprile 2012
Vivendo ormai vicino al Campo dei Fiori ho meno motivi per frequentare Milano e viaggiare in metropolitana. Quando mi capita di andare avverto una strana sensazione: quella di sentirmi estraneo alla città, nonostante abbia vissuto 12 anni proprio sulla linea rossa (stazione Wagner). Molte cose ovviamente sono cambiate, dai vagoni alle stazioni, dall’età ai capelli, dai biglietti al … loro prezzo!

Qualche giorno fa, mentre viaggiavo tra la linea verde e la linea gialla della metropolitana, osservando i volti dei passeggeri mi è venuta un’altra riflessione che condivido con chi ha la pazienza di leggere questa rubrica. Mi sono chiesto: “Come avranno fatto i primi cristiani a parlare del Signore risorto a persone analoghe a quelle che vedo io?”. Immaginando proprio i primissimi anni del cristianesimo, come si saranno mossi quei pescatori nelle città di allora così diverse dal lago di Tiberiade? In fondo erano delle nullità quando hanno iniziato e agli occhi dei viaggiatori di quel tempo erano degli sconosciuti. Non avevano in mente di costruire la basilica vaticana, le parrocchie o gli istituti, tutto quel insieme di strutture che si sono sviluppate nella storia. Allora c’erano solo loro, pochissime persone, un messaggio da trasmettere, una storia da raccontare.

Come avranno fatto davanti a persone ignare di ciò che era capitato in una lontana provincia dell’impero romano? I vari popoli avevano già la loro religione e forse non erano interessati ad un’altra religione. Sarà stato anche per quello che i “primi cristiani” non hanno avuto vita facile tanto da cadere martiri.

E’ probabile che gli attuali viaggiatori di metropolitana sanno invece della Chiesa, di Giovanni Paolo II, dell’attuale Papa, del Vaticano, dei preti, della Messa. Eppure, mi è venuto da pensare, che ne sanno del Signore risorto e di quello che è venuto a regalare? Attenti magari alle faccende di chiesa, sapranno del Signore vivo? Mi sono sentito così “minuscolo” tra la gente che entrava e usciva alle varie fermate, quasi impotente davanti a loro. Ecco perché mi sono domandato: “Ma come avranno fatto?”. Erano all’inizio, dovevano solo raccontare e far capire come quel Gesù aveva cambiato la loro esistenza. Avranno iniziato a contattare uno e poi un altro; si saranno poi radunati insieme, in piccoli gruppi, con la sensazione che con loro stava operando  il Signore stesso. Molti, incontrandoli, avranno poco alla volta girato la testa verso di loro, attratti dalla loro vita.

Immaginandoli così, alle prese con tanta gente come lo ero io in quel momento, non potevo fare pensieri solamente tristi. In fondo mi veniva suggerito di non dimenticare che il Signore mi è sempre accanto! Solo così avrei sorriso di più e guardato con uno sguardo amorevole quelle persone che quel giorno viaggiavano con me nella metropolitana di Milano.

Don Norberto