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La lettera del Vescovo:

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E’ Pasqua, e cinque! (Quinta domenica di Pasqua)

“Leggere la storia” non è un’esercizio per chi ha nostalgia del passato ma per chi ha lo sguardo rivolto al futuro e quindi sa che occorre scrutare i “segni” (del passato) e tirare le conseguenze di quanto si è compreso, per orientare i passi verso il “nuovo”. Senza questo esercizio, tipico dell’uomo, non c’è nemmeno “vita cristiana”.

Il credente sa che il Signore ci sta davanti, ma è spesso tentato di pensare che ci stia davanti nel mondo delle idee, dei pensieri … ma non nel tempo e nello spazio. La Pasqua, invece, ci ricorda, che il “pastore” (incontrato domenica scorsa) ci sta concretamente davanti anche oggi. Ne consegue che non possiamo “seguirlo” percorrendo le strade del passato, ma occorre “leggere la storia” per riconoscere in essa i suoi “passi”, scrutare i “segni” ed andargli dietro per strade “nuove” (perché nessuno, prima di noi, si è mai trovato nella stessa situazione!).

La Pasqua (=passaggio) è tale solo quando apre strade nuove, quando si fa percorso, cammino: per questo la Chiesa celebra i doni del risorto (con matrimoni, cresime, prime comunioni, ordinazioni …) in questo tempo: è un modo concreto di guardare al futuro e di affermare il passaggio, il cambiamento, l’inizio di una strada nuova, che “prende il via” dalla Pasqua di Gesù.

Troppo spesso guardiamo al futuro con negli occhi i modelli del passato, come se chi parte dovesse percorrere solo le strade già percorse; riscopriamo invece la novità e il desiderio di fare “una cosa nuova”, maturiamo nella consapevolezza della nostra identità e della nostra “vocazione” alla “santità” (ovvero ad essere “diversi”, come Dio, il tre volte “santo”). E’ comune la “vocazione”, non la “strada”: per questo occorre “leggere la storia”.

Con questa consapevolezza diventa “bello” ri-leggere i testi della liturgia di questa domenica, che ci riporta la testimonianza del diacono Stefano (prima del martirio), dell’apostolo Paolo (che scrive alla Chiesa di Corinto) e di Gesù (quando “é venuta l’ora”): ognuno rilegge la propria “storia” … e ci mostra l’esercizio del “leggere la storia” e del fare cose “nuove” (e “conseguenti”!).

Il pensiero va ai molti “testimoni”, che ci hanno insegnato il medesimo esercizio … e ci sollecitano a continuare, perché “Io faccio nuove tutte le cose”.

Per questo, ancora, buona Pasqua.

Domenica Quinta domenica di Pasqua – 5/6 maggio
1.a lettura Atti degli Apostoli 7, 2-8, 11-12a, 17, 20-22, 30-34, 36-42a, 44-48a, 51-54: Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria …
2.a lettura 1.a Corinzi 2, 6 – 12: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore d’uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano.
Vangelo Giovanni 17, 1b – 11: Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi.