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La lettera del Vescovo:

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E’ Pasqua, e sei! (Sesta domenica di Pasqua)

Viviamo tempi in cui sembra molto difficile comprendere che nella vita prima si “riceve” e poi occorre “dare”, “trasmettere” … e portare più avanti ciò che si è ricevuto. Questo meccanismo, tipico della vita, salta quando respingiamo o ignoriamo il passato e viviamo  come se il futuro non ci riguardasse.

La “testimonianza” di Paolo e quella di Gesù ci confermano, invece, che la fede nasce proprio dalla consapevolezza di ciò che abbiamo “ricevuto” e dalla responsabilità che avvertiamo per “trasmettere”, a chi viene dopo di noi, “ciò che abbiamo compreso”. Il nostro sguardo, in questo grande giorno di Pasqua, non può non andare ai molti che ci hanno “preceduto” e ci hanno “trasmesso”, a coloro che abbiamo “conosciuto” e da cui abbiamo “imparato” qualcosa … (non solo alla gente importante e alle persone “di chiesa”).

“Ricevere” e “trasmettere” non si riferiscono semplicemente a messaggi, insegnamenti, parole … ma a ciò che conta, a ciò che determina il nostro agire e il nostro vivere. E come è evidente a chi “legge” le scritture, “ricevere” e “trasmettere” non sono azioni passive, non sono nemmeno parenti di azioni come “conservare”, “obbedire”, “ripetere”, “copiare”, “eseguire” … perché nel “ricevere” occorre comprendere e fare nostro ciò che abbiamo compreso; perché nel “trasmettere” occorre discernere, verificare ed anche “orientare” verso ciò che è vero, buono e giusto …

Si comprende allora la “testimonianza” di Paolo che “riceve” e “trasmette” … e cambia la storia, perché non si limita a “obbedire”; si comprende, soprattutto, l’importanza che la Tradizione della Chiesa attribuisce allo Spirito Santo, al “Consolatore”: esso é indispensabile per “ricevere” e “trasmettere”, per comprendere e andare avanti, perché il futuro non è mai ri-fare quello che è già stato fatto.

In questa settimana celebriamo (giovedì) l’Ascensione del Signore: questa festa non ci ricorda semplicemente che Gesù è salito al cielo, ma che è al cielo che dobbiamo volgere lo sguardo; è il “futuro” che guida i passi del credente, non la conservazione del passato. Per questo abbiamo bisogno, anche oggi, della guida dello Spirito Santo.

Per questo, ancora, buona Pasqua.

Domenica Sesta domenica di Pasqua – 12/13 maggio
1.a lettura Atti degli Apostoli 26, 1 – 23: Alzati e sta’ in piedi; io ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone.
2.a lettura 1.a Corinzi 15, 3 – 11: A voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto.
Vangelo Giovanni 16, 26 – 16, 4: Anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.