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Vivere con impegno (8ª domenica dopo Pentecoste)

Le vecchie generazioni hanno spesso la sensazione che le nuove abbiano “dimenticato” qualcosa (tradizioni, fatti, memorie) e si siano “accomodate”, messe comode. Questa preoccupazione attraversa anche la Scrittura e la Parola che ci è offerta per questa settimana, anche se il problema non riguarda tanto le generazioni ma il nostro modo di “vedere” e di “stare nel mondo”.

Il passato, il vissuto dei padri, di ieri come di oggi, ci trasmette e ci affida sempre qualcosa: così “ereditiamo” modi di vivere e di pensare con pregi e difetti … Sarebbe sbagliato (oltre che ingrato) ritenere giusto o errato tutto quello che abbiamo ricevuto; ma è certamente peggio ignorarlo, far finta di niente, ritenere che sia frutto del caso!

La Scrittura ci invita quindi a “ricordare” e “riconoscere” l’impegno di chi ci ha preceduti … e a portarlo “avanti”! Le “comodità” acquisite nel corso degli anni possono facilmente indurci a vivere “ignorando” il passato (e le testimonianze di tanti) e a godere del presente, ad essere “alla moda”. Ma chi non “ricorda” il passato (e le azioni di Dio e degli uomini che hanno portato avanti il progetto di Dio sul mondo) non sarà mai in grado di portare “avanti” il progetto di Dio.

La conclusione del Vangelo (“il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire ma per servire e dare la propria vita”) chiede ad ogni credente la consapevolezza del proprio ruolo e della propria missione; così “vivere da credenti” è un impegno verso di noi e verso il mondo a cui non possiamo sottrarci.

Portare “avanti” richiede “impegno”, perché non è sinonimo di “rifare” o di “fare come ” chi ci ha preceduto, ma è garanzia di libertà e di verità; l’impegno che la Scrittura ci chiede é “l’impegno con Cristo” (cfr. don Primo Mazzolari) … ed è impegnativo perché chiede a noi (e non a chi ci ha preceduto) di comprendere l’oggi di Dio e di fare come Lui, oggi! Dal passato ereditiamo la rotta e l’impegno, ma sta a noi fare, oggi, i passi giusti, “comportandoci in maniera degna di Dio, che ci chiama al suo regno e alla sua gloria”.

Domenica 8ª domenica dopo Pentecoste – 21/22 luglio
1.a lettura Giudici 2, 6 – 17: Dopo di essa ne sorse un’altra (generazione), che non aveva conosciuto il Signore, né l’opera che aveva compiuto.
2.a lettura Tessalonicesi 2, 1 – 2 e 4 – 12: Avremmo desiderato trasmettervi non solo il Vangelo, ma la nostra stessa vita.
Vangelo Marco 10, 35 – 45: Il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire ma per servire e dare la propria vita.