Loading…

La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

Approfondimento

Festa di Tutti i Santi e Commemorazione dei Fedeli defunti

Orari e programma delle celebrazioni e delle funzioni

Programma

Calendario mensile

Calendario delle proposte del mese di ottobre 2018

Vai al calendario

... sulla Tua parola

Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

Programma

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Lacrime belle per Martini (le parole di ieri)

Comunico per la seconda volta questo pensiero scritto nel 2002 quando Martini lasciò la diocesi. Il legame con lui si era spostato, con il passare degli anni, dal livello istituzionale a quello spirituale. Fu per questo che nell’agosto 2008, nel passaggio da Busto Arsizio a Casciago, gli inviai un biglietto con la richiesta di un incontro.

A sorpresa, nel giro di pochi giorni, mi fu dato un appuntamento: era il 3 settembre. Volevo andare a raccontare tutto di me, quasi a voler restituire ciò che avevo da lui ricevuto in tanti anni e, in particolare, in alcuni incontri.  Passai con lui, nel suo studiolo di Gallarate, circa un’ora. Dopo avere chiesto come stava di salute (era ancora abbastanza in forze allora) partii in fretta a raccontare di me. Non avrei avuto un’altra occasione come quella! Gli dissi di quella volta in cui le sue parole mi trassero fuori da un faticoso tempo di buio e di crisi; gli raccontai di esperienze vissute, di particolari fatti che mi erano accaduti; aprii i segreti più profondi e cari che possedevo. Volevo che sapesse come un suo prete vivesse con gioia il proprio sacerdozio. Dato che non facevo richieste o domande particolari di tipo pastorale, mi accorgevo che si rilassava facendo piccole annotazioni a ciò che dicevo. Anche il mio parlare diventava fluido e libero, senza nessun imbarazzo o soggezione. In quel breve tempo uscirono trent’anni di vita, ciò che ero stato e ciò che ero in quel momento! Mi accorgevo che non potevo esagerare nel rubagli tempo e allora chiesi di essere confessato, meglio, che tutto quello che gli avevo raccontato entrasse nel Sacramento della Confessione. Ricevetti dalle sue mani il perdono di Dio e una abbraccio intenso. Partirono subito lacrime di commozione! Fu poi lui, con molta gentilezza, a chiedere se volevo bere qualcosa. Pur di continuare quel momento fraterno disse ovviamente di sì. Lo aiutai a prendere un vassoio di dolci siciliani e bevvi con lui un succo di frutta. L’arrivo della suora indicava il momento delle medicine e quindi la conclusione dell’incontro. Una stretta di mano e il reciproco impegno a pregare, chiuse quel momento.

Mi sembra giusto aver raccontato questo personale ricordo. Ora sono contento che lui sia in Dio e che conservi il mio sacerdozio e le mie confidenze. Con un occhio alla sua fotografia, presente tra i mie libri, anche un po’ di lacrime: quelle belle.

don Norberto

Nove anni fa – aprile 2002
Caro Cardinale,
la sua prossima partenza da Milano sta mettendo tutti in agitazione soprattutto per la ricerca di un… successore adeguato.Non mi associo a questo “toto vescovo”, anche perché succede sempre che lo Spirito si faccia due risate dei nostri schemi umani. Anche il suo arrivo a Milano da “sconosciuto rettore di università”, è stato uno scherzetto dello Spirito Santo! Dovremo invece abituarci a non vederla più in televisione durante la quaresima o al telegiornale, a non leggere più le sue lettere pastorali o i suoi interventi su temi di attualità. Non la vedremo più mentre incontra la gente delle parrocchie, partecipa alle riunioni con i preti o siede al tavolo ascoltando gli interventi del Consiglio presbiterale diocesano. Non lo vedremo nel gesto di benedire le numerose salme dei morti per il terrorismo, di salutare i ragazzi della Cresima a san Siro o alle varie giornate missionarie. Non lo vedremo sul pulpito alto del Duomo mentre spiega le Scritture rendendole facili e chiare da far dire: “Come mai non ci avevo pensato anch’io?”. Non pregheremo più “per il nostro vescovo Carlo Maria” durante la Messa dopo il nome del Papa, non leggeremo sui giornali le sue lucide interviste a proposito di Milano o di temi molto caldi. Non lo vedremo e non lo ascolteremo così come siamo abituati da 22 anni!

Il suo magistero a Milano ha coinciso, tra l’altro, con i miei anni di sacerdozio, segnati dalla sua parola e dal suo tratto. Infatti con altri quarantaquattro compagni siamo stati il primo gruppo ad essere ordinati sacerdoti da lei. Ovviamente rimarrà sempre il mio Vescovo anche dopo la sua partenza. In questi mesi si stanno tirando le somme del suo lavoro in Diocesi che diventeranno articoli e libri. Qualcosa leggerò, senza esagerare. Devo personalmente molto a lei, se considero la mia vita di prete e di uomo. Ho sempre potuto parlare direttamente con lei tutte le volte che ne sentivo la necessità, superando l’idea di lontananza e di distacco da noi, vista la dimensione della Diocesi. Non l’ho disturbata per cretinate o per piccoli problemi che poi ho benissimo risolto da solo o con l’aiuto di altre persone. Quando invece il gioco si faceva duro e difficile per la mia vita di prete, ho sempre avuto la sensazione di essere accolto, compreso e riconosciuto “tra i tanti”. Fu lei, in un periodo di crisi sacerdotale, a rassicurarmi e indicarmi una persona che mi avrebbe dato una mano. Fu lei a comprendere bene il motivo per cui chiedevo di lasciare la prima parrocchia dove ero stato destinato, perchè avvertivo che le cose, andando bene, mi avrebbero un po’ imborghesito. Mi parlò del momento generazionale che stavo vivendo e mi indicò alcune linee di lavoro e di impegno che mi sono state utili. In altre occasioni, invece, ho potuto comunicare la mia gioia di essere prete, perchè le cose giravano bene, grazie al dito della Provvidenza e che poteva contare su un… caporale sereno di essere nella sua fanteria. La vedevo contento… di vedere un prete contento! E quando, tre o quattro volte, mi è capitato di essere a tavola insieme a lei, la invogliavo a parlare di cinema o di qualche bel romanzo letto; chiedevo dove avrebbe passato le ferie o dove andava a camminare quando aveva la testa piena di parole. Sono ancora convinto che un Vescovo abbia il diritto di tirare il fiato parlando di cose… normali.

Ho sempre ammirato la sua capacità di ascoltare, di cogliere i problemi, di non lasciarsi prendere dall’ansia o dalla angoscia. Il suo contatto con Dio e la sua frequentazione con la Parola, la rendevano uomo di Dio, presente nei problemi complicati di questo ventennio, ma anche capace di indicare qualche pista di soluzione. Quanti pensieri vengono nel momento in cui sai che una persona non ci sarà più come prima! Mi mancherà colui che ha fatto tutt’uno con il mio sacerdozio e con il mio amore per la Chiesa.

Non credo di avere problemi circa la persona che giungerà al suo posto. Sarà un innovatore, sarà un restauratore, sarà di destra o di sinistra, sarà legato al Vaticano o sarà un libero…, non lo so e mi interessa ben poco! In tutti i casi sarà il mio nuovo Vescovo, anche perché non potrebbe comunque annullare quella parte di me che è cresciuta in questi anni. Con stima e riconoscenza.

Don Norberto

Tagged under: