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La lettera del Vescovo:

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Ripartire: facendosi prossimo … (5ª domenica dopo il martirio di Giovanni)

Lo sguardo di Dio sull’uomo e sul mondo ci chiede di allargare il nostro campo di osservazione: i doni del Signore (che ci sono stati ricordati in queste settimane: Scrittura, Spirito Santo, Eucarestia) chiedono di essere spesi ed utilizzati sul campo, che è il mondo. E chiedono di fare nostro lo sguardo di Dio sul mondo!

Osservare la realtà da più punti di vista è un esercizio a cui ci richiama il Vangelo di oggi (“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti …”): non è solo un gesto di cortesia o di attenzione all’altro (mettersi nei suoi panni), ma essere consapevoli che qualsiasi “realtà” è il risultato di tante posizioni … in cui ognuno di noi sceglie una “parte”.

Così chiederci “da che parte stiamo” non è solo un esercizio di stile, ma orientamento nelle scelte, criterio di interpretazione della realtà: questo esercizio è fondamentale per l’uomo e per il credente ed è fatto proprio, in primo luogo, da Gesù. E’ quindi un cammino e un esercizio in cui ognuno porta il suo contributo, per “fare” il regno di Dio, per fare del mondo il luogo in cui prendersi cura l’uno dell’altro.

Iniziano le attività pastorali della nostra comunità: come non cogliere il richiamo a “farsi prossimo”, a mettere a disposizione l’uno dell’altro i doni che abbiamo ricevuto e a fare nostro lo sguardo di Dio sulla realtà? E’ questo il modo concreto, richiesto al credente, di “ascoltare le Scritture”, di accogliere i doni dello Spirito Santo e di fare “Eucarestia” (di vivere alla “mensa” del pane della vita).

Buon cammino!

La citazione: “Farsi prossimo” – lettera pastorale di Carlo Maria Martini per l’anno 1985-1986, pag. 28-29
Vorrei dire ai credenti: “Riveliamo il volto paterno di Dio con le opere della carità fraterna. La fede nel Dio salvatore, redentore, liberatore ci dia il coraggio di stare a fianco ad ogni povertà, sofferenza, ingiustizia, con la sincera, operosa, illuminata volontà di cambiare le cose”. Ma mi accorgo che queste parole si scontrano con tante pigrizie, incertezze, inerzie, che purtroppo trovo presenti anche nella mia vita e nel mio comportamento.

Vorrei dire ai non credenti: “Fondate nell’amore di Dio la vostra dedizione al prossimo. Noi uomini sappiamo così poco del nostro vero bene; come possiamo volere il vero bene degli altri? Siamo così pieni di paure e di incertezze, che la nostra passione per gli altri corre il rischio di arenarsi di fronte alle ingratitudini e agli insuccessi, se non è sostenuta dalla certezza che Dio è sempre in noi”. Ma ancora una volta mi accorgo che le mie parole incontrano ostacoli insormontabili. Come si fa a penetrare nel cuore di un uomo? Come si fa a sapere per quali motivi uno non crede? L’educazione ricevuta, le difficoltà incontrate nella ricerca religiosa, i cattivi esempi dei credenti possono aver frenato il cammino verso la fede.

Non mi resta che sperare nella forza con cui Dio può toccare il cuore dei credenti e dei non credenti perché raggiungano una visione completa dell’uomo, nei suoi concreti bisogni quotidiani e nella sua chiamata a un destino ultraterreno.

Intanto noi possiamo dialogare e collaborare.

La passione, l’impegno e talvolta anche la rabbia, con cui i non credenti cercano un mondo giusto, libero e fraterno, possono offrire stimoli efficaci verso la concretezza.

I credenti, fondando la sincerità e il realismo del loro amore nella fiducia in Dio, nell’umiltà, nella adesione a Gesù, nella speranza della risurrezione, possono per lo meno porre serie domande a ogni uomo circa il vero bene a cui siamo chiamati e destinati.

Per questo oso offrire questa lettera non solo ai miei fratelli e alle mie sorelle di fede, ma ad ogni fratello e sorella che cerca sinceramente il bene dell’uomo.

Spero che questa lettera possa suscitare dialogo. riflessione collaborazione.

Quello che conta è che ogni uomo sia avvicinato, fatto prossimo, aiutato con un amore sincero, vero, operoso.

Domenica 5ª domenica dopo il martirio di Giovanni – 29-30 settembre
1.a lettura Deuteronomio 6, 1-9: Ascolta Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore.
2.a lettura Romani 13, 8-14a: Chi ama l’altro ha adempiuto la Legge.
Vangelo Luca 10, 25-37: Va’ e anche tu fa’ così.