Una notte di pace
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Una notte di pace

puntinaL’ultima sera, quella del 10 febbraio, deve essere stata una serata speciale per il Papa. Chiusa la giornata di lavoro, credo che abbia avuto una originale visita da Dio, “relazione di amore”. Il giorno dopo Benedetto avrebbe comunicato una grande decisione alla Chiesa e quelle espressioni in latino non potevano essere pronunciate nella solitudine. Un incontro carico di affetto dove le parole di fragilità sono state ascoltate e capite da chi conosce bene il cuore dell’uomo e in particolare la coscienza del successore di Pietro. In un tempo ristretto tutte le fatiche e le gioie del mondo, i drammi e le speranze delle persone, i problemi e le novità dei credenti. In un attimo la disparità di un compito rispetto alle proprie forze. Una serata all’insegna della serenità e della pacificazione. Non c’era posto per il demone in quella stanza. Mentre Roma e i romani vivevano la loro tranquilla domenica, mentre le chiese erano chiuse dopo le celebrazioni festive, una forte inabitazione dello Spirito in quell’uomo vestito di bianco che ora, in Dio, poteva alleggerire il cuore, l’anima e anche il corpo.

Chi poteva immaginare, il 10 febbraio 2013,  una penetrazione divina così intensa, chi avrebbe immaginato un discreta pentecoste, nella Città del Vaticano? Tutto diventa allora chiaro e possibile alla luce di quella ultima notte. Nessuna persona di chiesa (tanto meno chi è estraneo alla chiesa!) potrebbe capire l’avvenimento se non riconoscendo una forte effusione dello Spirito Santo in quelle stanze. La Chiesa è guidata da Dio e lo Spirito è più che mai presente ora, mentre gli uomini non sanno dare una spiegazione davanti alla rinuncia di un incarico se non ricorrendo a pensieri per lo più banali, ristretti o meschini.

E’ un grande momento dello Spirito che stiamo vivendo e, se non ci accorgiamo, è perché siamo proprio spiritualmente ottusi!  Ha un suono diverso pregare in questi giorni durante la Messa quando si ricorda “la Chiesa diffusa  su tutta la terra perché sia perfetta nell’amore in unione al nostro papa Benedetto”. Il Papa tornerà ad essere Joseph nel silenzio e nella preghiera lasciando che un altro uomo sia investito dal soffio di pentecoste e la Chiesa continui il suo compito, non dimenticando mai la presenza … del Maestro! Ma quella notte tutto era chiaro!

don Norberto

 

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