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XXI Giornata FAI di Primavera

Sabato 23 e domenica 24 marzo, nell’ambito delle  “Giornate FAI di Primavera”, sarà aperta, con la presenza di guide, la nostra chiesetta di sant’Ambrogio (località Molina) a Barasso.

Sabato 23 marzo – dalle 14.30 alle 18.00
Domenica 24 marzo – dalle 10.00 alle 18.00

Sono previsti due itinerari:

1° ITINERARIO: LA CHIESA DI SANT’AMBROGIO IN MOLINA

Le prime notizie sulla chiesa di sant’Ambrogio in Molina risalgono al 1181, anno in cui il Superiore dei Frati dell’Ospedale dei Poveri, Alberico, fece ricorso all’Arcivescovo di Milano, Algisio, contro le eccessive pretese del parroco di Barasso e del prevosto di Varese.
Gli atti delle visite pastorali sono preziosi nel darci una descrizione dettagliata della chiesa che, a grandi linee, corrisponde a quanto è ancora visibile oggi, nonostante l’evidente sopralzo della facciata e i rimaneggiamenti del tetto.
Alla visita del 1578 è allegato un disegno che permette di verificare come la pianta dell’edificio sacro non abbia, da allora, subito modifiche sostanziali, tranne che per le aperture.
La chiesa, di ridotte dimensioni, comprendeva un’unica navata rettangolare; davanti alla facciata e di fianco alla parte iniziale del lato meridionale c’era un piccolo cimitero.
Tre gli ingressi: uno in facciata, cui si accede ancor oggi, uno a sud e un terzo a nord, attualmente murati.
La navata, coperta da un soffitto di legno, termina con un’abside rettangolare di esigue dimensioni, voltata a botte, che nel 1567 era “tota picta”, ma che oggi conserva solo poche tracce di affreschi tra cui un sant’Ambrogio cinquecentesco.
Altri affreschi si allineano sulla parete meridionale: tra essi la Madonna di Loreto, i santi Cristoforo, Rocco e Michele datati 1534 e tutti recentemente restaurati. Proprio in occasione dei recenti lavori di restauro è stato scoperto l’affresco della natività, prima coperta da una parete in muratura e per questo perfettamente conservato.
Le caratteristiche di insieme della costruzione rimandano al primo periodo romanico. L’arco, che immette all’abside, è formato da grossi conci ben squadrati e sottolineato da una fila di pietre più piccole poste di taglio.
È da notare che l’abside quadra può essere indizio di ancor maggiore antichità; in ogni caso, quando fu redatta la pergamena del 1181, la chiesa esisteva da almeno un secolo.
Difficile dire se gli edifici circostanti risalgano allo stesso periodo.
Il corpo di fabbrica, che confina immediatamente con il lato nord della chiesa, corrisponde alla pianta secentesca e conserva ancora caratteristiche architettoniche medioevali.
Disposto su due piani, ha una muratura molto simile a quella della chiesa e presenta, sotto l’androne d’ingresso, una porta murata che si trova puntualmente nel disegno del 1578 e che richiama le forme romaniche.
È possibile, quindi, che facesse parte del nucleo originale dell’ospedale di sant’Ambrogio.

2° ITINERARIO: IL PERCORSO DEI MULINI

Seguendo la roggia Molinara, alimentata dalla sorgente del Fontanone, si entra nel nucleo della frazione Molina, il cui toponimo ricorda i vari mulini in attività fino a tempi relativamente recenti.
Si giunge, quindi, al mulino Civelli la cui ruota è ben conservata e funzionante.

AMPIO PARCHEGGIO IN LOCO

Locandina manifestazione
Info: www.giornatafai.it

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