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La lettera del Vescovo:

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In comunione (IVª di Pasqua)

Quando il Signore diventa “luce” che illumina il cammino é bello scoprire che il suo sguardo non si limita a “guardare” ma ci invita ad agire “come” Lui. Non siamo, infatti, davanti a un giudice che ci mostra dove sbagliamo ma presso chi ci conosce (e ci ama) e desidera trasformare, con noi, tutta la realtà.

La Pasqua di Gesù non allontana Dio dall’uomo, ma stabilisce, al contrario, un profondo legame fra Lui e i credenti; diventiamo, dice Paolo, “un unico corpo”. Così i credenti sono invitati e sostenuti nell’essere (e diventare) gli occhi, le mani, i piedi e il cuore di Dio presso tutti gli uomini.

Questa “relazione” fra Dio e il credente prende così il nome di “comunione”; questa parola non dice se siamo bravi o meno, se siamo fedeli o manchiamo, ma definisce la nostra relazione, il nostro legame; Dio è l’origine, la strada e la destinazione del credente, che si impegna a fare “come Gesù”.

La “comunione” dice la nostra relazione con Gesù, non la relazione fra i credenti (anche se molti la confondono): la “comunione” non è un semplice “andare d’accordo”, ma “fare la volontà del Signore”, ovvero condividere lo stesso sguardo e lo stesso agire. Solo partendo da qui si comprendono (e si risolvono) i conflitti come quello riportato dagli Atti degli Apostoli, perché la “concordia” dei credenti deve sempre fare riferimento alla “volontà del Signore” e la “comunione” (con Gesù) rimane, anche quando il credente si assume la responsabilità di scelte che non concordano con quelle dei fratelli.

La “comunione” è un dono ma anche un “cammino”; essa richiede infatti conoscenza, ascolto, fedeltà, condivisione … e fa di noi creature “nuove”. Buona Pasqua!

Domenica IVª di Pasqua – 20/21 aprile 
1.a lettura Atti degli Apostoli 21, 8b-14: Sia fatta la volontà del Signore.
2.a lettura Filippesi 1, 8-14: Desidero che sappiate, fratelli, come le mie vicende si siano volte piuttosto per il progresso del Vangelo.
Vangelo Giovanni 15, 9-17: Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone, ma vi ho chiamati amici, perché tutto quello che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.