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Avvento 2018

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Un piede in stecca

Con un piccolo gruppo di parrocchiani abbiamo da poco concluso il pellegrinaggio in Terra Santa. Non ha molto senso raccontare ciò che si è fatto perchè non interesserebbe a nessuno tranne …  ai partecipanti. Non è il caso di elencare le cose viste dal momento che tutto si può vedere tramite Internet. Preferisco  partire dalla immagine di giochi che si facevano da ragazzi, in particolare in quelli in cui si parlava di “stecca”. Si intendeva non lo strumento per il biliardo ma il piede che toccava una linea del campo grazie al quale la persona era libera ed era in gioco. Il concorrente poteva a sua volta liberare altri e non essere preso dagli avversari. Andando nella terra di Gesù è come avere messo il piede “in stecca”, pur con poche persone rispetto al numero degli abitanti delle nostre parrocchie. Il pellegrinaggio l’hanno fatto alcuni come espressione di tutta la comunità cristiana, appunto come un piede che si mette nella zona libera.

Abbiamo messo “stecca” nella terra di Gesù, tra i monti che lo hanno visto passeggiare, il lago su cui ha camminato, i profumi che lo hanno accompagnato, il caldo che lo ha segnato, i frutti che lo hanno dissetato. Molti luoghi del passaggio di Gesù sono ora segnati dalla presenza di  comunità monastiche e religiose o da chiese costruite in diverse epoche.

L’andare sui luoghi fisici rimane esperienza unica e affascinante ma non dimentichiamo la possibilità della liturgia dove è possibile “mettere stecca” nella vita stessa di Dio, quella che libera.  Celebrare l’eucarestia è stato il momento più alto del pellegrinaggio vissuto da me ma anche dai partecipanti (pur con la fatica di celebrare in alcuni orari pomeridiani!). Lo stesso celebrare non è forse  il momento più qualificante della comunità cristiana sant’Eusebio?  Il problema infatti sta nell’entrare in ciò che Dio stesso ci ha regalato e poterne assorbire la bellezza. Più che di pietre abbiamo celebrato tra le pietre; più che di storia abbiamo celebrato nella storia, più che  raccontare di Gesù siamo passati dentro Dio stesso. Non sarebbe male organizzare periodicamente un pellegrinaggio in Terra Santa (magari tra da due o tre anni: sarebbe il caso di iniziare a fare un pensierino e ad iscriversi!). Nel frattempo possiamo già entrare nel mondo di Dio attraverso la liturgia, che è sempre possibile, anche se non ci fosse permesso di stare sulle strade di Palestina. Come dire che è già possibile avere i piedi … in stecca!

don Norberto

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