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Camminare (7ª domenica dopo il martirio di Giovanni)

C’é uno stile di vita, basato sulla “misericordia”, sulla “povertà” e sul “cammino”, che é il fondamento della vita dei credenti: così in questa domenica, che ci introduce al “segno” della Chiesa (domenica prossima facciamo memoria del nostro essere Chiesa a Milano), siamo invitati a riflettere sulla nostra capacità di darci “una méta”.

“Camminare”, infatti, non é girovagare, non é attesa, non é quiete, non é tirare a campare … ma decisione, orientamento, ricerca, scelta; non ci sfugga l’intraprendenza riportata dalle similitudini del vangelo di Matteo o l’esultanza delle “genti” di tutte le “lingue”, raccontata da Isaia, “radunate” dal Signore.

Troppo spesso la figura dei credenti (e della Chiesa) é stata associata a quella di un “gregge di pecoroni” che qualcuno, fuori di noi, guida ed orienta: la Scrittura, invece, ci parla di un unico soggetto, Dio, che entra in relazione con l’uomo e da questa relazione scaturiscono decisioni, comportamenti, scelte … che si fanno “cammino” personale e quindi cammino di “popolo”.

Non ci sarebbe il “popolo” (e la Chiesa) se non ci fosse questo incontro che si fa storia, iniziativa (vendere per comprare), capacità di discernimento (cose nuove e cose antiche), “misericordia” e “povertà” (gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio).

Così il “cammino” personale riunisce insieme coloro orientano i loro passi “al mio santo monte di Gerusalemme” e cercano “i nuovi cieli e la nuova terra”; per questo “ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, é simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”.

Che il Signore guidi i nostri passi e ci sia sostegno nel cammino; ci renda capaci di fare cose “nuove” e “antiche”, di decisioni “indipendenti” (un uomo va, trova e vende), di opere “giuste”. E’ Lui che trae a se ogni uomo; é Lui che mettendo insieme il “cammino” di ognuno ci trasforma in “popolo”, capace di dire al mondo la sua bontà.
“Pace e bene”!

Domenica 7ª Domenica dopo il martirio di Giovanni – 12/13 ottobre 
1.a lettura Isaia 66, 18b-23: Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue.
2.a lettura 1ª Corinzi 6, 9-11: Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio?
Vangelo Matteo 13, 44-52: Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, é simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche.