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La lettera del Vescovo:

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Essere “avanti” (Quinta di Avvento)

La liturgia ambrosiana di Avvento indirizza ora la nostra attenzione su Giovanni (il “pre-cursore”), su Maria (la “figlia di Sion”) e su Gesù (il “Cristo”). La loro vicenda, che siamo abituati a leggere “a posteriori” (sapendo già come é andata) diventa di “esempio” solo se impariamo a leggerla “dall’inizio”, facendo nostri i dubbi, le scelte e le novità che hanno segnato il loro vivere “da figli di Dio”.

Così la vicenda di Giovanni, il “pre-cursore”, ci ricorda la figura “del più grande” fra i figli dell’uomo (così lo ricorda Gesù stesso) che é tale perché aveva “compreso” che era “vicina” la rivelazione del Signore e l’aveva “riconosciuta” in Gesù, fino a farsene il portavoce e l’annunciatore.

Giovanni é grande perché ha accolto la scelta di Dio di essere povero e di farsi “vicino” all’uomo; ha compreso che il Signore che viene chiede “giustizia” e “misericordia” … e per questo ha scelto il deserto, la povertà e la denuncia dell’ingiustizia: quella era la “via” da percorrere e non si é tirato indietro, ma si é fatto “pre-cursore”!

Essere “avanti” agli altri, dare l’esempio, non é cosa da poco; ce ne accorgiamo “dopo”, a cose fatte! Noi, in realtà, siamo portati a ritenere “sognatori”, “illusi”, “fanatici”, “puri”, “rivoluzionari” gli uomini e le donne come Giovanni, salvo definirle poi “profeti”!

Siamo davvero convinti che la vicenda di Gesù, il “figlio di Dio”, nato, morto e risorto sia un “modello” di vita ancora valido per l’uomo di oggi? O non ci diciamo anche noi che “sarebbe bello” vivere come Lui, ma “non é possibile”?

Così la vicenda di Giovanni, guardata “dall’inizio”, svela tutta l’ipocrisia di quanti esaltano i “profeti” e “non muovono un dito”; di quanti pensano che il Natale sia una riflessione sul passato e non si interrogano sul futuro; di quanti operano in difesa delle tradizioni e si rifiutano di vedere le novità e “guardare avanti”.

E’ bello, allora, provare a metterci dalla parte di Giovanni: interrogarci sul passato e cercare di capire come sarà il futuro; provare a chiederci se Gesù é salvezza o se dobbiamo “aspettare un altro”; capire se c’é “giustizia” e “misericordia” nel nostro vivere e “che cosa dobbiamo fare” per spianare la strada “davanti” al Signore.

Domenica Il precursore – Quinta domenica di Avvento – 14/15 dicembre 
1.a lettura Michea 5, 1; 3, 1-5a e 6-7b: Io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me.
2.a lettura Gàlati 3, 23-28: Prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata.
Vangelo Giovanni 1, 6-8 e 15-18: Giovanni proclama: «Era di lui che io dissi: colui che viene dopo di me é avanti a me, perché era prima di me».