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Incontro con Padre Alsabagh

Parrocchia di Masnago - 25 giugno 2018

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Festa patronale di Luvinate

dal 25 giugno al 2 luglio 2018

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Pellegrinaggio e S. Messa - Sabato 30 giugno - partenza ore 8.00

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Siamo nati e non moriremo mai più

Spettacolo - 27 giugno 2018 - h. 21:00 - Chiesa di Luvinate

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L’oro e le ferite

Ho ricevuto da un’amica artista, come risposta agli auguri per la festa della Epifania, un interessante messaggio a proposito di una tecnica giapponese usata per la ceramica  che si chiama Kintsugi. Mi piace far girare tale pensiero che racconta di come si tratta una crepa, una frattura, una ferita. “Roba di tecnica ceramica  come sai per me, e forse non solo per me, grande metafora di vita…” mi scrive l’amica.  Quell’oro usato nel Kintsugi assomiglia troppo a quel materiale divino che è sceso dall’alto per rinnovare questa umanità. Ecco ciò che mi è arrivato:

“Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello. Questa tecnica è chiamata “Kintsugi”. Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva  trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare I’integrità perduta o esaltare  la storia della ricomposizione? Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe. “Spaccatura, frattura, ferita” sono percepiti come l’effetto meccanicistico di una colpa, perchè il pensiero digitale ci ha addestrati a percorrere sempre e solo una delle biforcazioni: o è intatto, o è rotto. Se è rotto, è colpa di  qualcuno. Il pensiero analogico -arcaico, mitico, simbolico- invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita. La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante ed eterna. Rendere belle e preziose le “persone” che hanno sofferto ….Il dolore è parte della vita. A volte è una parte grande, e a volte no, ma in entrambi i casi, è una parte del grande puzzle, della musica profonda, del grande gioco.  Il dolore fa due cose: Ti insegna, ti dice che sei vivo. Poi passa e ti lascia cambiato. E ti lascia più saggio, a volte. In alcuni casi ti lascia più forte. In entrambe le circostanze, il dolore lascia il segno, e tutto ciò che di importante potrà mai accadere nella tua vita lo comporterà in un modo o neIl’altro. I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l’hanno capito più di sei secoli fa – e ce lo ricordano sottolineandolo in oro”.

Mi sembra una bella riflessione che può toccare tutti, sapendo di quanto oro divino abbiamo bisogno tutti.

don Norberto

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