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La lettera del Vescovo:

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Segni che dicono verità (Presentazione di Gesù al tempio)

Vi sono “segni”, nel linguaggio umano (e liturgico) che esprimono realtà profonde: così il fatto di cui facciamo memoria oggi (la presentazione di Gesù al tempio) ci mostra tanti “segni” che rendono vera e bella la vita.

Sono la testimonianza di Simeone e Anna (ormai “anziani”), l’atteggiamento di Maria e Giuseppe (appena “genitori”), il contesto liturgico, la “tradizione” … I “segni”, quando sono “veri” non hanno bisogno di parole (per chi li compie e li riceve): le parole servono, invece, a chi non comprende e non vede … ed ha bisogno di “capire”.

Così la presentazione di Gesù al tempio ci dice il legame che lega ogni “primogenito” al Signore (e noi siamo sempre i “primi nati”, dal punto di vista di Dio), ci dice la povertà di Maria e Giuseppe, ci dice come si guarda la vita alle soglie della morte, ci dice quali sono le cose che contano nella vita.

I “segni” dicono la “verità”, ma esigono “verità”: ogni segno esige di esprimere in verità il proprio significato … e questa stagione della storia sembra aver smarrito il legame fra i “segni” e la loro “verità”, fra le parole e il loro significato.

Così la presentazione di Gesù al tempio diventa invito a riscoprire i “segni”, a farli e riceverli in “verità”, a dar loro significato e attenzione; vi sono “segni” che non sappiamo più riconoscere, anche nella natura; vi sono “segni” che non sappiamo più ascoltare e riconoscere, anche nel linguaggio degli uomini …

Abbiamo bisogno di recuperare i “segni”: essi non dicono tanto come conoscere il passato ma insegnano a leggerlo per aprirci al futuro e dargli concretezza, “facendo verità”; come fanno Maria, Giuseppe e Gesù (da un lato) e Simeone ed Anna (anche quando sono al capolinea della vita). Rendiamo grazie a Dio, per la loro testimonianza, e “buon cammino”!

Domenica Presentazione di Gesù al tempio – 1/2 febbraio 
1.a lettura Malachìa 3, 1-4a: Subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate.
2.a lettura Romani 15, 8-12: Le genti, invece, glorificano Dio per la sua misericordia.
Vangelo Luca 2, 22-40: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli».