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... sulla Tua parola - dal 7 febbraio

Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

Programma

"La Santità in Zelia e Luigi Martin": se parlassero oggi alle coppie?

Domenica 17 febbraio chiesa santa Teresa (Bustecche) ore 15.00

Locandina

LA “FEDE” DI GESU’: GESU’ AVEVA LA FEDE, ERA UN CREDENTE COME NOI?

Incontro con don Luca Castiglioni - Domenica 24 febbraio ore 16.00 oratorio di Barasso

Info

Liturgia preparata - Tempo dopo Epifania

Ciclo di sei incontri a partire da martedì 29 gennaio alle ore 21.00

Info qui

Pellegrinaggio a Fatima

in aereo dal 28 aprile al 01 maggio 2019

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2018-2019

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Mettersi in cammino (5ª dopo l’Epifania)

Se é vero, come é vero, che il Signore abita la storia dell’uomo, occorre mettersi in cammino, perché Egli ci sta davanti (non dietro) e ci invita a “cambiare”.

Il cambiamento, i “nuovi cieli e la nuova terra”, riguardano l’essenza delle cose e la relazione “nuova” dell’uomo con Dio; relazione non più fondata sulla paura, sul potere, sull’esteriorità … Così Gesù rifugge dalla “potenza” dei segni (“se non vedete segni e prodigi voi non credete”) ed invita al “cammino”.

Il cammino dell’uomo é così l’occasione di riconoscere e comprendere i “segni” in cui si rivela la presenza del Signore; occorre essere in sintonia con il suo agire per riconoscerli, ma é più importante lasciarci guidare dall’esempio di Abramo (“padre” nella fede) che non da quanto ci ricorda la “legge” (le regole, scritte e non scritte, del vivere la nostra relazione con Dio).

L’evangelista Giovanni ci parla di “segni” e non di “miracoli”; ci parla così di un Dio “ordinario” presente nella quotidianità e non di un Dio “straordinario”, che fa violenza alle cose; ci parla di un Dio che “cambia” (=trasforma) la realtà e non di un Dio che stupisce; ci parla di un Dio che “cammina con noi” e non di un potere che interviene …

Per questo occorre mettersi “in cammino”; le “grandi cose” che Dio fa, anche in noi, devono essere parte della vita, non episodi straordinari che fanno scena, ma non cambiano il nostro vivere. E’ la nostra relazione con Dio, che, facendosi cammino, diventa vita “nuova”; ed una strada “nuova” su cui camminare.

Domenica 5ª domenica dopo l’Epifania – 8/9 febbraio 
1.a lettura Isaia 66, 18b-22: «Io verrò a radunare tutte le genti e tutte le lingue».
2.a lettura Romani 4, 13-17: Eredi si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia.
Vangelo Giovanni 4, 46-54: Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.