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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Meno male che c’è la Quaresima

Scoprire la bellezza (!?!?) del digiuno

Digiuno, un segno antico … che non si fa più, che non si capisce più, che non sappiamo come fare, che abbiano perso, che è staccato dalla vita normale di un cristiano.. Un gesto forse da riprendere perché viviamo … nel corpo, perché il corpo non ci domini, perché il corpo sia tonificato, perché cresca in noi la vita nuova dove anche il corpo ne risente il beneficio. Con il battesimo abbiamo ricevuto i “sensi spirituali”: purtroppo si perde la vista, si perde l’udito, si è tremanti nelle mani e nei piedi, non si gustano più le cose, si perde l’olfatto. La nostra vita si intiepidisce. Forse è possibile liberare il nostro corpo da ciò che impedisce la vita di Dio in noi. Si potrà così recuperare il rapporto con Dio e accorgersi dei fratelli. Non sarà per caso questo il valore della “quaresima tonificante”?

Come?
1. Vivere tutti i venerdì di quaresima, come “terapia d’urto”, non facendo per ora distinzione tra digiuno e astinenza: almeno provarci!

2. Comprendere bene perché “c’è digiuno eucaristico!” in tutti i venerdì di quaresima.
3. Approfondire di settimana in settimana la nota dei Vescovi Italiani del 1994 … che nessuno ha letto.
4. Favorire la comprensione di questo gesto che non può essere staccato dalla preghiera e dalla carità (che diamo per assodato).
5. La nota dei vescovi (che vedremo) specifica il digiuno come: «Un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali».