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La lettera del Vescovo:

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Quaresima, tempo di "conversione", non di penitenza (1ª di quaresima)

I “quaranta” giorni (=quaresima) che segnano il cammino verso la Pasqua non ci sono dati per fare “penitenza” (come se il Signore desiderasse le nostre “rinunce”) ma per “cambiare strada”, per “convertirci”, per comprendere le vie che occorre tornare a percorrere.

La Parola di Dio, che ci accompagna e fa luce in questo cammino, pone alla nostra attenzione le questioni di fondo del vivere “da credenti”: la “giustizia”, la “misericordia”, il “dare la vita”, per Dio e per gli altri. La Tradizione della Chiesa conosce la facilità con cui ci dimentichiamo di ciò che conta e di ciò che viene richiesto ai credenti; per questo ci richiama ad agire ricordando ciò che “siamo”, a dare testimonianza dei doni ricevuti con il “battesimo”, così da “rinnovare la nostra professione di fede nella prossima “Veglia pasquale”.

Tempo di “conversione”, perché la gloria, il denaro e il potere attraggono l’uomo e la Chiesa da sempre; vivere ed agire perché “é giusto”, perché “é bello” o perché “é buono” non sono “regola”, ma eccezione … e per questo occorre cambiare strada, riscoprirne il valore e l’importanza, tornare ad operare cambiando direzione.

Tempo di temi “forti”, perché la quaresima ci chiede di verificarci sulla vita e sulla morte, sul potere e sul denaro, sulla sete e sull’identità, sulle relazioni e su Dio, su ciò che decidiamo di vedere e su ciò che evitiamo … Così parlare di “penitenza” equivale a svicolare, a cercare un percorso più semplice (e alla portata delle illusioni di tutti) per evitare di affrontare i problemi; come se la nostra rinuncia alla cioccolata fosse più gradita al Signore di un gesto di attenzione all’altro … o di una scelta “vera”.

La Parola di Dio, in queste settimane, non ci descrive semplicemente ciò che ha fatto Gesù, un tempo: ci dice, invece, come, anche oggi, il Signore, sceglie ed agisce. Ciò che Egli ha fatto ci svela ciò che dobbiamo fare; la via che Egli ha percorso, fino a “dare la vita”, ci svela la via che anche noi dobbiamo percorrere!

Il “digiuno”, che la Chiesa ambrosiana ci invita a fare venerdì prossimo, non é una “penitenza”: é il segno di chi comprende la necessità di cambiare e lo fa anche “fisicamente”: vivere la fede non é un semplice, e banale, esercizio di stile! Buon cammino!

Domenica Domenica all’inizio di Quaresima – 8/9 marzo 
1.a lettura Isaia 58, 4b-12b: Non é piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?
2.a lettura 1.a Corinzi 5, 18 – 6, 2: Lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in Lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.
Vangelo Matteo 4, 1-11: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”. Allora Gesù gli rispose: “Vattene, Satana! Sta scritto infatti: «Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto»”.