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Incontro con Padre Alsabagh

Parrocchia di Masnago - 25 giugno 2018

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Festa patronale di Luvinate

dal 25 giugno al 2 luglio 2018

Programma

MONTE TRE CROCI

Pellegrinaggio e S. Messa - Sabato 30 giugno - partenza ore 8.00

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Siamo nati e non moriremo mai più

Spettacolo - 27 giugno 2018 - h. 21:00 - Chiesa di Luvinate

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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“Il vangelo di Maria”; del card. Martini (e nove)

Ho accolto con gioia, sia pure con trepidazione, l’invito a presentare questo testo del cardinale Carlo Maria Martini, che raccoglie pagine già presenti in altre pubblicazioni, ma rivisitate secondo una prospettiva mariologica.
Rilette a distanza di tempo, rinnovano lo stupore, rinverdiscono il desiderio di essere presi per mano da Maria: per percorrere, con lei e come lei, il nostro pellegrinare, sempre segnato dal mistero dell’amore di Dio, nelle ore di gioia e nelle ore difficili,oscure, della notte. Le parole di Maria, il suo “non comprendere”, che le fa tuttavia pronunciare il suo “Eccomi, sono la serva del Signore” risuonano nel cuore con soavità forte, ridanno energia e vitalità dinanzi alle obiezioni e agli inevitabili turbamenti che il mistero può suscitare. Il Cardinal Martini ci aiuta così a ripercorrere l’itinerario della Vergine Maria, facendocela sentire vicina, sorella e madre. Le sue riflessioni muovono sempre dalla Parola, assaporata in profondità e ci fanno guardare a Maria come a Colei in cui si è attuata la sintesi tra parola di Dio ed esperienza umana, quasi a sottolineare che la Parola, che si genera in Maria, nella sua concretezza umana, è la medesima Parola che indica anche a noi la direzione del cuore.

Il percorso di Maria segue quello del Figlio suo: dalla nascita alla croce alla risurrezione. Ci insegna a diventare discepoli, a farci progressivamente discepoli e “servi del Regno” come lei. Il Cardinal Martini, nel parlarci della Madre di Dio, non si stacca mai dal testo della Scrittura: ci aiuta, ci induce a penetrarne il senso, a verificarne la concretezza, a purificare lo sguardo e l’orecchio perché la Parola sia vista e udita nella pregnanza della sua verità.

A La Salette l’Arcivescovo diceva ai suoi preti: “Attraverso l’aiuto di Maria scopriamo che in noi c’è l’animus che progetta, esegue con tenacia ed efficacia, che pensa, che intuisce con l’intelletto, ma c’è pure l’anima, che invece intuisce con le ragioni del cuore, che è piena di tenerezza e di affettività nel rapporto con Dio e con i fratelli”. A questa sintesi, a questa irrinunciabile unità di vita conduce il “vangelo di Maria” che queste pagine dischiudono con la straordinaria suasività che il Cardinal Martini sa sempre donare e di cui gli ridiciamo grazie.

Dora Castenetto

Volendo riflettere sul quadro evangelico dell’Annunciazione,il primo sentimento che provo è il desiderio di stare in silenzio. Ho, infatti, paura di parlare,così come Mosè aveva paura di guardare il roveto ardente. In un primo momento si avvicinò con una qualche curiosità e poi si coprì la faccia con la veste per la paura di vedere Dio. E’ lo stesso sentimento che vivo io adesso perché l’Annunciazione è come un roveto ardente: c’è tutto in questo mistero.

La Visitazione è un mistero di incontro tra persone nell’obbedienza alla parola di Dio; meditare su di essa ci permette di approfondire un punto fondamentale della vita di fede: la ricerca della volontà di Dio nelle relazioni e negli incontri quotidiani.

Io credo che entrando un po’ di più nel cuore di Maria, oltre all’azione dello Spirito che le infonde scioltezza, libertà, creatività, possiamo cogliere anche il desiderio di vedere il segno che le avrebbe confermato il suo mistero. L’annuncio dell’angelo costituiva un segreto pesantissimo da vivere, un segreto difficile da comunicare e si ha l’impressione che non l’avesse comunicato a nessuno. Da qui il suo bisogno di confrontarsi e di trovare conferma dell’indicazione datale, nel solco della volontà di Dio.

Maria spera di essere capita: in una relazione autentica, si comprende l’altro e i è compresi a fondo. E’ da questa reciprocità nella relazione che sgorgherà, a mio parere, il Magnificat. Nell’episodio dell’ Annunciazione, contempliamo il mistero di Maria da lei vissuto; nell’episodio della Visitazione, contempliamo un’altra donna che lo riconosce e lo loda. E’ la prima persona tra tutti coloro che, di generazione in generazione “la diranno beata”.

Elisabetta lamette addirittura in rapporto con Abramo, il padre della fede, che ha creduto nell’adempimento delle persone divine. Dunque, da un saluto, da un incontro, da una relazione di bontà, di deferenza, di rispetto, è nato un grande mistero. Allora Maria disse:  “L’anima mia magnifica il Signore….”

Maria ha vissuto nel suo cuore, fino al momento della visita alla cugina, un segreto ineffabile, ma umanamente pesante e schiacciante. Ecco che, a un tratto, si sente compresa, avverte che un’altra persona,senza bisogno di spiegazioni, sa del suo segreto, glielo conferma,le assicura che ha fatto bene a fidarsi. Maria allora scoppia, a sua volta, nel canto ed esprime tutto quello che aveva trattenuto in sé perché nessuno poteva coglierne il significato.

“Maria con poche ma eccellenti parole, versava dalle sue sacre labbra il miele e il balsamo prezioso perché era piena di Gesù” (Francesco di Sales a Giovanna di Chantal). Affidiamo la nostra preghiera alla protezione del Vescovo di Ginevra, Francesco di Sales, maestro esemplare di relazioni umane, perfetto gentiluomo e insieme modello di relazioni divine. Rileggendo le sue lettere e ripensando alla sua frenetica attività pastorale, è facile cogliere la delicatezza, la verità, la precisione, la nobiltà con cui viveva tutte le relazioni. Ciò appare in particolare dalle lettere che scrisse a ogni categoria di persone, dalle più aristocratiche alle più umili; in ciascuna risalta un atteggiamento squisito, gentile, riservato, affettuoso.

“Penso che, nel mondo, non vi siano anime che amino più cordialmente, più teneramente e, per dir tutto molto alla buona, più amorosamente di me. Quello che non è Dio, non è nulla per noi. E’ veramente cosa meravigliosa che riesca a mettere insieme queste cose: ho l’impressione di non amare nulla fuori di Dio e tutte le anime in Dio” (A Giovanna di Chantal – da Annecy 1620 o 1621)

Maria, parlaci tu perché noi non sappiamo parlare di te: parla dunque tu a noi. Noi intuiamo che il mistero dell’Annunciazione è legato a quello della Croce: uno spiega l’altro, uno è radice dell’altro. Tu, che sotto la Croce vivi la morte del Figlio tuo e l’amore infinito del Padre per l’uomo, donaci di comprendere le radici misteriose di questo amore, di penetrare nel tuo “sì” al volere del Padre, da cui tutto è nato, in cui tutto ritorna, al quale tutto si riconduce.

Card. Carlo Maria Martini

Esistono legami che solo il Signore crea, sono legami che vivranno per sempre: con le parole, con gli occhi o con la presenza ci solleverà per aver compreso emozioni quasi impossibili da sopportare. E’ un incontro che ci cambia la vita e può avvenire con una persona soltanto, è parte del Suo disegno. E quando, nella solitudine, tra le lacrime,  peserà sul cuore il  nostro “segreto”, basterà alzare lo sguardo per sentirci capiti.
L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore“.

Teresa