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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Quando si va sui giornali

Giorni fa alcune persone mi hanno fermato a proposito di due articoli comparsi su un giornale locale. Con una immagine di qualche anno fa venivano riportate delle mie frasi pubblicate nel sito della comunità. Niente di male, ovviamente. Ciò che cambia è il contesto da cui le espressioni sono state prese e il tono conseguente. La rubrica, indicata con una puntina, è un piccolo spazio in cui scrivo ciò che vivo nel ministero, nella forma di una semplice comunicazione: pensieri che arrivano improvvisamente grazie ad incontri, intuizioni o esperienze. Il tono è sottovoce e soprattutto fuori dal ruolo istituzionale di parroco perchè è il credente prete che parla. Non un tono gridato, con un piglio da castigatore di comportamenti altrui o da insegnante di morale.  L’incipit della rubrica (le parole che stanno all’inizio della prima puntina)  riporta proprio questo intento. Mi capita talvolta di fare delle considerazioni o esprimere dei giudizi: in questo caso non mi permetto di usare il tempo dell’omelia, tempo riservato affinché Dio parli alle persone ma, eventualmente, mi riservo lo spazio degli avvisi senza abusare.

Spero che coloro i quali attingono illuminazione per un articolo, ne tengano conto. Infatti una cosa è parlare da un microfono con toni accesi, un’altra è comunicare pensieri senza nessun tipo di preoccupazione se non il racconto di ciò che si vive. Le parole cambiano, gli aggettivi non sono gli stessi, l’intento non è identico. Diciamo che questa “fuga di parole” ha creato comunque interesse alle parole virgolettate, pur sapendo che non erano frasi pronunciate ma … scritte e soprattutto scritte in un modo familiare, dove non si potevano tirare conseguenze o arrivare a conclusioni didattiche.

Sarebbe quindi il caso di chiedersi sempre: “Ma dove il Don ha detti tali parole? In che omelia, in quale Messa?”. Sapere invece che sono pensieri scritti nel sito, in una rubrica “leggera”, dove magari poche persone vi entrano, rispetta il giusto contesto e , casomai, il desiderio di una risposta. In fondo l’obiettivo della rubrica è quello di favorire altri pensieri da fissare con … un’altra puntina, quella appunto del lettore. Un pensiero fissato con tante puntine, diventa un pensiero condiviso ed è questo il bello della comunicazione tra credenti, prete compreso.

Don Norberto