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Fatima e le mura di Gerico

In questi giorni il breviario, il libro della preghiera della chiesa che i sacerdoti sono tenuti ad usare, riporta la caduta delle mure di Gerico. Viene alla mente la canzone spiritual che si eseguiva anni fa: “Si combatte a Gerico, Gerico…”. La distruzione della città a causa delle trombe dei sacerdoti che permette poi l’ingresso del popolo ebraico nella terra promessa, mi permette di esprimere qualche sensazione dopo il pellegrinaggio fatto a Fatima. Qualcuno infatti mi ha chiesto: “Come è andata Fatima?” e, al di la del semplice “Bene”, non prevedevo una comunicazione. La lettura dal libro di Giosuè al capitolo sesto mi suggerisce qualche parola.

Il pellegrinaggio ad un santuario permette di assorbire ciò che quel santuario comunica rispetto ad altri luoghi religiosi o a località dove è accaduto qualcosa del divino. Ci sono elementi comuni ovviamente, come il fatto per esempio che la comunicazione da parte della Madonna avvenga a persone ignoranti o poco significative: i tre pastorelli a Fatima, Bernadette a Lourdes…

Nel caso di Fatima si chiede che contro le potenze del male, quasi insormontabili mura come quelle di Gerico, non si usino altre armi se  non quelle della preghiera e dell’affidamento al cuore del Signore e a quello di Maria. L’opera del maligno presente là dove si  annulla la fede come il potere comunista, il movimento del male che agisce nelle tensioni e nelle guerre, non possono essere combattute con armi unicamente umane perchè, senza una presenza divina riconosciuta, l’uomo continuerà ad essere “lupo” per gli altri uomini.

Rivolgere il proprio cuore a chi ha vinto il male morendo sulla croce e scendendo negli inferi; rivolgere lo sguardo verso la figura di Maria che accompagna, da madre, la vita dei figli: sono messaggi già conosciuti nel vangelo, solo che il credente … è smemorato e dimentica. Si rischia addirittura di essere manovalanza che contribuisce alla crescita del male oppure di non accorgersi più della presenza del Signore nel mondo. Gli eventi in cui appare Maria sono solo momenti per riportare l’essenziale del messaggio cristiano. Ecco l’invito alla penitenza, alla conversione, alla preghiera.

Si è sempre in balìa del male che è imperante e che si veste di vari abiti: il vizio, gli interessi, la corruzione, l’egoismo sfrenante, l’apatia, la tiepidezza, il potere, l”avere. Alimentare il numero di queste opere maligne toglie serenità e porta ad essere davanti a muri insormontabili come quelle di Gerico con la conseguente sensazione: “Non c’è speranza, il mondo va male, non si sono più valori”. Mi pare che Fatima comunichi proprio il contrario: “Non abbiate paura, esiste solo un modo per far crollare il muro del male: ritornate a me, alla Parola e alla preghiera, ai sacramenti”. Poi, chi entra nella nuova chiesa di Fatima dedicata alla Trinità, è colpito dal grande mosaico di padre Rupnik dove è descritta la piazza d’oro dell’apocalisse da cui, grazie al sangue dell’agnello, si diffonde nell’assemblea liturgica la vita nuova, il mondo nuovo.

Nessuna descrizione di ciò che abbiamo vissuto in 35 persone  e che non verrebbe capito dagli … assenti. Solo qualche parola buona che casualmente è uscita grazie ad una pagina del breviario.

don Norberto

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