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Una relazione "concreta" (6ª dopo Pentecoste)

La Scrittura, nella sua concretezza, ci ricorda che la relazione dell’uomo con Dio non é “spirituale” (come taluni credono), ma “concreta”, quasi “fisica”. Le pagine che ci vengono proposte dalla liturgia di questa domenica sono esemplari.

Ad una società che attribuisce valore solo a ciò che si “vede” (già ieri, come oggi) si oppone l’agire di chi “sente” e “fa” in relazione con Dio; perché la “relazione” (non solo quella con Dio) é fatta di cose “concrete” e di un “sentire” che va oltre il “vedere”.

Non a caso da questa “relazione” nasce una “alleanza”, un patto “bilaterale”! Perché ogni storia, ogni “relazione”, dopo l’incontro e la conoscenza chiedono di farsi “cammino”, impegno reciproco, patto, “alleanza”! Non ci sfugga il legame con la concretezza di un Dio che si fa “uomo” e “viene ad abitare in mezzo a noi”.

Occorre recuperare, anche ai nostri giorni, la concretezza del rapporto che ci lega al Signore e chiede di farsi “storia”, “cammino”: nei segni concreti dell’aiuto reciproco, nel riconoscimento delle diverse capacità (2a lettura), nell’adesione alla logica del “dono di sé” (vangelo).

La Parola si fa così invito a “vivere” concretamente la “relazione” con Dio e con gli uomini (non solo con i fratelli!): perché ogni “alleanza” da frutti che si vedono!

Domenica 6ª domenica dopo Pentecoste – 19/20 luglio 
1.a lettura Esodo 33, 18 – 34, 10: “Ecco, io stabilisco un’alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessuna terra e in nessuna nazione”.
2.a lettura 1ª Corinzi 3, 5-11: Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.
Vangelo Luca 6, 20-31: Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro.