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Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

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QUATTRO MARTEDI' nel tempo di pasqua

PRIMO INCONTRO -Martedì 10 aprile 2018 ore 21.00 - Guida don Giuseppe -Oratorio di Luvinate

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Pellegrinaggio a Lourdes con i malati UNITALSI

IN PULMAN 23 - 29 maggio 2018 / IN AEREO 24 - 28 maggio 2018

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Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Il bello di un provvidenziale convegno

Ho da poco partecipato al convegno nazionale del Centro Aletti di Roma che si svolge ogni anno nel mese di luglio a Capiago, nei pressi di Como. E’ la prima volta che accenno a questa mia esperienza, iniziata nel 2006 quando ero ancora a Busto Arsizio. Prima d’ora non ritenevo importante comunicare una iniziativa del genere, forse perché faceva parte di eventi personali. Lo faccio ora per due motivi: il primo perché sarà proprio il Centro Aletti nella persona di padre Marko Runik e della sua squadra a realizzare il mosaico del battistero nella comunità pastorale e, il secondo, perché è l’ultima volta che tale convegno sarà a Capiago. Dal prossimo anno, per diverse sollecitazioni, il convegno si farà ad Assisi, più centrale rispetto allo stivale, nel mese di luglio.

Di fatto la partecipazione a tale settimana, che coinvolgeva circa duecento persone, divise equamente tra preti, religiose e laici, è stata determinante per la mia vita di sacerdote. Ogni mattina partivo verso le 6 e ritornavo verso le 19, salvo arrivare prima a causa di qualche funerale  o per l’imminenza della festa di sant’Eusebio. Più che un convegno (come si pensa normalmente) si tratta di una serie di momenti: la celebrazione  eucaristica del mattino, due corpose relazioni fatte da diversi padri e madri spirituali, la preghiera personale, lo studio di testi dei padri della Chiesa di oriente, l’assemblea a partire da domande precedentemente scritte. Uno studio spirituale quindi dove le tematiche  (ultimamente a partire dal Credo) vengono vissute in un clima ecclesiale.

La prima scoperta la feci nel 2006 grazie alla “soffiata” di una amica e attratto dal titolo: “Per una creatività pastorale”.  Con mia sorpresa trovai finalmente il quadro teologico chiaro ed ecclesiale che andavo cercando nelle mie ricerche personali, deluso da quel continuo correre senza quasi sapere dove andare, sia nella vita sacerdotale che nella attività pastorale. Il ritorno ai fondamenti della fede cristiana quali la divina umanità di Cristo, la novità della relazione trinitaria a cui possiamo accedere grazie alla Pasqua e grazie all’immersione battesimale, la centralità della liturgia, sono stati alcuni degli aspetti che mi hanno “ribaltato”. Tutto questo ha così sollecitato il mio percorso spirituale, con le adeguate ricadute nella vita da prete. Devo quindi molto a questa esperienza che diventava ogni anno una “grande boccata d’aria fresca” dentro un mondo cristiano legato forse troppo alle proprie capacità organizzative, al continuo fare, alla propria consistenza e impegno sociale, dimenticando quasi il maestro da cui siamo partiti e la Pasqua da cui tutto ha preso il via. E’stato per me un dono avere incrociato questa spiritualità (pur essendo nelle vicinanze solo due o tre preti della diocesi ambrosiana erano presenti, rispetto a sacerdoti provenienti da tutta l’Italia) di cui devo solo rendere grazie e restituire.

Non potevo far cadere allora la possibilità (vista l’assenza di un luogo adeguato e significativo) di realizzare, con padre Marko e la sua equipe, il battistero nella comunità pastorale, concreto luogo che indica il primato della vita nuova scaturita dal fonte e che la liturgia attualizza.  Tre anni dal primo approccio e dall’iniziale progetto; ora, dopo diverse difficoltà incontrate, potremo vedere a breve la conclusione di una opera che sarà interamente … “pagata” dalla Provvidenza. Nel frattempo continuo le mie riflessioni e le mie letture che mi permettono di entrare sempre meglio nella grande ricchezza della fede cristiana. Concluso così questo itinerario, durato nove anni, mi sembra giusto condividere con la mia gente ciò che ha rinnovato il mio sacerdozio e che prima rimaneva nel segreto … dei fatti miei.

don Norberto

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