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La lettera del Vescovo:

a partire dalla lettera dello scorso anno traccia della lettera di quest'anno

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Quando un prete cambia

La prossima partenza di don Marco mi riporta ai vari momenti in cui ho fatto valigie e scatoloni per passare da una parrocchia all’altra. La prima volta dalla  casa paterna a Milano, la seconda volta da Milano a Legnano, la terza volta da Legnano a Busto Arsizio, l’ultima volta da Busto alle belle parrocchie di sant’Eusebio. Nelle prime due destinazioni l’impegno stava soprattutto nell’oratorio ma, con l’arrivo a Busto, iniziava una nuova fase della vita sacerdotale, diventando parroco. Non è una promozione ma un normale movimento all’interno della diocesi ma che rappresenta anche un passaggio interiore e umano. Questa fase assomiglia un po’ a quella che farà don Marco anche se non sarà lui il responsabile ultimo della parrocchia di Nerviano dove andrà. Per me quel cambiamento ha fatto maturare una paternità spirituale che non possedevo ma che emergeva sempre di più a contatto con le persone, piccole e grandi, adulte e anziane. Sono momenti di “salto generazionale” dove emergono energie che non si conoscevano e capacità che non si vedevano. Si resta anche più recettivi e aperti a tutto quello che arriva come regalo e come dono, grazie ad incontri, circostanze, scoperte, iniziative.

Ogni trasloco poi comporta anche una dose di semplificazione rispetto a ciò che si aveva, per esempio, nella libreria, tra le varie cartellette (una volta non si usava la memoria digitale), tra i vari ricordi.  Nello stesso tempo il trasloco obbliga a dare valore ad ogni persona incontrata e a quello che è capitato nella bellezza di molte relazioni.

Certo si lascia un luogo, un oratorio, una parrocchia con una grande dose di commozione, perchè anche un prete sente la fatica nel distacco con quello che esso comporta.  Ci si rimette però in strada davanti a quelle persone che il buon Dio vorrà farci conoscere e a quelle esperienze che avverranno.

Ecco perchè ripensando ai miei passaggi colgo la possibilità per don Marco di  chiudere una fase della sua vita e aprirsi a quella nuova paternità che è dentro il nostro essere preti. Non posso che auguragli la fecondità spirituale e la capacità di accogliere  i regali che una nuova parrocchia e nuove relazioni potranno offrigli. Anche il sottoscritto dovrà rimettersi in movimento in questa nuova fase della vita comunitaria, dovendo ritrascrivere tempi e modi, iniziative e abitudini. Anche l’attuale parroco e la comunità di Sant’Eusebio dovranno mettersi a camminare nel nuovo che  sarà.  Con fiducia però, tanta fiducia!

don Norberto