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Quaresima 2018

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Foglio Quaresima

Esercizi spirituali nella vita corrente

dal 26 febbraio al 2 marzo 2018 - ore 15.30 Morosolo - ore 20.45 Barasso

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Con un nuovo Confratello

Immagino che sia stato faticoso il trasloco di don Marco non solo dal punto di vista fisico, quanto dal punto di vista affettivo. Dire o sapere di cambiare parrocchia è una cosa, fare scatoloni e dormire  fisicamente in un altra stanza è un’altra cosa. Mentre vedo un camion che carica scatole e mobili, prendo coscienza di essere solo come prete in parrocchia, senza la presenza quotidiana di un confratello. Lo sapevo, l’avevo annunciato in chiesa ma ora è reale. Pur avendo a breve la presenza di un diacono e quindi poi di un confratello più giovane, di fatto ci sarà un periodo di tempo in cui si starà soli. Non è una solitudine monastica dal momento in cui continueranno e si svilupperanno molti contatti vivi e belli. Parlo solo della sensazione di essere, come prete, senza una continua relazione con un altro sacerdote.

Mentre raccoglievo questa concreta situazione ed ero in casa a pregare un po’, mi è venuta una veloce intuizione: “Starò allora Io con te!”. Un attimo. “Allora forse, Signore, dovrò di più accorgermi della tua presenza”. Un pensiero improvviso ma molto chiaro affinché mi ricordassi sempre che tutto quello che un prete fa, ha sempre in sé una presenza del Signore, anche se non è sempre consapevoli dal momento che c’è un altro confratello o che ci sono diverse cose da organizzare. Quando poi, come in questo caso, si constata di essere soli, è come se venisse alla luce ciò che è nascosto: ciò che di fatto è venuto alla luce. E’ come se fosse passato uno spiffero di pace e di consolazione.

Allora bisognerà accorgersi di più che in macchina, da una parrocchia all’altra, avrò seduto di fianco sempre qualcuno; dovrò accorgersi che, in una riunione, una sedia sarà sempre occupata prima ancora che arrivino le persone; accorgermi anche che, mentre dico una delle tante messe, colui di cui parlo ė li che mi ascolta, forse mi sorride davanti a qualche strafalcione che faccio mentre predico o forse approva con il suo profumo le parole che dico, tanto da farle le arrivare dove devono giungere. E allora, mentre auguro la fecondità spirituale a don Marco nella sua nuova missione (come ho già scritto), non posso fare la vittima davanti al fatto di essere da solo a girare le quattro parrocchie. Forse mi devo girare più spesso di fianco o girarmi dietro e riconoscere un altro confratello, quello che inizia con una lettera maiuscola: il Confratello.

Don Norberto