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Le persone

Giornata di spiritualità in Avvento

Sabato 23 novembre 2019

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Lo spirito delle cose

IL CEROTTO PER LE FERITE DELL’ANIMA
Copriamo tagli, ferite, escoriazioni: abbiamo il compito di proteggerle da tutto ciò che le potrebbe infettare. Siamo cerotti dalle più svariate forme e misure, alcuni di noi sono anche decorati: sembra che il ginocchio sbucciato di un bambino guarisca prima se ci pensa un personaggio di Disney o addirittura lo faccia sorridere della sua sventura, sembra che i piccoli non abbiano ferite, sembra!!Possiamo nascondere le cicatrici ma, solo quelle che si vedono, per le altre mai niente potrà sostituire il “cerotto” dell’anima.  E’  l’incontro con il Suo sguardo, non esiste nulla di più bello… “Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me”, dice il salmista. Nessuno ci amerà mai come ci ama Lui.

Trovata una citazione a proposito:
Penso che ognuno di noi abbia una ferita. E fino a quando non scopri la tua ferita su quella di Cristo, non farai altro che cercare di curartela. Quante volte capita di vedere come le persone, a causa di una ferita, leggono tutto in un modo distorto: la storia, gli incontri, le parole, i gesti, tutto ciò che le circonda…Tutto è visto nell’ottica della ferita. L’unico modo di uscirne è scoprire che questa ferita partecipa della ferita di Cristo, e quindi del suo passaggio al Padre.

Noi con il battesimo veniamo innestati in Cristo attraverso il passaggio obbligatorio del nostro percorso di figli di Adamo – cioè la morte. Cristo ci raggiunge nella morte e fa della nostra morte una morte simile alla sua. E come moriamo con Lui, così anche risuscitiamo in modo simile a Lui. Dalle acque battesimali noi ci alziamo con le ferite di Cristo. Anche se queste stigmate non si vedono, le sentiamo ogni volta che viviamo l’amore.

La ferita… La ferita di Cristo rimane, perciò la sua ferita rende visibile che l’amore è eterno, che tutto passa, ma l’amore rimane. La risurrezione fa vedere Cristo in una forma diversa – la sua figura è cambiata al punto che nessuno lo ha riconosciuto immediatamente, ma la ferita è rimasta e non è un caso che sia stato riconosciuto proprio da quella. Così anche noi ci riconosceremo tramite il prezzo dell’amore. Perché, quando l’amore è vero, passa il triduo pasquale e lascia una traccia. E’ sarà proprio quella traccia a farci riconoscere. Ecco, vorrei che tutto questo fosse visibile nei nostri mosaici  (Padre Marko Rupnik)

Alessandra