Perle in giro (e trentadue)
Loading…

Festa dell'Assunta 2018

dal 11 al 17 agosto 2018

Programma

Gita pellegrinaggio a Oropa

Venerdì 17 agosto 2018

Info

Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

Info

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

Vai al calendario
  • 0
  • 1
  • 2
  • 3

Perle in giro (e trentadue)

LA DIREZIONE SPIRITUALE
Henri Nouwen non ha scritto tecnicamente questo libro, e tuttavia le parole e la sapienza sono sue. Durante la sua vita ha scritto soltanto un articolo che aveva come titolo le parole Direzione spirituale, e ha tenuto soltanto alcuni corsi sulla “direzione spirituale”. Il libro che avete in mano è un libro postumo di Henri stesso su questo tema. E’ stato elaborato man mano che i curatori del libro andavano identificando trame di sapienza senza tempo e di guida personale contenute nei suoi tanti sermoni, articoli, brani di diario, note per le sue lezioni, manoscritti inediti e scritti pubblicati, adattando per un uso pratico i loro contenuti fondamentali. Il processo di elaborazione, durato due anni, richiedeva il permesso della Henri Nouwen Literary Trust, per ricontestualizzare  Henri, aggiornare il suo linguaggio, mettere a fuoco la sua sapienza; in vari casi abbiamo costruito delle transizioni, che confidiamo siano fedeli al suo significato e al suo stile. Confidiamo che il dono della sapienza e dell’amicizia che egli ci ha dato in vita continui a ispirare altre esistenze negli anni a venire.

Quando era giovane prete, Henri Nouwen concepiva la direzione spirituale come una relazione formale di supervisione e di sincera apertura tra un maturo leader spirituale e un nuovo prete o un nuovo ministro. Più tardi, nella sua vita, ha preferito il termine amicizia spirituale, o amico dell’anima, che trasmetteva il senso del dare e prendere, necessario in un processo di sincera disponibilità spirituale e di formazione della fede. Per Henri il direttore spirituale era semplicemente uno che parla con te e prega con te in merito alla tua vita.

La direzione spirituale, come la concepiva Henri, può quindi essere definita una relazione intrapresa da qualcuno che è spiritualmente in ricerca e trova una persona di fede matura, disposta a pregare e a rispondere con saggezza e comprensione alle sue domande su come vivere spiritualmente in un mondo di ambiguità e di distrazione. La vita spirituale, dice Henri, poggia su un paradosso: “Senza la solitudine è praticamente impossibile vivere una vita spirituale”. Eppure, non possiamo vivere la nostra vita spirituale da soli. Pur avendo bisogno della solitudine per conoscere Dio, ci è necessaria una comunità fedele che ci aiuti a rendere conto di noi stessi. Dobbiamo imparare come prestare ascolto alla parola di Dio, sempre presente nel nostro cuore. Abbiamo bisogno di discipline di studio e di pratica spirituale per discernere la parola di Dio nelle parole della Scrittura.

Henri ha creato comunità dovunque sia andato, e in quelle comunità ha offerto direzione spirituale, talvolta formalmente, ma nella maggior parte dei casi in colloqui informali e nell’amicizia. E’ anche stato direttore spirituale di molti attraverso la corrispondenza personale, l’insegnamento pubblico, gli scritti pubblicati. Prima di morire ha detto agli amici che dopo la sua morte il suo spirito sarebbe rimasto accessibile a quelli che amava e che lo amavano. Confidiamo perciò che vi sia possibile qui e ora l’esperienza della direzione spirituale di Henri Nouwen, mediante la forza della parola scritta e l’opera dello Spirito Santo.

Molti cercano nei libri di Henri una guida spirituale. E tuttavia molti di noi avrebbero voluto potersi sedere proprio a fianco di Henri e porgli le nostre più pressanti domande spirituali. Questo non può più accadere. Fisicamente Henri ora non c’è più. Abbiamo allora cominciato a provare il desiderio di un libro che avrebbe condotto per mano i lettori attraverso le grandi questioni che molte persone affrontano quando cominciano a esplorare intenzionalmente le domande spirituali universali e ricercano una guida.

Il nostro intento è consentire di vivere con Henri Nouwen l’esperienza della direzione spirituale, mediata dai suoi scritti e dagli esercizi da lui raccomandati. Il manoscritto che abbiamo curato rappresenta, crediamo, una sorta di “Henri pregiato”, il pensiero più recente e maturo e la presenza di relazione di Henri nella pratica vissuta dell’offrire e ricevere una direzione spirituale. Il libro è stato pensato per essere letto due volte: la prima volta rapidamente e tutto d’un fiato, forse in una sola tornata; la seconda volta lentamente e riflettendo, forse un capitolo alla settimana per dieci settimane. Puoi leggere i capitoli in solitudine o in comunità, in sequenza oppure no, a seconda dei tuoi interrogativi, dei tuoi bisogni, dei tuoi interessi.

Ora Henri se n’è andato, ma la sua sapienza rimane. Possiamo ancora collegarci al suo spirito mediante la forma scritta. Nella sua assenza fisica dobbiamo affidarci ancora di più alla vera guida e al vero direttore della vita spirituale, che naturalmente è lo Spirito Santo. Noi crediamo che Henri approverebbe questa memoria e, come faceva durante il tempo della sua vita, ci additerebbe continuamente Dio, il datore, fattore e scultore delle nostre vite.

Michael J. Christensen – Rebecca J. Laird

Iniziando insieme questo itinerario nella direzione spirituale vorrei invitarvi a creare nella vostra vita uno spazio per Dio. Occorrono tempo e impegno. L’impegno nella direzione spirituale dà l’opportunità di un’amicizia spirituale e offre il tempo e la struttura, la sapienza e la disciplina, atti a  creare nella vostra vita uno spazio sacro nel quale Dio può agire. Creando uno spazio sacro voi vi riservate una parte di voi stessi, impedendo che la vostra esistenza sia totalmente presa, occupata o preoccupata. La direzione spirituale appone un “indirizzo” sulla casa della vostra vita, affinché Dio possa “indirizzarsi” a voi in preghiera. Quando ciò accade la vostra vita comincia a trasformarsi in un modo che non avreste immaginato o pianificato, perché Dio opera in maniere meravigliose e sorprendenti.

Lo scopo della direzione spirituale è la formazione: la capacità sempre crescente di vivere una vita spirituale con il cuore. La vita spirituale non si può formare senza disciplina, pratica e disponibilità a rendere conto di sé. Vi sono molte discipline spirituali; quasi tutto ciò che ci chiede di rallentare con regolarità e di dare ordine al nostro tempo, ai nostri desideri e pensieri, contrapponendosi all’egoismo, all’impulsività o a una frettolosa confusione mentale, può essere una disciplina spirituale.

A mio parere, almeno tre discipline, o pratiche spirituali classiche, sono particolarmente utili in un rapporto di direzione spirituale; esse possono aiutare a creare in noi uno spazio per Dio: la disciplina del “cuore”, la disciplina del “Libro” e la disciplina della chiesa o della comunità di fede.

La prima e la più essenziale pratica spirituale che la disciplina spirituale deve chiedere di perseguire è la disciplina del “cuore”. L’introspezione e la preghiera contemplativa sono un’antica disciplina mediante la quale cominciamo a vedere Dio nel nostro cuore. La preghiera interiore è la profonda attenzione a Colui che dimora al centro del nostro essere. Attraverso la preghiera ci risvegliamo al Dio che è in noi. Con questa pratica consentiamo che Dio entri nel palpito del nostro cuore e nel nostro respiro, nei pensieri e nelle emozioni, nel nostro ascoltare, vedere, toccare e gustare, in ogni lembo del nostro corpo. E’ la nostra attenzione al Dio in noi che ci consente di vedere sempre meglio Dio nel mondo intorno a noi. La disciplina del cuore ci rende consapevoli che pregare non è soltanto ascoltare, ma ascoltare con il cuore. La preghiera ci aiuta a stare alla presenza di Dio con tutto ciò che abbiamo e siamo: dobbiamo prestare ascolto alla voce di Dio e lasciare che Dio ci parli in ogni angolo del nostro essere.

E’ molto difficile farlo, perché siamo pieni di paura e di insicurezze; continuiamo a nasconderci da Dio e dagli altri. Tendiamo a presentare a Dio e agli altri soltanto le parti di noi con le quali ci sentiamo relativamente a nostro agio, e pensiamo che possano suscitare una risposta positiva. La nostra vita di preghiera diventa allora selettiva e parziale. E’ evidente che la disciplina del cuore richiede una direzione per consentirci di superare le paure, per approfondire la nostra fede e comprendere meglio chi è Dio per noi.

Una seconda disciplina che intendiamo essenziale nella direzione spirituale è la disciplina del “Libro”, in cui guardiamo a Dio attraverso la lectio divina: la lettura sacra delle Scritture e di altri scritti spirituali. Allorché ci impegniamo a vivere una vita spirituale, dobbiamo prestare ascolto, in modo personale e intimo, alla parola di Dio come ci perviene attraverso le Scritture. La disciplina del Libro è la disciplina della lettura della meditazione devota di un testo sacro che conduce alla preghiera. Meditazione significa lasciare che la parola discenda dalla nostra mente al nostro cuore, e diventi così incarnata. Meditazione significa nutrirsi della parola, digerirla e incorporarla concretamente nella nostra vita. Meditazione è la disciplina attraverso la quale lasciamo che la parola di Dio diventi una parola per noi e trovi ancoraggio al centro del nostro essere, oltre a essere la sorgente delle nostre azioni. In tal modo la meditazione è una costante incarnazione di Dio nel nostro mondo.   La disciplina del Libro ci guida sulla strada della vera obbedienza interiore. Grazie alla pratica regolare della meditazione sulla Scrittura noi sviluppiamo un orecchio interiore che ci permette di riconoscere la parola di Dio che parla direttamente ai più intimi bisogni e aspirazioni.La pratica quotidiana della lettura sacra trasforma con l’andare del tempo la nostra identità personale, le nostre azioni e la nostra comune vita di fede.

La terza disciplina chiave della direzione spirituale è la disciplina della chiesa o della comunità di fede. La pratica spirituale richiede che si sia in relazione con il popolo di Dio, testimoniando della presenza attiva di Dio nella storia e nella comunità “dovunque due o tre sono radunati nel mio nome”.

La comunità di fede ci ricorda continuamente che ciò sta accadendo realmente nel mondo e nella nostra esistenza. La liturgia e il lezionario della chiesa – le preghiere comunemente usate, i riti, i passi della Scrittura e il calendario che segue la vita di Cristo durante tutto l’anno – dispiegano per noi, per esempio, la pienezza dell’evento Cristo. Cristo viene, Cristo nasce, Cristo si manifesta al mondo, Cristo soffre, Cristo muore, Cristo è resuscitato, Cristo ascende al cielo, Cristo manda lo Spirito Santo. Questi eventi non sono semplicemente eventi avvenuti tanto tempo fa e che vengono ricordati con una certa malinconia, ma eventi che accadono nella vita quotidiana della comunità cristiana. Nella vita di Cristo e attraverso di essa, richiamata nella comunità e nel culto, Dio ci fa riconoscere la sua presenza attiva. E’ questo il messaggio dell’Avvento, del Natale, dell’Epifania, della Quaresima, della Pasqua, dell’Ascensione e della Pentecoste. La chiesa richiama la nostra attenzione sugli eventi divini che permeano tutta la storia e che ci permettono di dare senso alla nostra stessa storia.

Ascoltare la chiesa è ascoltare il Signore della chiesa. Questo significa in modo specifico prendere parte alla vita liturgica della chiesa. Durante il periodo dell’Avvento, del Natale, della Quaresima, della Pasqua, dell’Ascensione e della Pentecoste, vi sono feste, celebrazioni e tematiche che c’insegnano a conoscere meglio Gesù e a unirci più intimamente alla vita divina nella comunità di fede. Più lasciamo che gli eventi della vita di Cristo ci informino e ci formino, più saremo in grado di collegare le nostre storie quotidiane con la grande storia della presenza di Dio nella nostra vita.

Queste tre discipline – il cuore, il Libro e la chiesa – richiedono discernimento spirituale, disponibilità ad aprirsi e direzione, al fine di superare la sordità e la resistenza e di diventare persone libere e obbedienti, che ascoltano la voce di Dio anche quando ci chiama in luoghi sconosciuti.

Se siete interessati a partire per questo viaggio, ho molto di più da dirvi, perché il cammino della vita spirituale chiama non soltanto alla decisione e alla disciplina, ma anche a una conoscenza esperienziale del terreno che si deve attraversare. Non vorrei che doveste errare nel deserto per quarant’anni, come i nostri antenati. Non vorrei eppure che doveste dimorarvi a lungo quanto me. Pur rimanendo vero che ciascuno deve imparare da sé, credo giusto ammonire quelli che amiamo affinché non facciano i nostri stessi errori. Sul terreno della vita spirituale abbiamo bisogno di guide. Io vorrei essere la vostra guida: spero siate interessati a camminare insieme.

Henri J. M. Nouwen

Dalle parole di consiglio che Rainer Maria Rilke dà a un giovane poeta  “ciò che accade nel tuo io più intimo è degno di tutto il tuo amore. Voglio chiederti per quanto è possibile di essere paziente verso tutto ciò che vi è di irrisolto nel tuo cuore e di cercare di amare le domande stesse. Non cercare risposte che non potranno esserti date perché non saresti capace di viverle. L’importante è vivere ogni cosa, vivi le domande adesso. Forse gradualmente, senza accorgertene, vivrai un giorno lontano nella risposta. Prendi tutto ciò che viene con fiducia.”

Vivere le domande richiede che prima si guardi in se stessi, confidando che Dio è presente e all’opera dentro di te: è un compito difficile. Talvolta, vivendo le domande si trovano le risposte (Nouwen).

Il cammino non è facile, anzi, è difficile, ci sono i deserti da attraversare, fiumi da risalire e abissi in cui sprofondare e… Dio entrerà al centro della nostra vita!

Teresa