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L’inchiostro simpatico

puntina

Negli anni giovanili mi è capitato spesso di organizzare la caccia al tesoro per i ragazzi dell’oratorio o, una volta a Legnano, una caccia al tesoro con la radio locale e squadre in macchine che dovevano fare un determinato percorso tra la città e i paesi vicini. Tra i vari modi di comunicare, nei vari biglietti nascosti, c’è anche quello del messaggio scritto con “l’inchiostro simpatico”. Vecchia tecnica dove l’inchiostro è  il succo di limone. Con una punta si intinge e poi si scrivono sul foglio bianco le varie parole: quando il limone si asciuga, ovviamente sparisce. Per leggere basta prendere un accendino o una candela e, attenti a non bruciare, basta scaldare il foglio per far compare la scritta. Riferendomi sempre alla caccia al tesoro, si notava subito la squadra alle prime armi perchè contestava al giudice il fatto che “sul foglio non c’è scritto nulla”.  Solo dopo aver fatto un po’ penare le persone, si dava l’indicazione giusta per potere rendere visibile il messaggio.

Se è vero che il  Buon Dio ha un suo inchiostro per comunicare, deve per forza assomigliare a quello simpatico, chiaro ai suoi occhi e incomprensibile ai nostri, perchè appunto “divino”. Basterebbe ricordare allora quel calore o quel fuoco capace di rendere leggibile il messaggio divino. Quando si parla di Spirito Santo, non si parla proprio di fiamma e di calore? Forse è l’unico modo per rendere leggibile ciò che Dio va dicendo e scrivendo nella coscienza.

Le pagine dell’agenda 2015 non sono tutte bianche, perchè ancora da scrivere, anche se in parte è vero. Potrebbero essere già scritte da una mano misteriosa con lo stile di un inchiostro divino, invisibile ai nostri occhi e quindi … incomprensibile per ora. Ci vorrà solo la pazienza di mettersi là dove la luce divina rende visibile ciò che è nascosto. Grazie allora all’ultimo pensiero della rubrica “Lo spirito delle cose”: un ritorno agli anni lontani quando si giocava con il limone e con i fogli ma anche un piccolo richiamo a me e a tutti, a scoprire le belle parole che il buon Dio ha già scritto in noi. Si può non fare nulla e lasciare i fogli in bianco ma sarebbe un peccato quando invece basterebbe, per comprendere, una semplice invocazione: “Vieni luce di Dio”. Si potrà allora continuare la caccia al tesoro e, a poco a poco, arrivare a trovare quel benedetto Tesoro!

don Norberto

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