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La lettera del Vescovo:

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La clemenza di Dio (penultima dopo l’epifania)

Non sempre l’immagine che ci facciamo degli altri corrisponde alla realtà e questo vale, molto spesso, anche per il Signore.

Nella stagione in cui è molto facile “conoscersi”, dobbiamo ammettere che la “conoscenza” di cui spesso parliamo è molto più vicina alla conoscenza di una notizia che alla conoscenza di una persona; figuriamoci poi la conoscenza di Dio, che passa poi attraverso tutti quelli che conosciamo e che, a vario titolo, ci parlano di Lui.

Così la liturgia di questa domenica ci invita a “conoscere” il Signore guardandolo con gli occhi del profeta Osea, con quelli di Abramo, con quelli della donna peccatrice e con quelli del fariseo Simone. E quindi con i nostri occhi e con i loro, messi tutti insieme.

Per riconoscere, nella manifestazione del Signore, la grande volontà di Dio di abitare in mezzo a noi e di farci fare la sua “conoscenza”. E’ un invito a cui non possiamo sottrarci: ne va non solo del nostro rapporto con Lui, ma anche del nostro essere “uomini”, persone in relazione, che sanno l’importanza di “conoscere” …

Domenica Penultima domenica dopo l’Epifania, detta “della divina clemenza” – 7/8 febbraio 
1.a lettura Osea 6, 1 – 6: Poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.
2.a lettura Galati 2, 19 – 3, 7: Come Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato cme giustizia, riconoscete dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede.
Vangelo Luca 7, 36 – 50: Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo.