Questione di "identità" (Inizio di Quaresima)
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Questione di "identità" (Inizio di Quaresima)

Il nostro “cammino” di Quaresima (=40 giorni) inizia con sullo sfondo un “segno” nuovo: un nuovo Battistero per la comunità pastorale Sant’Eusebio.

Il “segno” del Battistero, infatti, illumina fin dall’inizio la conclusione del “cammino” che avviene con la “veglia pasquale”, in cui la Chiesa celebra la vittoria di Gesù sulla morte, rinnova le “promesse” battesimali  ed accoglie i “rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo”.

Così ì quaranta giorni che ci separano dalla veglia pasquale sono “il” cammino con cui il credente è invitato a “far luce”, a verificare il proprio percorso, a riscoprire la propria “identità”, in cui siamo stati introdotti proprio con il battesimo.

“Se tu sei il figlio di Dio”, dice il diavolo (=avversario) come sfida a Gesù, facendo leva sul senso comune, che ci vuole sempre sensibili al possesso, alla gloria e al potere … Come non riconoscere nelle risposte di Gesù la consapevolezza della propria “identità”?

Noi, infatti, non siamo fatti per il possesso, per la gloria e per il potere (visibili) ma per la vita, per la relazione con Dio e con gli altri (invisibile)! Così riscoprire la propria “identità” di “figli di Dio” è anche riscoprire la nostra diversità, indagarla, comprenderla!

Ci introduciamo così nel “cammnino” di Quaresima facendo “silenzio”, mettendoci in ascolto; per imparare ad ascoltare la Parola e farla riecheggiare; per mettere a tacere la nostra voce e fare spazio; per riscoprire la nostra “identità”!

Domenica Domenica all’inizio di Quaresima – 21/22 febbraio
1.a lettura Isaia 57, 15 – 58, 4a: In un luogo eccelso e santo io dimoro, ma sono anche con gli oppressi e gli umiliati, per ravvivare lo spirito degli umili e rianimare il cuore degli oppressi.
2.a lettura 2ª Corinzi 4, 16b – 5, 9: Noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma sue quelle invisibili, perchè le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne.
Vangelo Matteo 4, 1 – 11: “Se tu sei figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane”.