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Iniziamo... insieme!

Anno oratoriano 2018-2019 - Festa della Comunità dal 27 al 30 settembre 2018

Programma

Proiezione film: Maria Maddalena

Giovedì 27 settembre 2018 ore 21.00 - Oratorio di Casciago

Locandina

PERCORSO FIDANZATI 2018 - 2019

PRIMO INCONTRO SABATO 13 ottobre ore 21.00 Parrocchia di Casciago

Locandina
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Per una grande santa: Teresa D'Avila, 500 anni fa

Teresa2PERLE IN GIRO (e trentotto)

Chi è Cristo per Teresa d’Avila? Domanda profonda, esistenziale, simile a quella che un giorno Gesù rivolse ai suoi discepoli a Cesarea di Filippo. E’ a partire da questa domanda che viene qui tentata una proposta di riflessione teologica, quale chiave d’interpretazione del vissuto esperienziale di Teresa, in cui il Cristo, Verbo incarnato, appare come unico protagonista. E’ la stessa Teresa che, attraverso i suoi scritti, guida nella penetrazione del mistero del Cristo nel suo duplice volto di Dio e uomo e celebrato come amore sponsale nel più profondo del suo essere.

Attraverso un’esperienza gratuita, che l’avvolge e la riempie tutta, Teresa percepisce, grazie all’azione dello Spirito santo, la presenza di Cristo, nella sua realtà di uomo, accanto a lei: “Mi sembrava che Gesù Cristo mi camminasse sempre a fianco e, poiché non era una visione immaginaria, non vedevo in che forma, ma sentivo ben chiaramente che stava sempre al mio lato destro e che era testimone di tutto quanto facevo, e mai, se mi raccoglievo un poco o non fossi molto distratta, potevo ignorare che mi era vicino”. Si tratta di un’esperienza totalizzante, in cui Teresa si accorge di amare Dio con un amore nuovo e ardente.

Teresa1Gesù Cristo vero Dio e vero uomo è, dunque, al centro della sua vita. Per questo motivo, quando fondò il monastero di san Giuseppe in Avila, volle significativamente aggiungere al suo nome quello di Gesù. Il Verbo incarnato resta la principale chiave di lettura di tutta la vicenda umano-spirituale, il segreto di tutta l’esistenza teologica di Teresa di Gesù.

Anche la ricerca dei titoli dati da lei a Cristo può introdurci facilmente nella sua “cristologia esistenziale”, reperibile del resto in ogni sua opera. Cristo, vero Dio e vero uomo – sintesi che Teresa definisce “sacralissima umanità” – è, al tempo stesso, principio della sua vita cristiana e meta ultima della sua vita di preghiera: la divinizzazione, ossia la partecipazione alla stessa condizione del suo amico e Signore Gesù Cristo.

La persona di Gesù è, dunque, al centro dell’esperienza mistica, ma non meno reale, di Teresa. Incontrando l’uomo-Dio, ella entra in intimo contatto con l’umanità concreta e gloriosa del Salvatore e, in questo modo, sperimenta la Maestà divina, arcana e affascinante a un tempo. In questa sublime esperienza, Teresa tiene saldamente unite le due dimensioni del mistero del Cristo, cioè quella umana e quella divina.

Teresa4E’ la parola di Dio, meditata, gustata e assimilata, che consente a Teresa di penetrare nei misteri della vita del Cristo, soprattutto nella sua passione, morte e risurrezione. In tal modo ella conferma quel filone biblico che considera Dio vicino all’uomo, dentro ogni uomo, intimo all’uomo, collocandosi così nel solco della tradizione spirituale di Paolo di Tarso, di Francesco d’Assisi, di Antonio di Padova, di Bernardo, di Caterina da Siena, santi devotissimi dell’umanità del Cristo.

L’intenso desiderio di conoscere Dio, nella persona del suo Figlio si traduce, per Teresa, in un’aspirazione che percorre tutta la sua esistenza storica e teologica.

Iconografa – B. Tenore                  

La figura del  Cristo, Verbo incarnato, domina la vita di Teresa e si esprime come attenzione continua o, più ancora, come contemplazione mistica. Nella sua sensibilità di donna affascinata dal Cristo, il Verbo divino è pertanto per Teresa Dio-Uomo, indissolubilmente: è impossibile separare la divinità del Cristo risorto dall’umanità della sua esistenza terrena. Per questo motivo, con tutta la forza del suo cuore ella può esclamare con Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. Ma tale risposta, come quella dell’apostolo Pietro, non è frutto della sua umana considerazione, impotente dinanzi al mistero di Dio, bensì dono del Padre altissimo.

Tutto ciò costituisce l’obiettivo perseguito in questo approccio teologico, per nulla esaustivo. Esso contempla diversi momenti di riflessione o approfondimenti, che si dipartono come raggi di una ruota dal nucleo centrale di tale ricerca. Si tratta, quindi, solo di una ricerca introduttiva alla cristologia esistenziale di Teresa. L’intento di questa antologia di testi cristologici teresiani è quello di mettere in luce la dimensione fondamentale dell’esperienza di Cristo negli scritti di Teresa, che si fanno eco della sua preoccupazione principale: l’incontro con Gesù Cristo, Verbo incarnato, Parola vivente e presente fra noi nel mistero della sua umanità.

Teresa5Teresa non scrive con la penna del teologo. Sarebbe fatica inutile voler trovare nei suoi libri una cristologia completa. E le sue riflessioni non seguono un ordine logico; si può però notare in esse una crescente intensità di penetrazione dei misteri di Cristo. Di importanza decisiva sono invece i suoi incontri con il Signore, con il Maestro interiore, il Re, Ospite e Amico dell’anima, amato, come Sposo divino, al di sopra di tutto e appassionatamente difeso. Da lui riceve avvisi e illustrazioni dei divini misteri, che ella ritiene ben più importanti di quelli ricavati dai libri. “Non mancare di scrivere gli avvisi che ti do”, le dice il Signore. “Perché pensi di perdere tempo a scrivere quelli che ricevi da me?”.

Iconografa – B. Tenore   

E Teresa obbedisce al comando divino. Così nasce la sua “cristologia” e così, appoggiata alla divina parola e sostenuta dalla grazia di Cristo, la insegna e la trasmette alle sue monache carmelitane. In essa tutto si costruisce sulla presenza profondamente “personale” del Signore, la quale, come principio di finalità dell’esistenza consacrata, trasfigura totalmente la comunità. Teresa non si stanca di ricordare che queste sue comunità si realizzano attraverso la comunione al Cristo e al suo regno, attraverso la vita donata a lui nella partecipazione alla sua morte, vita che verrà trasfigurata al contatto con il Cristo risorto.

 

Solo i santi sanno introdurci nella pienezza dei misteri di Dio e del Cristo! Teresa nasce il 28 marzo del 1515 e il 4 aprile  fu battezzata nella parrocchia di San Juan ad Avila.

Oggi, cinquecento anni dopo, ricordiamo la sua nascita, il sabato della Traditio Symboli,  e il suo battesimo nella notte della veglia pasquale.

Una grande donna di Dio che attraverso la sua vita e i suoi scritti riesce a condurci per un cammino che ci farà trovare tra le braccia del buon Dio.

“L’intenso desiderio di conoscere Dio nella persona del suo Figlio. Nella sua sensibilità di donna affascinata dal Cristo, il Verbo divino è pertanto per Teresa Dio- Uomo, indissolubilmente : è impossibile separare la divinità del Cristo risorto dall’umanità della sua esistenza terrena”. Con Dio nel cuore non manca nulla: Dio solo basta.

Teresa …come meDiodellamiavita