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Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

Programma

QUATTRO MARTEDI' nel tempo di pasqua

PRIMO INCONTRO -Martedì 10 aprile 2018 ore 21.00 - Guida don Giuseppe -Oratorio di Luvinate

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Pellegrinaggio a Lourdes con i malati UNITALSI

IN PULMAN 23 - 29 maggio 2018 / IN AEREO 24 - 28 maggio 2018

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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A proposito di preti

puntinaNon si spegne il calore vissuto nei giorni in cui si è realizzato il mosaico e poi si è inaugurato il fonte battesimale. Nei giorni che precedono la Pasqua, mentre la gente entra in chiesa e si ferma con la faccia all’insù, ritornano immagini e nascono pensieri. Uno di questi mi viene alla mente nel momento in cui si stavano concludendo i lavori. Era commovente raccogliere i complimenti da parte dei sacerdoti artisti che, con padre Marko, stavano sul ponteggio tra pietre, spatole e colle. Si tratta di sacerdoti provenienti da diversi paesi quali il Brasile, l’isola di Malta, la Cina continentale, la Spagna, la Polonia e l’Italia. Da più di uno e più volte mi veniva detto: “Fortunato tu che potrai battezzare in questo fonte così bello!”.

Dare mano e occhi, offrire fatica e attenzione ad un luogo liturgico come un battistero, un altare, un presbiterio e … non poterlo mai usare: ecco il pensiero che mi ritorna ora mentre guardo il battistero e inizio a confessare dentro quello spazio liturgico.

Gli artisti, preti e non, vivono nel Centro Aletti per quattro anni circa, formandosi, imparando la tecnica del mosaico, vivendo una vita comunitaria insieme ad altri che vengono da diverse parti del mondo o sono di un altra tradizione cristiane come quella ortodossa. Vanno poi nei cantieri a contatto con secchi, chiodi, e polvere. Sono fermi sul ponteggio per determinare una linea con le pietre oppure per riempire uno spazio con i vari tipi di marmo. Coloro che hanno lavorato qui a Casciago sono stati in diversi cantieri, da quelli molto grandi a quelli più piccoli, muovendosi in tante parti del mondo a partire dal 1999.

Da due di loro mi è stato riferito che una signora della parrocchia si è accostata per contestare lo sperpero di soldi e di oro per la famosa cripta della chiesa di San Giovanni Rotondo (su quella opera si è scritto di tutto e di più!). In coda alla critica la signora si esprimeva con parole simili a queste:” Mi hanno detto poi che ci sono anche dei sacerdoti! Invece di andare nelle parrocchie stanno lì a fare gli artisti”. Non sapeva la signora che uno delle due persone che ascoltavano era proprio un prete della diocesi di Acerra. Don Luigi allora si è un po’ prestato al gioco dicendo che anche lui non capiva come un prete potesse stare su un ponteggio, lasciando andare soddisfatta la signora per il suo sfogo.

Non so cosa spinga un prete a chiedere al vescovo di fare una esperienza di lavoro e di formazione di questo tipo. Intuisco pero che per lui e per la sua diocesi sia un investimento, anche perché, ritornando alla rispettiva diocesi, potrà continuare nella pratica artistica e mettere nella pastorale uno stile di attenzione alla liturgia e alla vita spirituale.

Cosa cambia tra la vita di quei preti e la mia? In fondo anche io sono “in prestito” alla comunità pastorale di sant’Eusebio, così come sono stato “in prestito” nella parrocchia di San Pietro in Sala a Milano, nella parrocchia del Redentore a Legnano, nella parrocchia di Madonna Regina a Busto Arsizio. Forse il termine “in prestito” non è corretto ma indica che si è un po’ pellegrini, chiamati a vivere in una comunità il tempo necessario per far passare la Grazia del Signore e ricevere, nello stesso tempo, gli abbondanti doni presenti nel popolo di Dio.

Rimane quella sana invidia nei miei confronti che raccoglievo per il fatto di stare in una chiesa dove la centralità dell’evento battesimale diventa forte ed evidente grazie all’arte sacra, modellata dalle loro mani. Questo però mi obbligherà ad avere la stessa libertà e distacco interiore nel non considerare come “roba mia” ciò che è solo della Chiesa, così come mi hanno testimoniato la presenza di questi preti. Terrò presente le loro facce e quel poco che siamo riusciti a scambiare di noi e del nostro modo di esercitare il ministero, immaginandoli ora dietro ai volti di quel grappoli di santi presente sulla parete del mosaico, così che dovranno per forza … essere presenti ad ogni battesimo: la comunione spirituale si esprime anche in questa unione sacerdotale che nasce proprio il giovedì santo e che rimane nel tempo.

don Norberto