Lo spirito delle cose
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Lo spirito delle cose

immaginetta1IL SEGNALIBRO DEL SILENZIO
Una bella donna di Dio mi ha messo tra le mani un dono, un segnalibro, sul quale sono trascritte alcune parole del card. Martini: “C’è nel mistero del silenzio una relazione con l’origine di tutte le cose, con l’origine stessa del divino; il divino stesso si esprime nascendo dal silenzio. Ogni creatura è quindi segnata da silenzio e parola. Il rapporto parola/silenzio è un rapporto organico, in cui il silenzio ha il significato di preparare la parola giusta. La parola, è l’esplosione il grido, l’espansione di una ricchezza che sta dentro la persona.

Il silenzio non porta all’isolamento il silenzio ha una forza di comunione che mette in comunione con tutte le creature e in particolare con tutte le persone che pensano, sperano e amano. Perciò il silenzio può essere molto opportunamente vissuto insieme ed è questa la grande esperienza monastica, la comunione anacoretica: nella solitudine si fa comunione. Perciò tutte le volte che viviamo esperienze profonde con gli altri,  talmente profonde che abbiamo bisogno proprio di fare silenzio perché dobbiamo interiorizzarle, noi vediamo che la nostra comunione si accresce e diventa una forza che, portandoci in relazione con l’originaria forza divina creativa, riesce a rinnovare le cose.”

Non poteva esserci unione più perfetta: un segnalibro e il silenzio! Un semplice cartoncino per quando la lettura si ferma, per poter ricominciare dall’ultima parola letta: un segno di silenzio tra una pagina e l’altra.

Ma, esiste una lettura che non necessita di alcun segnalibro, non serve sapere dove eravamo “rimasti” perché è come se non avesse né inizio né fine. E’ il Libro, la Parola, la voce di Dio che entra in noi tutta avvolta in un meraviglioso silenzio: non si può mettere un “segno” al divino, non si può interrompere o fermare.

E’ come nei sentimenti profondi, nell’incontro anima e cuore, nell’amore bello e puro, quello che non si può nemmeno esprimere ma che portiamo segretamente nel cuore : a volte, è il silenzio stesso a fare da “segnalibro”!

Alessandra