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06/06/2018 - Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale

Programma

QUATTRO MARTEDI' nel tempo di pasqua

PRIMO INCONTRO -Martedì 10 aprile 2018 ore 21.00 - Guida don Giuseppe -Oratorio di Luvinate

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Pellegrinaggio a Lourdes con i malati UNITALSI

IN PULMAN 23 - 29 maggio 2018 / IN AEREO 24 - 28 maggio 2018

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VERSO IL SINODO DEI GIOVANI

Terra Santa - 18/19enni e giovani - 3-10 agosto 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Lo spirito delle cose

tombaTOMBE CHE PARLANO
Esistono persone che sono entrate a far parte della nostra vita in modo dirompente e che ci fanno sentire la loro mancanza quando non ci sono più: legami divini nati per volontà del Padre, angeli inviati per noi. Nei momenti in cui non sappiamo a chi o cosa aggrapparci, quando sembra che nulla ci venga in soccorso,  arriva  una forza bella  che ci spinge ad andarli a trovare là dove riposano per l’eternità e, come dice un poeta “Ci si appresta a incontrare qualcuno e non c’è nessuno”. Andiamo a trovarli e rimaniamo immobili, davanti alla tomba, mentre il tempo intorno scorre senza  importanza e vorremmo si fermasse per sempre: siamo soli, uniti in un silenzioso dialogo a cercare conforto e rifugio, quasi ad appoggiare il capo su quella spalla paterna.

Non vorremmo mai andare via e lasciarlo eppure arriva il momento di ri-alzarci e di tornare a camminare nel mondo, proprio come il Maestro ci ha insegnato “Non chiedo che tu li tolga dal mondo ma che tu li custodisca dal maligno”,  allora ……

“Non mi resta altro che lanciare il mio cuore al di sopra, come fanno i bambini quando gettano il pallone al di là di un muro di cinta,  per il piacere un po’ ansioso, andando a riprenderlo, di penetrare in una proprietà sconosciuta. Ignoro su quale ghiaia rimbalza il mio cuore quando lo lancio al di là di una tomba più alta del cielo, ma so che questo gesto non è vano: nel giro di qualche secondo mi torna indietro, colmo di gioia e fresco come il cuore di un passerotto appena nato” (Christian Bobin).

Percepisco la grande solitudine che mi avvolge, allora, a fatica, mi alzo e  lo saluto ancora una volta e lui mi dice che devo andare: gli lascio in custodia quel cuore che batte impazzito, io e lui sappiamo perché. Trovo la forza di uscire, senza voltarmi, promettendo che tornerò presto a riprendere il cuore lasciato su quella tomba.

Alessandra