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La lettera del Vescovo:

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Errori di battitura

puntina1puntinaGrazie ad internet si possono trovare scritti, pensieri, articoli o anche salmi e preghiere. Il “taglia e incolla” è molto utile e comodo evitando soprattutto errori di battitura. Difficilmente ci sono errori negli stampati che si prendono dai vari siti perchè è già tutto corretto e in ordine. Quando, anni fa, bisognava usare la macchina da scrivere era più facile notare gli errori di battitura o anche di grammatica; c’era sì il correttore ma tutt’altra roba rispetto a quello che ti segnala li computer con una riga rossa. Lo scritto veniva poi stampato con il ciclostile cercando di fare un buon prodotto nonostante la carta e il tipo di inchiostrazione. Sembrano secoli!L’articolo che scrivo e che non posso scaricare da internet ha il pregio … dell’errore. Cerchi di correggere, cerchi di farti aiutare dal computer, ma la scritta “al” è diversa dalla scritta “la” (che vorresti usare) oppure la parola “gironi” non è la stessa del termine “giorno”, che vorresti mettere nel testo:  il computer, in questo caso, non ti segnala lo sbaglio! Così, nonostante le riletture, si trovano sempre piccoli errori che ti fanno arrabbiare.  Diverse volte mi si dice: “Guarda che c’è uno sbaglio nella data, una svista nello scritto”. Un po’ mi infastidisco dal momento che penso: “Eppure avevo riletto attentamente”. Mi rimane da giocare la carta dell’umorismo e così reagisco dicendo: “Ho fatto apposta a mettere un errore per vedere se qualcuno lo trova. Bene, dico, è segno che hai letto l’articolo!”. E’ un po’ un arrampicarsi sul muro ma almeno si ride. Si potrebbe però affermare che l’errore è la prova di un testo scritto  “a mano” e non copiato di sana pianta da articoli che girano in rete.

L’errore di qualsiasi tipo ci ricorderà che non siamo macchine, che siamo umani, che non esiste una perfezione, così come lo pretendiamo da una macchina. Eppure Dio vede i limiti del nostro operare, il distacco dalla realtà rispetto a quello che diciamo, vede l’errore e … Lui lo ama.Vorremmo essere macchine o pretendere che lo siano gli altri ma forse è una pretesa astratta. Essere benevoli con gli altri e avere un po’ di benevolenza per i nostri errori, imparare da quella misericordia che è prerogativa di Do, forse è l’atteggiamento che ci rende perfetti… nella nostra imperfezione.

A proposito, spero che abbiate visto …almeno un errore in questo articolo.

don Norberto