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Avvento 2018

Proposte per l'Avvento 2018

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Non un corso biblico ma un aiuto per proseguire la ricerca del Maestro attraverso i quattro vangeli. Giovedì ore 21.00 a Casciago Guida gli incontri don Norberto

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Perle in giro (e quarantasei)

tredonneLA PRIMA DONNA E  IL SIGNORE
Il libro proposto appare ricco e interessante, oltre che di poche pagine (92). Si parla di tre donne e il Signore. Preferiamo dividere la perle in tre parti, immettendo già qui la copertina e lasciando al termine il commento.

E’ difficile oggi immaginare una mistica che sia anche un medico, e non solo un medico particolarmente attento ai malati, ma anche appassionato degli aspetti scientifici e tecnici della sua professione. Una donna che si è sposata due volte, che adora correre in bicicletta e stare con gli amici e che, anche se non è particolarmente interessata alla moda, si ricorda però sempre da vera donna, come è vestita nelle principali circostanze e lo narra nella sua autobiografia.Forse è per questo che la Chiesa cattolica tarda nel riconoscere le sue virtù straordinarie, preferisce dimenticarla, o lasciarla riassorbire dal suo amico e compagno di avventure spirituali Hans Urs von Balthasar, il grande teologo che ha capito il suo valore e ne ha raccolto l’influenza nelle sue opere. Ma Adrienne ha scritto lei stessa vari testi, compresa una bella autobiografia su richiesta di von Balthasar, nella quale racconta la lenta ma crescente presa di coscienza delle sue straordinarie capacità mistiche.

scaraffia2In questo piccolo libro – in cui commenta tre donne nei Vangeli (Maddalena, la peccatrice a casa del fariseo, Maria di Betania) e quindi approfondisce il tema, sempre così interessante e al tempo stesso misterioso, del rapporto speciale che Gesù aveva con le donne – Adrienne mette a parte il lettore delle sue originali meditazioni. Con la sua guida, scopriamo possibilità di interpretazione dei Vangeli completamente nuove, che sono dettate non solo dalla cultura (che pure c’era e non era trascurabile), ma da una serie di vere e proprie intuizioni mistiche e da esperienze derivate dalla sua vita, dal suo rapporto con Dio.

Si tratta di un procedimento che spiega lei stessa molto chiaramente: “Chi legge la Scrittura semplicemente per conoscere il testo come tale, per segnarsi il senso delle parole, degli avvenimenti e delle loro connessioni, si accontenterà di ‘ciò che sta scritto’. Ma chi medita sugli stessi testi in adorazione e li comprende non solo con la sua intelligenza, ma con la sua fede vissuta, con tutta la sua ricerca di Dio, con tutta la risolutezza di trovarlo, costui sarà da Dio introdotto ancora più profondamente in ciò che realmente vive nelle parole. La meditazione, infatti, non è un puro procedimento psicologico, non è un monologo dell’anima con se stessa, ma è preghiera, dialogo con Dio, un dialogo nel cui svolgimento la parola di Dio si comporta in maniera libera e sovrana”.

Seguendo questo metodo mette a parte il lettore di una meditazione profonda e significativa: la vicenda di Maddalena, ad esempio, le permette un lungo excursus sul modo in cui Dio interviene nell’esistenza di colei – o colui – che avrà il compito di portare il messaggio di redenzione già prima che la persona designata ne sappia qualcosa. Quando nei Vangeli appaiono persone che – come Maddalena – sono destinate dal Signore a un particolare servizio, “ci si accorge che già da tempo sono state oggetto della considerazione e dell’accettazione del Signore. Egli le ha prescelte, le ha accolte molto prima che esse lo sapessero.”

Il Signore per anni le plasma, le aiuta, le dirige, le aiuta a diventare “così com’egli ha bisogno di loro”. Questo avviene anche per persone che non conosceremo mai, e avviene anche senza che esse se ne siano rese conto e abbiano risposto di sì: “Nel suo sì all’uomo vi è già incluso, come un germe vivo, latente, anche il sì dell’uomo: nell’unilateralità della chiamata vi è già la bilateralità dell’incontro”. Questa rivelazione apparentemente sembra cancellare il libero arbitrio, ma Adrienne specifica: “Questo essere sostenuti dal Signore non significa assolutamente che egli ci toglie la responsabilità; egli, piuttosto, ci rafforza nella giusta decisione, affinché noi possiamo incontrarlo nella pienezza della nostra libera volontà, affinché per la forza da lui conferitaci veniamo resi capaci di scegliere ciò che è la volontà del Padre”.

Nella chiamata del Signore per i suoi apostoli può esserci perfino una certa brutalità, “che forse rimanda alla divinità del Signore in maniera più immediata di tutto il resto”, scrive la mistica. Perché è solamente Dio che può servirsi in questo modo degli esseri umani, può disporre del loro destino: in questo senso Maddalena è come fosse una proprietà del Signore, ma il modo in cui questo è avvenuto non lo sappiamo. Per cui può scrivere – a proposito di Maddalena, ma vale in generale che: “Ogni uomo ha il suo mistero con il Signore e conserva un diritto al nascondimento e al silenzio”.

Scaraffia1Tutto è un insegnamento: nella scena di Maddalena ai piedi della croce, e al sepolcro, “Dio ci educa a non voler chiedere e sapere di più di quanto egli ci mostra”. Nella bellissima autobiografia che ha dedicato ai primi vent’anni della sua vita Adrienne cerca di svelare in parte questo mistero, cercando di far capire come il Signore agisce nel preparare le anime al compito a cui sono state chiamate, anche se esse non se ne accorgono. Da bambina narra, ad esempio – “ogni giorno scrivevo lunghe pagine, dove cercavo soprattutto di indovinare che cosa Dio voleva e che cosa volevano le persone che mi circondavano”. E con grande semplicità, sempre bambina, accettò una visione della Madonna: ”Non ero per niente spaventata ma piuttosto colma di una nuova gioia forte e dolce. In nessun momento mi passò per la mente di poter essere vittima di un inganno. Quando la Madonna scomparve, mi inginocchiai accanto al mio letto (avevo preso questa consuetudine dal giorno del mio compleanno), e penso di essere rimasta in preghiera fino al momento di dover andare a scuola”.

… Adrienne riconduce le tre donne alle tre virtù teologali, fede, speranza e amore. E proprio per questo esse rappresentano i modi con cui gli esseri umani possono essere pronti a ricevere l’amore divino che si riversa su di loro, offrendoci un’esegesi che al tempo stesso delinea una via spirituale.

Lucetta Scaraffia

MADDALENA E LA FEDE (di Adrienne von Speyr)

Il Figlio di Dio è divenuto uomo tra noi per essere uno tra noi. Egli è un uomo come gli altri, incontra altri uomini comuni ed entra in rapporto con loro. Ma, contemporaneamente, egli è Figlio di Dio, una delle tre eterne persone che sono in Dio; l’inviato del Padre, colui che porta lo Spirito e il messaggio della redenzione. In quanto tale incontra il suo prossimo in un modo particolare. Quando lo incontra lo sostiene e si fa carico di ciò che è suo, lo inserisce nei rapporti con Dio. Gli fa conoscere il regno di Dio, lui stesso è questo regno. Chiunque s’incontra con lui è destinato a entrare in questo regno e ad assumersi in esso un compito determinato, personale. Questa missione che riceve e deve assolvere nella sua esistenza è già viva nel Figlio prima che l’uomo che lo incontra ne sappia qualcosa. Il Figlio possiede la visione d’insieme, sa che cosa ha da esigere da ognuno per la glorificazione del Padre, per la partecipazione a tutta quanta l’opera della redenzione.

Gli incontri di Gesù con gli uomini sembrano essere, nel Vangelo, del tutto casuali. Alcuni personaggi appaiono e ricompaiono, schiere intere lo seguono e diventano testimoni dei suoi miracoli e ascoltatori della sua predicazione. La maggior parte rimane anonima; alcuni appaiono solamente perché la situazione sia chiaramente delineata, potrebbero quasi essere sostituiti da altri. Ma vi sono anche persone che, un po’ alla volta o d’improvviso, emergono da una certa oscurità per personificare da quel momento in poi, dinanzi allo sguardo meditativo della Chiesa, la forma di un particolare servizio reso al Signore.

Quando appaiono ci si accorge che già da tempo sono state oggetto della considerazione e dell’accettazione del Signore. Egli le ha prescelte, le ha accolte molto prima che esse lo sapessero. E per il momento, fin quando escono dalla segretezza in lui, egli le sostiene. Alcune hanno già il presentimento che un giorno egli avrà bisogno di loro, che già oggi ne ha bisogno, anzi, che addirittura ne ha già avuto bisogno; il rapporto che esiste tra loro e lui, rapporto che lui solo ha istituito, non è loro completamente sconosciuto. Vi sono però anche persone che non sanno, che lo hanno incontrato in totale nascondimento, senza che per esse sia stata fatta luce, e ciononostante esse sono da lui sostenute, per anni, mentre egli plasma la loro strada, le dirige, le aiuta a diventare così com’egli ha bisogno di loro.

Con ciascuno egli può da solo entrare in rapporto, in un rapporto per il quale in un primo momento egli solamente ha pronunciato la parola sì. Lo ha posto come una creazione – e questa posizione è la grazia, la quale precede ogni movimento e risposta dell’uomo -, ma nel suo sì all’uomo vi è già incluso, come un germe vivo, latente, anche il sì dell’uomo; nell’unilateralità della chiamata vi è già la bilateralità dell’incontro. Questo essere sostenuti dal Signore non significa assolutamente che egli ci tolga la responsabilità; egli, piuttosto, ci rafforza nella giusta decisione, affinché noi possiamo incontrarlo nella pienezza della nostra libera volontà, affinché per la forza da lui conferitaci veniamo resi capaci di scegliere ciò che è la volontà del Padre.

Non sappiamo quando Maria di Magdala sia stata accolta dal Signore in questo modo. La sua “preistoria” è nel buio, ma anche questo buio è già rischiarato per il Signore; gli è noto, anzi è stato formato da lui nel modo in cui ne ha bisogno. Egli sa con certezza di lei ciò che gli occorre sapere. Se per noi questo resta nascosto, ciò accade perché il Signore vuole così, e anche affinché noi sappiamo che tutte le vie nascoste e sconosciute conducono, nel Signore, alla fede. Essere assunti dal Signore significa venir portati alla fede.

La Maddalena è una delle donne che accompagnano il Signore: dal nascondimento nel Signore è uscita alla visibilità cristiana. Per noi è sufficiente sapere che in questo momento ella, come una che è stata da lui sostenuta, si trova nella condizione in cui egli ne ha bisogno. Quando viene avanti, sta dietro di lei tutta una storia. Il sostegno è un’opera del Signore; non si dice fino a che punto in ciò ci sia anche un’iniziale opera della Maddalena. Ella appare alla luce tra le collaboratrici del Signore e da ciò possiamo arguire che fosse già luminosa nel Signore. Da quel momento appartiene al gruppo di coloro che servono alla sua opera.

“C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni …..”
Solamente Dio può servirsi degli uomini, può disporre del loro destino, della loro chiamata, della loro dignità in modo da manifestarli dinanzi alla Chiesa e al mondo come oggetti di dimostrazione.

Una volta per sempre ella è descritta come persona che segue il Signore, come persona della quale il Signore ha scacciato sette demoni. Ella si trova così in profonda obbligazione verso il Signore, che l’ha guarita dalla sua ossessione. Maddalena ci viene espressamente presentata dalla Scrittura come appartenente al seguito del Signore. Lo è perché ella fa parte della sua proprietà.

In questo ella somiglia un po’ alla emorroissa, la donna colpita da emorragia che è stata guarita per aver toccato il Signore, e ora deve farsi avanti a professare la sua fede. Questa professione di fede non è un suo merito, ma le viene richiesta dal Signore come una confessione. Viene manifestato semplicemente ciò che egli ha compiuto. A tutt’e due è capitato qualcosa che ha la sua sorgente in una forza che sta nel Signore ed è uscita da lui, in un sostenere del Signore che ha manifestato il suo effetto in chi è stato sostenuto.

La Maddalena rimane in questo servizio, sebbene il suo stare con il Signore l’abbia portata certamente a non dimenticare il passato: è stata e rimane la contrassegnata dalla sua passata ossessione. Ma ciò non l’affligge. Per lei esiste solamente una costante assoluta: lo segue perché è stata liberata. La macchia del suo passato e la grazia della sua liberazione rimangono inscindibilmente legate al suo nome. Ella era posseduta dai demoni ora è vicinissima al Signore. L’origine deve servire alla meta: nella possessione sta la situazione di partenza per la rivelazione della grazia futura. La distanza è misurata. La grazia vuole qui manifestarsi in modo che il punto di partenza non sia dimenticato.

La Maddalena può adesso servire vicina al puro Dio-uomo, il cui Spirito Santo ha dimostrato la sua superiore potenza sui suoi spiriti impuri. Tutto questo non si vede. Molto rimane nella segretezza del Signore che sorregge. E’ certo che la fede cresce in lei, che lei è battezzata per condurre poi l’estenuante vita nomade con il Signore; ma tutto questo resta sottratto al nostro sguardo, perché il Signore si assume la totale responsabilità di ciò: tutto rimane mistero inespresso tra lei e il Signore. Il cammino della conversione rimane sempre uno spazio più grande per il taciuto, per ciò che è noto solamente al Signore. Ogni uomo ha il suo mistero con il Signore e conserva un diritto al nascondimento e al silenzio. Neppure la fede viene descritta nei particolari. Basta che ella sia presso al Signore, vicinissima nella sua imitazione e sequela. Questo stare nell’ambito del Signore avrà il suo effetto in seguito: sotto la croce

Adesso, ella è solamente nella vicinanza. Talmente consegnata a questa vicinanza che il Signore può far accadere in lei ciò che vuole. Per mezzo della Maddalena Dio ci educa a non voler chiedere e sapere di più di quanto egli ci mostra. Una parte della sua azione su di noi, azione voluta da Dio, sta nel fatto che ella viene descritta così e non diversamente. Quanto più un’anima è vicina a Dio, quanto più la sua vita è una vita in comunione con Dio, tanto più Dio copre quell’anima con il suo velo e fa vedere di essa solamente ciò che gli piace. Il fatto che Dio sappia tutto deve diventare per chi prega un motivo per amarlo in modo ancora più incondizionato.

Vi è qualcuno che occupa una posizione particolare tra l’anima e Dio: è la guida del magistero ecclesiastico. Questa ha il compito di avvicinare l’anima a Dio, ma anche di continuare a rappresentare Dio di fronte all’anima. Tale guida si trova in un rapporto particolare con l’onniscienza di Dio. Quest’onniscienza, per quanto concerne l’anima guidata, non le è assolutamente stata donata. Ma possiede, per così dire, delle antenne per vedere e comprendere nella fede ciò che per lei è necessario per la direzione. E ha il diritto di porre domande. Può e deve assai spesso colmare la sua mancanza di onniscienza con delle domande. Può e deve interrogare Dio e, parimenti, interrogare l’anima guidata.

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala”. Per la madre del Signore tutto questo era già fin dall’inizio in quel sì, ed è del tutto indifferente che ella lo abbia saputo o non lo abbia saputo. Il suo sì fu senza condizioni, e come poteva essere diverso, se Dio stesso glielo chiedeva!

Per Maddalena le cose sono completamente diverse. Quello che esperimenta non è il dispiegarsi di qualcosa che ha voluto e accettato fin dall’inizio. E’ stata messa come sottosopra dalla cacciata dei demoni compiuta dal Signore; egli ha allontanato da lei il male per sostituirvi il suo bene, senza prima farle domande, in una presa di possesso così sovrana che pare quasi violenta. Non vi fu alcuna consultazione, né un procedere per gradi. Di colpo i demoni dovettero ritirarsi di fronte all’onnipotenza del Signore. E Maddalena fu libera ma la sua libertà fu subito confiscata dal Signore. E quando tentò forse di ritrovare se stessa, quando avrebbe pagato per sapere dove la portasse quel cammino, si sentì talmente presa a servizio che la domanda era già sempre superata. Adesso era richiesta una sola cosa: seguire, camminare, accompagnare come semplice conseguenza dell’essere stata liberata. Ella è stata posta dinanzi a un fatto compiuto molto più della madre del Signore e si è perciò accontentata. Ma tutt’e due le vie s’incontrano alla croce.

Ma adesso ella può guardare non solo al Signore, che è lì appeso davanti a lei, può guardare contemporaneamente la madre che soffre vicino a lei e soffrendo dice di sì. Ella vive malgrado tutto. La forma del non sapere dell’ex peccatrice viene assunta nell’altra forma della resa completa, al di là del sapere e non sapere, così com’essa è attuata dalla pura Immacolata Concezione. La madre soffre in se stessa perché è madre e nel suo soffrire di madre sono inclusi sia il suo personale dolore che il dolore del Figlio suo. La sua sofferenza sta nel Figlio, la sofferenza del Figlio sta in lei, la sofferenza della madre è una sofferenza di cui il Figlio ha bisogno. Il Figlio ha bisogno d questa sofferenza per far vedere al Padre che non è solo a soffrire. Così Maddalena conosce che il nuovo mistero, che lega madre e Figlio e sulla cui eccezionalità vi è un fitto velo, riguarda anche lei stessa.

“Maria di Magdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva posto”. La morte è tangibilmente un termine, eppure il Signore stesso non ha posto alcun termine. Il servizio terreno, che Maddalena ha prestato al Signore, è finito, ma il Signore non ha congedato Maddalena dal suo servizio. Ma ora il Signore è morto. Egli non trasmette più a Maddalena alcun argomento di fede. Ella, come credente, può fare ricorso solamente a se stessa; ella deve portare a termine ciò che ha ricevuto. Poiché il Signore non l’ha congedata dal suo servizio, continua ad accompagnarlo, oltre la morte, nel sepolcro. Ella si rende conto che qualcosa è irrecuperabilmente concluso, che la sepoltura è l’ultima stazione del cammino terreno di Gesù. Ma poiché ella resta al servizio, deve continuare ad andare tastoni proprio in questa fine. Nel sepolcro e – senza dimenticare il sepolcro – oltre il sepolcro. Non sa di che natura sia questa strada, o meglio: di che natura sia questo salto Le donne passano il sabato nel riposo prescritto dalla legge e, al tempo stesso, nella notte della separazione dal Signore. Questa notte abbraccia nel tempo tutto il periodo che vi è tra la morte e la resurrezione del Signore. Egli discende agli Inferi, ai campi disperati della morte. E come lui, nell’oltretomba, è separato da tutti, così le donne adesso sono separate da lui.

Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro”. Maddalena sa che deve agire così: se le venisse chiesto perché, non saprebbe darne risposta. Ciò prova che ella non solo è del tutto pronta ad accettare la sua missione così come ora le viene assegnata, ma che fa già anche cose che saranno essenziali in questa missione. In un cero senso ella va come cieca al sepolcro, per ricevervi la luce della fede.

“Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via”. Maddalena venne per osservare il sepolcro chiuso, e quello che la colpisce è il sepolcro aperto. Il contrario di quanto voleva vedere. Eppure vede proprio quello che è venuta a vedere. Ella vuole una cosa, mentre il Signore ne ha in mente un’altra: compie ciò che il Signore si attende. In seguito capirà che era tutto giusto, ma al momento la fede le chiede troppo, perché la sua attesa viene delusa ed ella è lì senza assolutamente capire nulla. Partendo da questo non capire, poiché ella vive nell’ubbidienza e ha la fede – una fede adesso inspiegabile – compirà in maniera incondizionata quello per cui il Signore l’ha fatta venire.

Ella crede in modo completo andando oltre. La sua fede è proprio rivolta al Signore, così che il Signore la può usare a suo piacimento ed estendere verso la dimensione della sua stessa ubbidienza e della sua stessa fiducia nel Padre. La sua fede è stata elevata nella volontà del Signore.

“Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: ‘Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!’”. Il fatto del sepolcro vuoto per Maddalena appartiene al processo della fede, la fede deve essere prestata da lei ma non limitarsi a lei, non essere trattenuta da lei. La comunicazione avviene secondo la volontà del Signore e incontra i due apostoli i quali, per parte loro, secondo la volontà del Signore, sono preparati ad accogliere l’annuncio. Come la fede in Maddalena è qualcosa del tutto personale, così è anche negli apostoli; la fede non è mai una cosa rigida, finita, ma un principio di vita che sorregge il rapporto di quest’uomo con il Signore unico e lo mantiene con il suo sgorgare. La fede di Pietro, la fede di Giovanni sono conformate appieno sia alla loro persona sia al loro compito ecclesiastico – unità e identità, comunicazione e partecipazione.

Maddalena questa volta viene per rendere testimonianza della vuotezza per poter rendere testimonianza della pienezza. Occorre prendere commiato dal Sabato Santo per poter annunciare nella verità la Pasqua. In questa duplice testimonianza la fede è una fede che ha il suo centro nel Signore: nell’evento della discesa agli Inferi e della resurrezione. Nella sua testimonianza la Maddalena supera se stessa; ella non conosce il significato pieno di ciò che annuncia, ma, poiché testimonia nella fede, la sua fede supera se stessa, la sua fede, la sua conoscenza.

“Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro, e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era posto il corpo di Gesù ed essi le dissero: ‘Donna perché piangi?’.  Maria sta presso il sepolcro vuoto, credente, e scorge i due angeli. Lì può vedere perché crede. E’ segno della sua fede il fatto che li veda e sia possibile tra lei e gli angeli un dialogo, perché i dialoghi con gli angeli sono preghiere.Ma piange. Le sue lacrime corrispondono in pieno alla sua natura umana, alla parte terrena della sua fede, costituiscono la frontiera tra fede “naturale” e “soprannaturale”. In questo contesto fede “naturale” significa: la fede di quegli uomini che hanno curato un rapporto con il Signore durante la sua vita terrena. Le lacrime della Maddalena sono per l’amico perduto, perduto in un duplice senso: egli è morto sulla croce e il suo cadavere è scomparso dal sepolcro.

E anche quando il Signore sta in piedi dinanzi a lei, e lei non sa dove lo abbiano portato ed è così presa in questo pensiero che non riesce a conoscerlo. Ha sempre destato sorpresa, nella sua fede, una certa povertà di conoscenza. Ora questa lacuna viene sottolineata ancora una volta, poiché ella guarda il Signore presente senza conoscerlo. Se, come credente, non fosse stata posseduta da Dio così tanto, se non si fosse abbandonata in maniera così totale a lui, i suoi occhi avrebbero dovuto indicarle dove egli stava. Ma, nell’ubbidienza in cui si trova, i suoi sensi sono colpiti da cecità. E’ la sua fede a renderli ciechi. Ella crede così saldamente che non riconosce ciò che vede. Il Signore vuole che sia così ed ella compie, nella fede, la sua volontà. Il Signore le rivolge la parola e manifesta così la sua particolare preferenza nei suoi confronti.

Maestro!”, grida; in questa parola si trova la perfetta unione dei suoi due modi di credere. E, contemporaneamente, l’inizio della sua missione. Egli dovette sottrarle tutto, perché solamente in questo modo la poteva attrarre ad essere ciò che da lei chiedeva. Nella parola “Maestro!” sta il fatto che il lei si è compiuto tutto ciò che il Signore voleva compiere, sta il fatto che la pienezza dell’incontro con lui si esprime con pienezza in lei.

La Maddalena lo incontra e lo riceve in un modo che non implica più alcun trattenere. La fede senza visione che trattiene deve fondare in lei la possibilità della missione. Tutta la missione è un fatto della fede pura e non ha più bisogno di altra conferma dall’apparizione del Signore. La maddalena è diventata la fermamente santa, così come la madre già al concepimento era la saldamente santa. La madre come pre-redenta, Maddalena come la visibilmente redenta a partire dalla croce.

Adrienne von Speyr segue…