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Festa di Sant'Eusebio 2018

31 luglio - 1 agosto 2018

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Orario estivo S. Messe

Orario estivo S. Messe festive da domenica 21 luglio 2018

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Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Nelle faccende di chiesa

lenteIl cinquantesimo di sacerdozio di Don Guido e Don Natale è stata l’occasione per tornare indietro nel tempo a diciannove anni fa. La concelebrazione vivace e molto sentita a Sant’Eusebio, il messaggio spirituale “la diversità nell’unità della nostra comunità pastorale”, la loro vita insieme a Casciago “dove due o più sono riuniti nel mio nome Io sono in mezzo a loro!” e soprattutto la frase finale lasciataci da Don Natale: “Meno iniziative, più fraternità”. Penso spesso al cambiamento che abbiamo vissuto e anche attraverso le difficoltà (la croce) che tutti noi abbiamo incontrato e ancora ora incontriamo, non posso fare altro che ringraziare Don Natale e Don Guido, certo loro hanno seminato, ora noi raccogliamo qualche frutto grazie all’aiuto e al lavoro continuato molto bene da Don Norberto e da Don Marco.
Don Giuseppe si trova questa settimana con alcuni giovani della nostra comunità a Palermo, andranno a fare oratorio al rione Brancaccio dove perse la vita Don Puglisi, sentiranno anche testimonianze di persone significative.
Domenica il Papa prima dell’Angelus ha meditato sul passo del Vangelo di Giovanni “Datevi da fare per il cibo che rimane per la vita eterna”. Oltre alla fame fisica l’uomo porta in sé un’altra fame, si tratta di fame di vita, di fame di eternità che Lui solo può appagare, in quanto è il “pane della vita”. Gesù non elimina la preoccupazione e la ricerca del cibo quotidiano, ma ci ricorda che il vero significato del nostro esistere terreno sta alla fine, nell’incontro con Lui. E questo è il riferimento all’Eucarestia, il dono più grande che sazia l’anima e il corpo. Questo “pane di vita” ci è dato con un compito, cioè possiamo a nostra volta saziare la fame spirituale e materiale dei fratelli, annunciando il Vangelo ovunque. Con la testimonianza del nostro atteggiamento fraterno e solidale verso il prossimo, rendiamo presente Cristo e il suo amore in mezzo agli uomini.
Il Papa ha ripreso le udienze del mercoledì ed ha fermato ancora una volta l’attenzione alle famiglie che hanno vissuto un fallimento e intrapreso una nuova unione. E’ importante ci ha detto Papa Francesco che lo stile della comunità, il suo linguaggio, i suoi atteggiamenti siano sempre attenti alle persone, a partire dai piccoli, che soffrono di più in queste situazioni. E’ necessaria una fraterna e attenta accoglienza nell’amore e nella verità, verso i battezzati che hanno stabilito una nuova convivenza dopo il fallimento del matrimonio sacramentale; queste persone non sono scomunicate, esse fanno sempre parte della Chiesa. Niente porte chiuse, tutti possono partecipare in qualche modo alla vita ecclesiale, tutti possono far parte della comunità. La Chiesa è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa.
L’Arcivescovo si è recato nel centro profughi a Milano e ha incontrato ospiti, responsabili e operatori. Uno spazio di speranza dove i destini di donne e uomini che hanno attraversato mari e terre rischiando la vita si incontrano e si intersecano. Tra le camere di quella casa sono passati anche i genitori della bimba morta per mancanza di insulina. Le testimonianze parlano di dolore, ma anche di speranza, di un passato da dimenticare, ma anche di un domani in cui credere.

Stefania