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Rosario di Maggio

Recita del S. Rosario - ore 20.45

Terza settimana Morosolo

CHIUSURA MESE DI MAGGIO

CAMMINO serale AL SACRO MONTE con i “giovani” - venerdì 25 maggio

Programma

Festa del Corpus Domini 2018

30 e 31 maggio 2018

Programma

Pellegrinaggio Sotto il Monte e Madonna del Bosco

Presenza delle reliquie di San Giovanni XXIII (Papa Giovanni) nel suo paese natale - 6 giugno 2018

Programma

Calendario annuale

Calendario generale delle proposte dell'anno pastorale 2017-2018

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Perle in giro ( e quarantanove)

perleIL FUOCO DI UNA PICCOLA SUORA
Il volume che tenete in mano è il frutto di un incontro che ha avuto luogo diversi anni fa, come leggerete, grazie a una fotografia sulla copertina di un libro. La Provvidenza ha voluto che quell’incontro apparentemente insignificante portasse padre Joseph Langford a essere sempre più coinvolto nella vita e nell’opera di madre Teresa, fino al punto di fondare con lei la congregazione dei padri Missionari della Carità, per la quale sono loro profondamente grato in prima persona. Nel corso degli anni egli ha pregato, riflettuto e scritto riguardo al carisma, la spiritualità e la missione di madre Teresa, cercando strenuamente di indagarne e articolarne lo spessore e le implicazioni, aspetti che la stessa religiosa non approfondì. Questo libro può definirsi la sintesi del suo lavoro. Getta le fondamenta su cui altri potranno costruire, poiché, come abbiamo scoperto grazie alle lettere private pubblicate in Sii la mia luce, il carisma di Madre Teresa, così come la sua santità, contengono un valore insospettato, ben lontano dall’essere pienamente apprezzato.

Con lo stile e l’eloquenza che lo contraddistinguono, padre Joseph indaga le questioni che plasmarono il viaggio spirituale della religiosa sin dal primo incontro con lei – e tramite lei con Dio – avvenuto ben trentasei anni fa. In questo libro egli non solo presenta le proprie riflessioni su chi è stata madre Teresa e su cosa lei fece, ma ci indica come anche noi possiamo diventare ciò che siamo chiamati a essere, dispensando meditazioni che sono state fonte di grazia per molti nel corso degli anni.

Nell’ultimo periodo della sua vita, Madre Teresa esortava chiunque incontrasse, che fossero gruppi o individui, ad accettare la sfida di ricercare la santità con tutte le forze: “Io voglio essere santa e con la grazia di Dio ci riuscirò”. Che queste pagine illuminino tale ricerca e vi diano coraggio nel vostro cammino.

 Padre Brian Kolodiejchuk, M.C.
Postulatore della Causa di Canonizzazione della Beata Teresa di Calcutta

“La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno vinta” Giovanni 1,5

IosefE’ come se ci fosse sempre stata: là, all’orizzonte della nostra consapevolezza, a testimoniare come le cose dovrebbero essere. Madre Teresa c’era, sulle copertine delle nostre riviste e in un angolo delle nostre menti, a toccare i cuori e a salvare vite, a mettere il mondo a soqquadro senza troppi clamori. Da ogni parte del globo stavamo a guardare come la sua opera d’amore conducesse ricchi e poveri, credenti e scettici verso l’abbraccio protettivo di Dio.

Seguivamo la realizzazione della sua missione su tutti i quotidiani. Il suo nome era diventato sinonimo di compassione e bontà, e lei riempiva di grazia la nostra vita quotidiana, dalle chiacchiere davanti a un caffè al sermone della domenica.  La sua immagine dava un tocco di umanità alle notizie della sera, facendo non solo di Calcutta, ma di tutti i salotti del mondo la sua casa. Senza alcuno sforzo, quasi senza che ce ne accorgessimo, lei aveva percorso la strada che porta ai nostri cuori. Mentre i poveri della Terra si aggrappavano al sari di Madre Teresa e i capi di Stato le retribuivano ogni tipo di riconoscimenti, noi stavamo a guardare e, in una remota parte dentro di noi, capivamo. Vedevamo il riflesso delle persone di ogni parte del globo e sperimentavamo dentro noi stessi il fascino della sua figura minuta e umile, e della sua opera immensa e splendida.

Era divenuta un’icona vivente, un simbolo di cose migliori e più alte, un esempio di come anche noi e il nostro mondo potevamo essere. Attraverso il suo operato, compiuto sempre con estrema modestia, per i poveri, l’immensa bontà di Dio si riversava su tutti noi. Divenne il riflesso della gloria di Dio in miniatura, come l’intenso splendore del sole che irradia accecante da un piccolo frammento di vetro.

Dio l’aveva mandata ad addolcire l’aspro paesaggio della sofferenza umana. Lei lo avrebbe fatto “diventando la Sua luce” ed emanando amore, illuminando l’oscurità che discende su coloro a cui è stato assegnato un fardello d’inesauribili stenti.

Madre TeresaQuando annunciarono che Madre Teresa di Calcutta aveva vinto il Premio Nobel per la Pace, ero da poco arrivato al campus della Southern Illinois University, dove ero cappellano. Pochi minuti dopo l’annuncio ricevetti una telefonata dalle consorelle di Madre Teresa a Saint Louis, che avevo avuto modo di conoscere nel corso del mio mandato. Mi chiedevano di andare da loro per rispondere alle domande dei giornalisti che si erano assiepati fuori dal convento. Le parole dei cronisti e degli operatori televisivi rivelavano una profonda gioia per la nomina di madre Teresa. Sembravano genuinamente commossi dal fatto che il vincitore del premio non fosse un presidente, uno scienziato o un politico. Per la prima volta il Premio Nobel era stato vinto da una religiosa umile e minuscola, che lavorava lontano dai riflettori in un Paese del Terzo Mondo. Tale sovvertimento dell’ordine consueto aveva incantato il mondo intero e acceso la sua curiosità.

Col passare dei giorni, però, mentre la stampa mondiale lodava la scelta della commissione Nobel, molti religiosi di mia conoscenza continuavano a chiedersi: “Ma perché Madre Teresa? Non esistono altre persone che fanno quello che fa lei, che sono al servizio dei poveri in maniera altrettanto disinteressata? Perché tanto clamore attorno a lei?”.

Ottima domanda, pensavo, nonché importantissima. Quella domanda mi riportò alla mente un episodio della vita di san Francesco d’Assisi. Un racconto del XIII secolo narra di un pellegrino che attraversò le colline dell’Umbria nella speranza di incontrare il giovane Francesco. Dopo settimane di ricerche, finalmente se lo trovò davanti, e gli parve un uomo dall’aspetto del tutto ordinario. Perplesso e deluso, il giovane osservò Francesco attentamente ed esclamò: “ Perché tutto il mondo sta correndo proprio dietro a te?”.

In verità, parecchi secoli più tardi potremmo porci la stessa domanda: perché il mondo intero sta correndo dietro a Madre Teresa? Come spieghiamo il fenomeno di un’anziana suora albanese, vincitrice di un Premio Nobel, senza alcun talento straordinario o qualità particolari? Il luogo sconosciuto che la religiosa ha risvegliato in rivela una zona interiore, sacra e intima che condividiamo con lei, messa dentro di noi da Colui che ci ha plasmati a sua immagine e somiglianza.

E’ sempre il medesimo Dio che ha chiesto per sé quello spazio sconfinato che sta nel suo cuore e che anche noi possediamo e risiede sotto la superficie della nostra anima? Se così fosse, perché non dovremmo rivolgergli attenzione o dargli ascolto, proprio come ha fatto Madre Teresa? Forse perché siamo abituati a prendere in considerazione esclusivamente la superficie di noi stessi. Ma, se decidessimo di assecondarlo, potremmo rimanere sorpresi dalla forza della nostra risposta a sollecitazioni più profonde, alle incursioni improvvise del divino, agli inaspettati momenti di grazia. Per molti di noi scoprire Madre Teresa, guardarla o ascoltare le sue parole ha rappresentato una straordinaria immersione nel divino. Lei divenne una guida per il nostro trascurato regno dello spirito e per incontrare Dio che ci stava aspettando.

Madre Teresa1Madre Teresa ci ha lasciato molti indizi espliciti che permettono non solo di capire, ma anche di condividere il segreto della sua bontà e della sua trasformazione da semplice insegnante a Premio Nobel, fino a diventare santa. Per coloro che desiderano seguire le sue tracce, la sua vita e i suoi insegnamenti, come vedremo in queste pagine, tali segni indicano la via per trovare la stessa felicità, lo stesso appagamento e la stessa comunione con l’Onnipotente.

L’esempio e l’eredità di Madre Teresa costituiscono una ricchezza ben più grande di quella che può essere contenuta nelle pagine di un singolo libro (i documenti usati nel processo di canonizzazione sono raccolti in oltre trenta volumi). Opere future esploreranno temi diversi tratti dal suo insegnamento, mentre lo scopo di questo libro si limita a ciò che Madre Teresa stessa considerava il fulcro del suo messaggio.

Questo volume è diviso in tre Sezioni. La storia della spinta interiore che ha cambiato Madre Teresa viene raccontata nella Prima Sezione, dal titolo Un fuoco nella notte. La Seconda, Illuminazione, presenta la festa di luce scaturita dal suo fuoco, una luce che ha illuminato il volto di Dio per lei e, tramite lei, per molti. La Sezione finale, Trasformazione, narra di come il “fuoco divoratore” dentro di lei (Ebrei 12,29) è riuscito a trasformare una giovane e insicura suor Teresa in Madre Teresa, e come questo può cambiare profondamente anche noi.

Joseph Langford

Il 5 settembre si ricorda la “Beata Teresa di Calcutta, vergine”, se ne fa “memoria facoltativa“: devo dire che quel “facoltativa” mi ha molto colpito forse perché ho pensato a Santa Teresa di Gesù Bambino, dalla quale Madre Teresa prese il nome religioso, della quale si farà invece memoria il primo ottobre.mMi ha  fatto riflettere, sfogliando il calendario liturgico che, tra l’altro, con il mese di settembre si concluderà per lasciar spazio a quello nuovo, notare quelle piccole lettere accanto ai santi : “m” memoria, “mf” memoria facoltativa, “f” festa.

Uomini e donne di Spirito che con la loro vita hanno trasmesso e, continueranno a farlo, la bellezza del Regno di Dio, “semplicemente” la bellezza e la grandezza di Dio Non so perché di un Santo si debba fare memoria o no, dovrei colmare la mia ignoranza teologica ma, mentre riflettevo Qualcuno mi ha risposto:”…Vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte.

Credo al “calendario liturgico” di Dio dove, ogni giorno, la mano dello Spirito scrive una grande “F”.

TeresaFuocosegreto