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La lettera del Vescovo:

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C'è silenzio e silenzio

puntina1“Sogno una chiesa nel silenzio e in ginocchio”. Così una amica infastidita forse non solo dai rumori e dalle chiacchiere prima di ogni messa, quanto di  un rumore che i credenti fanno, senza riconoscere vicino  a loro la presenza del Signore. Non credo che l’amica ce l’abbia con quei saluti affettuosi che vengono fatti prima di una celebrazione! Neppure mi pare contrariata per le parole o le strette di mano che ci si scambia per esprimere la gioia di vivere insieme la Pasqua settimanale. Forse – credo di interpretare – il problema sono le persone religiose, praticanti, attive in parrocchia ma che non si accorgono della presenza viva di Lui, perchè se riuscissero appunto… farebbero silenzio.

Fare cose per Lui, celebrare Lui, parlare di Lui, aumentando i decibel dei suoni, dei toni, del brusio è come se Lui, di fatto, non ci fosse. O meglio rimane certamente senza essere riconosciuto e notato. Una chiesa in silenzio è una comunità di fratelli e sorelle che si vedono, si incontrano ma con quell’atteggiamento di rispetto silenzioso perchè in mezzo si percepisce una presenza che non è di questo mondo.

Forse è vero che le nostre parole creano rumore. Per secoli questi rumori sono stati elevati, molto elevati a tal punto che il Signore se ne stava lontano … dalla sua chiesa! Che bello vedere i santi da Francesco a Teresa, da Pio a Norberto (anche lui è stato un grande santo!), da Monica a san Giovanni della Croce, da Benedetto a Ignazio di Loyola che, nel rumore del loro tempo, hanno scovato in disparte il Signore e lo hanno riportato al suo posto, al centro della comunità. E’ bello pensare che la nostra santità (quella nascosta dietro al grappolo dei santi collocato nel mosaico) sta proprio qui: segnalare nel silenzio, con uno sguardo, con un atteggiamento attento che Lui è vivo, che parla, che forse è dispiaciuto per la banalità del suo popolo, che ci osserva, che sorride. Essere semplicemente uomini e donne che svegliano gli altri con il silenzio, quello che permettere il riconoscimento dell’Altro. Non è detto che questa amica passi per il sito e legga questa “puntina”, ma l’avviserò per vedere se è corretta la sua frase e il suo sogno.

don Norberto