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Aprire il pacco (le parole di ieri)

Dopo diverso tempo riprendo questa rubrica con questo articolo “antico”.

Marzo 2004 – Sedici anni fa
“Talora ho voglia di morire come il bambino ha voglia di aprire il suo regalo prima del tempo” così scrive Christian Bobin. L’immagine di chi si toglie la vita, come quell’impazienza di chi non aspetta il momento giusto per aprire un regalo. I fatti di cronaca possono essere così spiegati, come quel bambino che non sa aspettare la festa di compleanno e per curiosità o forse per egoismo, vuole possedere prima quel regalo. Un mondo che non sa attendere, un mondo incapace di aspettare!

Riferendomi a quelle parole, pensavo inoltre a come fosse bello immaginare la morte come il momento in cui si aprono i pacchi davanti a colui che mi ha fatto il regalo della vita. Mentre vado facendo le mie considerazioni, sollecitato da una semplice frase di questo scrittore che amo, mi giunge la notizia della morte di madre Elisabetta priora del Carmelo di Legnano. Con questa suora carmelitana avevo un rapporto di stima e di amicizia spirituale, trovando in lei una “donna di Dio” con cui dialogare e imparare. Ho avuto modo di venire in contatto con lei diverse volte, grazie all’amicizia nata dalla mia presenza per sei anni in una parrocchia di Legnano.

Sapevo della malattia di questa priora del convento, ma la morte è arrivata come un lampo. Per forza di cose i pensieri che si preparavano ad entrare nell’articolo del Tassello (ndr il titolo del bollettino parrocchiale), si sono velocemente trasformati, quasi capovolgendosi. Come basta un semplice evento per modificare tante cose! E allora mi sono detto che Gesù potrà finalmente aprire il pacco di una donna che ha cercato il suo volto e che di lui era innamorata. Finalmente il Signore potrà abbracciare il regalo di una donna fattasi dono per molti.

Si era fatta regalo per la sua comunità carmelitana innanzitutto, una comunità vivace che sapeva attirare ragazze alla ricerca della radicalità evangelica. Si era fatta regalo per le molte persone che avevano con lei un legame spirituale e che a lei si rivolgevano per una guida o per uno scambio di fede; lo era anche per i monasteri delle suore carmelitane di clausura del Nord Italia di cui era figura di spicco per la sua spiritualità. Mi sono ripetuto proprio questo: “Signore ora puoi aprire un grande regalo” così come, pensando a lei, mi sono detto: “Ora, cara Elisabetta, potrai finalmente abbracciare quel Dio tanto cercato e tanto amato!”.

Ricordo un’espressione che mi consegnò anni fa, anche se non rammento la circostanza dei problemi che stavamo discutendo. Mi disse: “Proprio perché una cosa è di Dio, è anche tua”. Voleva segnalare che ogni realtà deve essere vissuta con molta pienezza, quasi incarnandosi e prendendo tutto quello che la vita ci offre nella logica del dono, mentre il cuore doveva essere preservato dalla logica del possesso proprio perché tutto… era di Dio. Indicazione liberante ma anche molto impegnativa perché obbligava a tenere alto il livello della vita spirituale, orientando lo sguardo sull’Amato.

Ora con sé, pur nella povertà del suo essere fragile, porta in alto tante cose che ha ascoltato, tanti segreti, tante persone incontrate… Porta con sé l’amore per il Carmelo e tanti progetti su come essere cristiani in un mondo che sembra non dare spazio alla ricerca del divino. Porta con sé molto, tutto ben conservato nel grande pacco dono. Avrà l’onore di essere accolta da grandi donne che lei amava e che hanno fatto la storia della fede, quali Teresa d’Avila, Teresa di Lisieux, Edith Stein e tutte quelle consorelle che da poco sono morte nel medesimo monastero. E’ stato un bel regalo per me e per la Chiesa, un regalo che ora non potrà essere più visto e incontrato. Sappiamo che nella vita tante cose non si capiscono: questa è una di quelle!

don Norberto

 Ottobre 2015 – Sedici anni dopo
Riprendo questo articolo scritto anni fa nel giorno in cui si celebra la memoria di santa Teresa d’Avila, nata proprio 500 anni fa. In questo stesso giorno sono stato invitato ad una celebrazione proprio nel Carmelo di Legnano, quello in cui per anni Madre Elisabetta è stata l’anima. Non ho potuto aderire a questo invito a causa del primo incontro della iniziativa dal titolo: “Sulla tua parola getterò le reti”.

Tra i forti pensieri di Santa Teresa di Gesù e della spiritualità carmelitana, che ho un po’ approfondito in questi anni, ritorna quella espressione ascoltata allora in un momento bello ma anche nuovo della mia vita sacerdotale: “Proprio perchè è di Dio…è tua!”. Tutto puntualmente confermato dal momento che, ritrovato il punto di appoggio nel Signore, nella sua Pasqua, nella sua discesa agli inferi (non posso fare a meno di ricordare questa immagine!), tutto prende il giusto posto. Nulla ti appartiene: la vocazione, la parrocchia, le persone, gli affetti, la creatività, i libri, il tempo. i ricordi… tutto è di Dio! Avverti la chiarezza del dono di ogni realtà che possiedi. Certo alcune cose le ho fatte io, le ho realizzate io, ma c’è una fonte che sta prima ed è proprio la benevolenza di Dio.

Mentre riporti tutto alla sorgente, paradossalmente, ti accorgi che ora è proprio tutto tuo (le cose dette prima e tante altre) ma nel giusto modo. Forse è proprio quello che il vangelo dice a proposito del centuplo. Così hai tutto e non hai nulla, sei disposto a lasciare ogni cosa dal momento che hai tutto e non rimani attaccato a nessun pallino, a nessun privilegio, a nessuna persona. In Dio… tutto possiedi!

Ringrazio allora madre Elisabetta e le sue attuali consorelle che vivono lo spirito del Carmelo oggi 15 ottobre, attraverso questo ricordo. Coloro che hanno sperimentato l’Amore totale di Dio non hanno proprio nulla, sono pienamente povere ma nello stesso tempo “possiedono nella maniera giusta” ogni cosa. Mi piacerebbe procedere in questa strada di spogliazione che porta, di ritorno, a possedere il centuplo di ogni oggetto, di ogni persona e di ogni esperienza. Se è stata la promessa del Maestro dovrà essere vera!

don Norberto